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Nicola Luciano Cipriani

prioritari

prima emissione 1999

L’IMPREVEDIBILITA’ DELLE DONNE

Alcuni usi tardivi delle donne nell’arte

Nicola Luciano Cipriani (perito filatelico)

Un altro titolo che ho talora usato con alcune varianti è ”Le donne stupiscono ancora”, la prima idea è stata reiterare questo titolo, ma poi, al momento di iniziare ho preferito cambiare ed ho scelto una variante che ha più o meno lo stesso significato. L’aspetto femminile del titolo genera sempre in noi maschietti reazioni contrapposte, nel bene e nel male. Naturalmente non ho nessuna intenzione di addentrarmi in questo pericolosissimo terreno di gioco, preferisco le donne della passata serie ordinaria che ne ritraevano alcuni fulgidi e famosi esempi. Questa serie ordinaria è da tempo ormai accantonata da parte di Poste Italiane e anche noi tutti la consideriamo ormai cosa passata e, coloro che seguono le ordinarie attuali, hanno certamente voltato l’attenzione alle nuove serie Leonardesca e Piazze d’Italia. Anche la serie di Posta Italiana è quasi messa da parte, ma non in modo definitivo perché le due ultime stentano a decollare. Anche il valore base per l’interno delle Piazze d’Italia sembra poco usato.

Ma torniamo alle Donne nell’Arte, di questi francobolli ne parlo solo per le tariffe per la posta ordinaria. Questa serie, dopo aver convissuto per una decina di anni abbondanti con i francobolli prioritari, dopo il 2009 si è mostrata in apparizioni saltuarie che sono sfumate nel tempo verso le apparizioni sporadiche. Parlo naturalmente di usi non procurati.

Quando è stata in vigore la tariffa  da 70 cent (1.1.13 – 30.11.14), si sono riviste alcune affrancature con francobolli delle Donne nell’Arte. Il taglio più comune è stato certamente il valore da 45 cent, di cui erano noti consistenti residui, che è stato usato in abbondanza con il 25 cent di Posta Italiana (figura 1).

l'imprevedibilità delle donne

Figura 1 – invio da Massa Marittima per città del 6.6.13 affrancato con 45 cent Donne nell’Arte e 25 cent di Posta Italiana.

In questo periodo tariffario ha fatto anche la comparsa il taglio da 70 cent in giusta sostituzione del pari valore della nuova ordinaria (figura 2);

l'imprevedibilità delle donne

Figura 2 – invio da Sulmona (AQ) per Pescara del 10.6.13 affrancato con 70 cent Donne nell’Arte.

la comparsa di questo valore è stata una sorpresa perché la sua emissione risale al 31.7.2004 e non più utilizzato per anni. Probabilmente sono stati recuperati i fogli giacenti da qualche parte che hanno sopperito in parte, probabilmente voluto, alla non completa distribuzione della nuova ordinaria durante la prima parte temporale di questa tariffa. Altro valore ricomparso, ma con minor sorpresa è stato il valore da 90 cent, minore sorpresa perché questo valore è stato emesso il 26.6.2004, ma poco utilizzato in generale causando una scorta invenduta consistente. Questo valore è noto in abbinamento all’Alto Valore da 1 euro per la tariffa del secondo porto di questo periodo tariffario (figura 3).

l'imprevedibilità delle donne

Figura 3 – invio da Venezia per Milano del 12.11.14 affrancato con 90 cent Donne nell’Arte e 1 euro Alti Valori emissione 2002.

Con il successivo periodo tariffario (1.12.14 – 30.9.15), la lettera primo porto era passata a 80 cent ed il secondo porto a 2,15 euro. Anche in questo periodo sono comparsi alcuni valori delle Donne nell’Arte; in questo caso non ho un esempio per il primo porto, ma posso mostravi due invii di secondo porto. Nel primo, di formato standard, l’affrancatura è composta da tre pezzi da 70 cent di Posta Italiana e cinque pezzi da 1 cent Donne nell’Arte (figura 4).

l'imprevedibilità delle donne

Figura 4 – invio da Bologna per Milano del 7.9.15 affrancato con 5 pezzi da 1 cent Donne nell’Arte e 3 pezzi del 70 cent di Posta Italiana.

Purtroppo l’annullo rotante del CMP ha obliterato solo due valori da 70 cent lasciando intonsi gli altri francobolli. il secondo invio ha ancora un valore in centesimini, questa volta ricompare il taglio da 3 cent. Non è la sola sorpresa, perché è presente anche il taglio da 2,00 euro dei prioritari, emissione senza millesimo. Questo centesimino delle donne risale al 2002 ed era sparito di circolazione ormai da anni.

l'imprevedibilità delle donne

Figura 5 – invio da Milano per città del luglio 2015 (non è leggibile il giorno) affrancato con 5 pezzi del 3 cent Donne nell’Arte e 2,00 euro Prioritario.

Il tempo passa e le apparizioni continuano, le donne non vogliono farsi dimenticare.

Con l’attuale tariffa base a 95 cent, in vigore dal 1.10.2015, ho trovato ben tre invii con francobolli delle Donne nell’Arte. Il primo è un invio primo porto con un eccesso di 5 cent (figura 6).

l'imprevedibilità delle donne

Figura 6 – invio da Piombino (LI) per Magliano in Toscana del 2.11.15 affrancato con 20 cent Donne nell’Arte e 80 cent di Posta Italiana (eccesso di 5 cent).

Si tratta di un valore da 20 cent del 21.8.2004 utilizzato come valore integrativo ad un’80 cent di Posta Italiana. Il secondo invio è del febbraio di quest’anno ed è affrancato con un 77 cent Donne nell’Arte abbinato ad una tp-label per completamento di tariffa del valore di 18 cent. (figura 7), purtroppo questa affrancatura, per la presenza della tp-label non presenta annulli sul francobollo.

l'imprevedibilità delle donne

Figura 7 – invio da Cardano (BZ) per Milano del 10.2.16 affrancato con 77 cent Donne nell’Arte e tp-label da 18 cent.

Infine l’ultima è una affrancatura di fantasia in quanto la tariffa è totalmente fuori luogo. Dalla pieghe sulla busta si evince che doveva essere un po’ pesante e probabilmente del secondo porto. L’affrancatura è composta da coppia del 45 cent donne e da un valore da 1,00 di Posta Italiana per un totale di 1,90 euro (figura 8).

l'imprevedibilità delle donne

Figura 8 – invio da Bologna per Milano del 8.11.16 affrancato con coppia del 45 cent Donne nell’Arte e 1,00 euro di Posta Italiana.

L’invio è stato effettuato l’8 novembre scorso. la tariffa di 1,90 era il secondo porto durante il periodo tariffario 1.1.13 – 30.11.14, un po’ lontano nel tempo rispetto al tariffario attuale che prescrive una affrancatura pari a 2,55 euro. Purtroppo capita spesso di imbattersi in affrancature totalmente avulse dal tariffario in corso. Un po’ per ignoranza, non solo degli utenti, un po’ per l’aumento continuo del “degrado” ambientale in generale, si può affrancare con qualunque cosa, comunque la missiva arriva a destinazione nella stragrande maggioranza  dei casi. Se qualche invio irregolare viene fermato e controllato è esclusivamente un puro caso.

ADDENDA PER “IL SERVIZIO PRIORITARIO”

Nicola Luciano Cipriani, perito filatelico.

Comunicazione

Comunico una addenda al capitolo 5 della monografia, su Il Servizio Prioritario. In questo capitolo abbiamo descritto le emissioni e le ristampe di ciascun francobollo prioritario; in particolare, nel paragrafo 5.3.4 abbiamo descritto le emissioni del 2005 e le ristampe dei valori da 1,40, 2,00 e 2,20 millesimati 2004 ma stampati nel 2005 con la scritta laterale (IL FOGLIO DI 40 FRANCOBOLLI VALE € …) di colore nero, al pari della barretta in corrispondenza del 36 esemplare. Queste seconde tirature sono riconoscibili anche dalla prima lettera del codice alfanumerico (C invece di B). In quella occasione abbiamo dimenticato di inserire anche il valore da 0,80 che qui riproduciamo per dovere di cronaca. Nell’immagine è riportato il bordo destro del foglio con il codice alfanumerico CA022455571 la cui prima lettera (C) indica appunto l’anno di stampa, 2005 anziché 2004 (B)

ADDENDA PER "IL SERVIZIO PRIORITARIO"

Figura 1 – 0,80 emissione del 2005 caratterizzata dalla lettera C nel codice alfanumerico

Considerazioni aggiuntive

Al momento dello studio sui francobolli prioritari abbiamo utilizzato il codice alfanumerico come elemento distintivo per le tirature di questi francobolli. Il codice è stata una novità che al momento ci fece porre l’attenzione solo su questo aspetto.  Solo in seguito mi è venuta l’idea di utilizzarli anche per indagare il numero dei francobolli stampati. Infatti il codice alfanumerico è stato introdotto dal Poligrafico per automatizzare il conteggio dei fogli prodotti.

Due sono i codici che compaiono sui fogli, uno è il codice prodotto, vale a dire il codice che caratterizza una emissione; è il famoso codice a barre tanto ambito dai collezionisti. Il secondo è il codice alfanumerico che è invece quello che riflette il conteggio progressivo dei fogli. Tale codice è composto da due lettere seguite da noce cifre. La prima lettera definisce l’anno di produzione, mentre la seconda corrisponde ad una delle due Goebel con cui vengono stampati i francobolli: A e B. La A è la rotocalcografica, mentre la B e la calcografica. Le nove cifre sono la progresione numerica in ordine di stampa. Il codice alfanumerico è tradotto in un codice a barre nere posto alla sua destra. Il codice a barre ha altezza di 9 millimetri e lunghezza di circa 6 centimetri. Il circa è doveroso in quanto la lunghezza dipende dal numero di barre larghe e strette. Ricordo che la stampante di detto codice è stata sostituita alla fine del 2014 (v. Le tre tirature del 25 cent di posta italiana).

Solo in occasione dello studio sui piccoli valori di posta italiana mi è venuta l’idea di poter risalire al numero di francobolli stampati di questi valori ordinari. Come è noto, infatti, Poste Italiane comunica le tirature esclusivamente per i francobolli commemorativi, celebrativi ecc.; al contrario il numero degli ordinari è sempre stato un grande mistero. L’utilizzo del codice alfanumerico consete, con relativa facilità, di avere un’idea abbastanza vicina alla realtà delle tirature di questi francobolli, oltre naturalmente al riconoscimento dei lotti di stampa interposti tra altri francobolli. Personalmente ritengo che ogni lotto di stampa possa essere definito tiratura ben riconoscibile ed individuabile ancorché la distinzione sia spesso esclusivamente sulla cimosa destra. Situazioni di questo tipo, d’altronde, sono già note per altre emissioni del passato, quali ad esempio il valore da 15 lire emesso nel 1957  in occasione del 150° della nascita e 75° della morte di Giuseppe Garibaldi; di questo francobollo sono note due tirature riconoscibili esclusivamente da un numero in colore presente sulla cimosa.

NUMERI DI CILINDRO SULL’1,40 E SULL’1,50 PRIORITARIO 2007

articolo pubblicato il 15 gennaio 2014 su l’odontometro

Nicola Luciano Cipriani (perito filatelico)

introduzione

Parlando con Giovambattista Spampinato dei numeri di cilindro trovati sui prioritari, ci siamo scambiati un po’ di conoscenza sull’argomento e mi ha riferito di avere anche il valore da 1,40 con i numeri ben evidenti. Ho chiesto un’immagine che Giambattista mi ha girato velocemente (figura 1). Come ricorderete, avevo già comunicato l’esistenza dei numeri di cilindro per i valori da 0,60 del 2007 e da 2,00 euro del 2008 (www.peritofilatelicocipriani.it e L’odontometro n. 6 – ottobre-dicembre 2011) a questo breve elenco dei prioritari vanno aggiunti, quindi, anche i valori da 1,40 e 1,50 emissione 2007. Anche in questo caso i colori utilizzati sono cinque ed altrettanti sono i cilindri utilizzati per la stampa in rotocalcografia.
Vi ricordo che i numeri sono troncati sui bordi dei fogli e compaiono, come al solito, nella loro parte bassa sinistra. La sinistra va considerata secondo la direzione di stampa che in questo caso coincide con la posizione normale della vignetta, infatti la posizione corretta si realizza posizionando il foglio in modo che la scritta IL FOGLIO DI … sia a sinistra e leggibile dal basso verso l’alto. Nella figura 1 sono visibili i numeri dei cilindri (ingranditi e in ordine dal basso verso l’alto) e corrispondono ai seguenti colori e parti del francobollo:

cilindro n. 1 – giallo, per il fondino al di sotto della cornice dorata;
cilindro n. 2 – verde, per il centro colorato, questo colore cambia per ciascun valore;
cilindro n. 3 – oro, per la cornice dorata;
cilindro n. 4 – nero, per il cerchio centrale che contiene la “P”, le scritte ed il valore;
cilindro n. 5 – oro, della vernice interferenziale che copre il disco nero con la “P”.

numeri di cilindro sull'1,40 e sull'1,50 prioritario emissione 2007

Figura 1 – i muneri di cilindro, ingranditi, che appaiono sui bordi di alcuni fogli dell’1,40 prioritario

In questo caso è possibile completare la tabella seguente, che avevo presentato nel n. 6 de L’odontometro, aggiungendo questi nuovi ritrovamenti.

numeri di cilindro sull'1,40 e sull'1,50 prioritario emissione 2007

Tabella 1 – Corrispondenza numeri/colori

Nel valore da 1,50 i numeri sono appena visibili per una porzione di pochi decimi di millimetro. Nella tabella sono evidenziati in maiuscoletto i numeri presenti sui bordi dei fogli, mentre in corsivo quelli mancanti. È interessante notare come la corrispondenza dei colori con i cilindri sia costante per tutti e quattro i francobolli e che per la loro stampa, al di là del restauro/rifacimento dei cilindri esauriti, era sufficiente sostituire solo il colore di fondo ed cilindro del nero, che stampava anche il valore, per produrre i differenti prioritari. Caso mai sarebbe da verificare se per la produzione di differenti valori il Poligrafico abbia fatto un cilindro per ciascun colore del centro o se abbia usato sempre lo stesso cilindro e cambiato solo il colore, come ci si aspetterebbe per logica. Se così fosse, per la produzione dei differenti valori sarebbe stato sufficiente cambiare solo il cilindro n. 4 del colore nero.

Queste segnalazioni, compresa quella recente relativa a G. D’Annunzio (L’odontometro n. 14 – ottobre-dicembre 2013), consentono di trarre alcune considerazioni.

analisi

Innanzitutto bisogna precisare che la bobina utilizzata dal Poligrafico è sempre di 30 cm di larghezza. I francobolli ordinari non sono certamente adatti per aiutarci a spiegare il fenomeno in quanto una tiratura annuale (individuabile dal codice alfanumerico di colore nero) è costituita da più lotti di stampa di cui non conosciamo l’intervallo numerico del codice alfanumerico progressivo di ciascuno di essi. Per i commemorativi, che vengono stampati in una o più volte, questi ritrovamenti possono aiutare di più. Vaccari news il 7 novembre scorso ha pubblicato una interessante notizia relativa alla diminuzione delle tirature di alcune emissioni commemorative del 2012 perché i quantitativi già stampati, secondo Poste Italiane, sono “… sufficienti a garantire la distribuzione sull’intero territorio nazionale senza determinare situazioni di criticità nel mercato filatelico”. Così ha sostenuto Poste italiane, concordando con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato “l’intendimento di non procedere al completamento della stampa”. Questo vuol dire che, contrariamente a quanto creduto fino ad ora, molti commemorativi vengono stampati in almeno due volte; la cosa spiega anche come mai spesso si notano piccole differenze cromatiche o altro per alcune emissioni. Ecco quindi che possiamo dare una spiegazione plausibile al fatto di aver trovato alcuni fogli di D’Annunzio con i numeri di cilindro ed altri senza. Da cosa può dipendere questo fenomeno? Ci ho pensato su abbastanza, finché non ho verificato la reale larghezza dei fogli che è sempre di 30 cm e che non viene praticata alcuna rifilatura dei fogli. Facendo questo controllo, mi sono imbattuto in una situazione che chiarisce molto bene il problema. In figura 2 ho messo a confronto due differenti tirature del 5 centesimi di posta italiana; questi due fogli non hanno i numeri di cilindro, ma sono diversamente centrati.

numeri di cilindro sull'1,40 e sull'1,50 prioritario emissione 2007

Figura 2 – Le due tirature del 2012 e 2013 del 5 cent di posta italiana.

Nella figura ho incolonnato i francobolli e si nota come i bordi, avendo differente larghezza, sfalsano completamente i due fogli. La tiratura del 2012 (JA) ha il bordo destro più largo di quello sinistro, mentre la tiratura del 2013 (KA) li ha al contrario. Non so se all’interno della produzione di ciascuno dei due anni questo carattere è costante, certamente lo è all’interno di ciascun lotto di ristampa. Questo chiarissimo esempio ci rivela che la comparsa dei numeri di cilindro, che in teoria dovrebbero sempre cadere all’esterno della bobina, in realtà è possibile che vengano stampati a causa della maggiore o minore centratura della bobina rispetto al sistema di stampa. In altre parole, se la bobina è molto eccentrica e spostata verso sinistra è possibile la comparsa di almeno una parte dei numeri di cilindro sui bordi sinistri. C’è un altro elemento variabile che agevola o meno la presenza dei numeri di cilindro sui bordi di foglio: il rifacimento periodico per usura degli stessi cilindri. Il numero che li contrassegna viene punzonato/inciso ed anche la sua posizione può essere più o meno spostata verso l’area di stampa; ritengo plausibile che quando una serie di cilindri viene allestita nello stesso momento è molto facile che le punzonature dei numeri vengano fatte nella stessa posizione (vedi l’1,40); quando invece è solo una parte dei cilindri a dover essere rifatta, la punzonatura su questi non avrà sicuramente la stessa posizione di quelli allestiti in precedenza e pertanto ne potranno comparire solo una parte (vedi 0,60 e 2,00). Queste variabili spiegano, a mio parere, molto bene la presenza/assenza dei numeri di cilindro. Riprendendo l’esempio dei quattro prioritari riportati in tabella, appare normale la presenza di tutti e cinque i numeri nel valore da 1,40, mentre, la presenza parziale nello 0,60, 1,50 e nel 2,00 può essere spiegabile con il rifacimento di alcuni cilindri. Certamente questa spiegazione scaturisce da una mia interpretazione, ma ritengo che la realtà non sia molto lontana. Faccio notare come tra le due tirature del 5 cent. si nota anche una differente tonalità di rosso, visibile sui riquadri di registro del bordo destro.
Ho fatto anche un’altra verifica. Ho trovato ben cinque bordi del 2,00 euro con i numeri di cilindro; in tutti compaiono solo i due colori verde scuro e oro (v. tabella) e darebbero adito ad essere inquadrabili nello stesso lotto di stampa. È possibile! Analizziamo però le cinque strisce (figura 3), nell’immagine ho sovrapposto le strisce, ho allineato la tracciatura verticale sinistra ed ho aggiunto una linea nera parallela alla tracciatura per evidenziare la piccola differenza di larghezza del bordo.

numeri di cilindro sull'1,40 e sull'1,50 prioritario emissione 2007

Figura 3 – cinque bordi laterali sinistyri del valore da € 2,00. Si nota una leggerissima differenza di larghezza del bordo.

La figura evidenzia come la larghezza dei bordi di foglio non sia costante, non ci sono due bordi uguali, anche se le differenze sono minime. Ho analizzato anche le croci di registro dei colori che compaiono nei pressi della base dei fogli (figura 4).

numeri di cilindro sull'1,40 e sull'1,50 prioritario emissione 2007

Figura 4 – croci di registro situate alla base dei fogli lungo il bordo sinistro. Si notano differenze grafiche non facilmente spiegabili

Anche in questo caso, ancorché le differenze siano minime, sembra che non ce ne siano due uguali. Alcune minime differenze potrebbero essere dovute ad una interruzione momentanea della stampa, in questo caso, per una differente tensione della carta, si potrebbe verificare, tra due cilindri abbastanza distanti tra loro, una leggerissima sfasatura dei colori riscontrabile nelle croci di registro, ma interesserebbero solo una minima parte dei fogli stampati e cioè fino a che la tensione della carta non ritorna nella normalità. Pur tenendo conto di questa considerazione, direi che si possono distinguere le croci di registro 1 e 4 da tutte le altre ed inoltre queste due appaiono differenti tra loro. Ma dalla figura tre si può notare che la differenza di larghezza tra la striscia n 1 e la 4 è veramente minima, mentre le altre sono abbastanza differenti tra loro. Sulla base delle considerazioni scaturite dalle figure 3 e 4, direi che le cinque strisce potrebbero appartenere ad almeno tre differenti lotti di stampa, forse più. Questo dato però non è convincente. Allora ho preso in considerazione le distanze tra i numeri e le scritte sul bordo, e tra i numeri e la vignetta del francobollo ed infine la larghezza del bordo fino alla vignetta. Nella tabella 2 riporto questi valori, compresi quelli del 5 cent. Innanzitutto i 5 cent hanno il bordo troppo stretto perché possano comparire i numeri.

numeri di cilindro sull'1,40 e sull'1,50 prioritario emissione 2007

Tabella 2 – misure della distanza tra i numeri ed altri elemnti di stampa dei francobolli

Gli altri hanno tutti la variabile nella larghezza del bordo di foglio compreso tra il suo limite sinistro ed il disegno della vignetta. I fogli che non hanno numeri di cilindro hanno larghezza del bordo fino alla vignetta inferiore a 35 mm. Questa è la dimostrazione della differente centratura della bobina di carta rispetto ai cilindri.

Nota aggiuntiva del 15 ottobre 2015

dopo aver analizzato le tirature del 10 cent di posta italiana, devo riconoscere che l’intervallo dei codici alfanumerici riportati in figura 3, coprono un intervallo di fogli pari a 199.148 che, moltiplicati per 50, forniscono una produzione dentellata di 9.957.400 francobolli. Questo quantitativo è pienamente compatibile con un solo lotto di stampa e quindi le leggere differenze riscontrate non sono significative per ipotizzare più lotti di provenienza.

 

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UNO STRANO FOGLIO DI UNA EMISSIONE COMPLESSA

Nicola Luciano Cipriani perito filatelico

Durante la scorsa edizione di Milanofil2015 ho avuto pochissimo tempo da dedicare alla ricerca, però sono stato colto da un pizzico di fortuna ed ho trovato un oggetto di cui ero convinto dell’esistenza per aver visto degli spezzoni di foglio, ma non ero riuscito a trovarlo intero per averne la conferma. Bene! A Milano ho trovato questo foglio. Si tratta di un foglio del prioritario millesimato 2004, fin qui nulla di particolare, ma il foglio che era venduto per non fustellato e non tracciato con leggero fuori registro del colore salmone, costava un po’ troppo; aveva anche lo slittamento del taglio verso l’alto di circa 3,5 cm causando lo spostamento della barretta accanto al 36° francobollo apparentemente accanto alla posizione n. 1. Ma a me queste varietà interessano poco, anzi, non mi attraggono per nulla. La particolarità di questo foglio era ben altra: aveva le scritte blu e la barretta nera (figura 1).

uno strano foglio di una emissione complessa

figura 1 – striscia verticale, bordo di foglio sinistro, del prioritario 2004 con scritte blu e barretta nera

Non l’ho preso intero perché con tutte queste varietà il prezzo richiesto era eccessivo. Ma a me è bastata la striscia laterale sinistra, quella con le scritte e la barretta. Mi sono anche annotato il numero progressivo presente lungo il bordo destro, il fatidico codice alfanumerico (BA 015144095). Appena preso ho condiviso la scoperta con Giovambattista Spampinato e con gli altri amici presenti allo stand del CIFO. Questa scoperta segna il primo aggiornamento alla monografia sul Servizio prioritario fresca fresca di stampa.

Tutti coloro che si interessano di francobolli prioritari sanno che all’incirca fino a metà del 2004 le scritte laterali sinistre delle prime tre tirature di questo francobollo sono state di colore blu e che agli inizi dell’autunno fu riemesso (4a tiratura) con le scritte nere. Oltre alle scritte, la terza e la quarta tiratura hanno anche una barretta dello stesso colore in corrispondenza del 36° francobollo (in basso a sinistra).

Circa un anno fa Gino Biondi mi mostrò alcune varietà di prioritari in strisce di tre da certificare. Notai che alcune strisce avevano le scritte blu ed una la barretta nera. Le varietà erano identiche e pensai che appartenessero allo stesso foglio, Gino confermò la mia ipotesi, ma non avevo modo di dimostrarlo. Mi misi alla ricerca di questo materiale, ci dovevano essere altri fogli in giro. Per più di un anno l’ho cercato, ma senza risultato. A Milano si è verificato il caso fortunato. La particolarità di questo foglio è doppia perché avendo le scritte blu e la barretta nera porrebbe la sua stampa in una progressione ben definita, vale a dire tra la terza e la quarta tiratura. In realtà non è così se analizziamo i codici alfanumerici utili al conteggio progressivo dei fogli stampati. Il codice BA 015144095 è intercalato nella seconda tiratura di cui ho un bordo di foglio con codice BA015156069, successivo al primo. Questo dato posiziona la stampa di questi fogli nella tarda primavera del 2004. Prima ancora di emettere la terza tiratura (con la barretta blu), presso il Poligrafico si stavano facendo le prove sulla utilità della barretta per il controllo elettronico del conteggio dei fogli o per il loro taglio. Probabilmente la scelta iniziale del colore blu potrebbe non essere stata molto ponderata come si può dedurre dall’adozione del successivo colore nero della quarta tiratura. Bisogna tenere presente anche che la barretta blu veniva incisa sul cilindro della scritta laterale, mentre quella nera su quello delle scritte interne del francobollo. Questo aspetto potrebbe avere condizionato la scelta di cambiare le scritte laterali da blu a nero.

Nessuno di questi fogli con la scritta blu e la barretta nera sono stati distribuiti per la vendita dei francobolli, ciò fa intuire che si tratti di materiale di prova per la messa a punto della produzione ordinaria. Questo rivela anche che, essendo prove, non deve essere stata fatta molta attenzione al sincronismo di tutto l’apparato di stampa come rivelano tutte le varietà che si sommano su questo foglio. Possiamo ancora affermare, a mio parere con un piccolo margine di errore, che queste varietà non sono dovute al caso e che tutto questo materiale era destinato sin dall’inizio ad essere distrutto. Possiamo quindi attribuire a questa produzione la definizione di tiratura di prova per la messa a punto del sistema di produzione ordinaria.

LE ETICHETTE PRIORITARIE DELLA FASE SPERIMENTALE

Nicola Luciano Cipriani perito filatelico

Discutendo telefonicamente con Giovambattista Spampinato sulle etichette prioritarie della fase sperimentale, per intenderci quelle bianche e blu che ricordano il simbolo di Poste Italiane disegnato da Franco Maria Ricci, ciascuno di noi aveva il volume sul servizio prioritario, fresco di stampa, aperto sul capitolo 2. Giovambattista accennava all’esistenza di due differenti tipi riconoscibili  sulla base del colore. Avevo tra le mani alcune buste con differenti tonalità di colore ed in un primo momento ho assentito alla sua considerazione. Ma mentre ero assorto in questa verifica, mi resi conto che non era il colore la caratteristica distintiva. Durante queste osservazioni, avevo infatti notato delle leggere differenze di larghezza del bordo bianco che le delimita. Dopo aver comunicato la mia idea a Giovambattista, mi sono subito accinto al computer per confrontarle ed ho notato differenze, seppur minime, nelle dimensioni tra alcune etichette. Allora mi è balenato il ricordo che le etichette sono state prodotte in fogli da 33 pezzi (figura 1),

le etichette prioritarie della fase sperimentale

Figura 1 – il foglio da 33 etichette

ma sono state anche distribuite con i flyer pubblicitari al cui interno ce ne erano 5 (figura 2).

le etichette prioritarie della fase sperimentale

Figura 2 – il flyer pubblicitario con 5 etichette

Sono corso allora a prendere queste due tipologie di distribuzione ed ho preso un po’ di misure. Il risultato è stato veramente soddisfacente: le due tipologie di etichette sono differenti nelle dimensioni (figura 3).

le etichette prioritarie della fase sperimentale

Figura 3 – le due etichette a confronto. Da foglio di 33 in alto

Per quanto riguarda il colore, le etichette in confezioni da 5 sono costantemente di colore blu intenso, mentre quelle in confezioni da 33 presentano due differenti toni di blu, un tipo è blu intenso ed un altro è blu-grigio. Queste differenze sono compatibili con due distinte produzioni che probabilmente sono state necessarie per l’imprevisto allungamento temporale del periodo sperimentale.

Nella tabella che segue elenco le caratteristiche delle due tipologie di confezioni. È strano che nell’era dei computer con i quali si possono trasferire immagini con la massima fedeltà, si riesca a produrre differenze veramente poco comprensibili.

le etichette prioritarie della fase sperimentale

Figura 4 – confronto tra le caratteristiche dei due tipi di etichette.

PRIORITARIO DA 1,50 EURO (2005): CON STAMPA GRANULARE DELL’ORO

di Nicola Luciano Cipriani, perito filatelico

Cari amici, vi presento uno strano prioritario segnalatoci dal socio Luigi Pomes. Si tratta di un esemplare del prioritario da 1,50 euro emissione 2005 che presenta una copertura parziale del colore oro della cornice sul fondino verde-giallo (figura 1).

prioritario da 1,50 euro emissione del 2005: ritrovata una strana stampa granulare dell'oro

Figura 1 – il francobollo con la evidente varietà della reticolatura dell’oro

Come potete vedere dal particolare riprodotto (figura 2),

prioritario da 1,50 euro emissione del 2005: ritrovata una strana stampa granulare dell'oro

Figura 2 – particolare della cornice interessata dalla reticolatura

il colore oro ha una forma reticolata anziché coprire totalmente il fondo colorato, dalle piccole falle si vede il colore sottostante. Ad occhio può apparire per una passata di colore leggera che lascia trapelare il colore sottostante. Invece non è così. Con la lente si vede che l’inchiostro è come se avesse subito un fenomeno di tipo “idrorepellenza” ricevuto dal colore di base sottostante facendogli assumere l’aspetto cariato o a ragnatela. Come si può vedere l’annullo è di Roma Fiumicino del 28-12-06. Nella mia memoria ricordavo di avere già visto una cosa simile e, riguardando tra le mie buste è saltato fuori un altro esemplare della stessa emissione (2005) e con le stesse caratteristiche. In questo caso la busta è partita da Bolzano il 5-3-08. Due spedizioni con lo stesso tipo di francobollo ma molto distanti nel tempo e nello spazio. Si deve dedurre che possa trattarsi di una particolare, o porzione di, ristampa in cui si è verificato questo fenomeno. La lontananza tra le due località potrebbe essere indicativa di una distribuzione a carattere nazionale e quindi di facile reperibilità. Un grazie a Luigi Pomes che mi ha pungolato a rivedere una cosa che avevo trascurato e buona ricerca a voi tutti.

NUMERI SPECULARI NEL BORDO DI FOGLIO DI DUE PRIORITARI DEL 2007 e 2008

di Nicola Luciano Cipriani, perito filatelico

La descrizione del dato

Carissimi amici, vi presento una varietà acquistata presso un ufficio postale dopo l’emissione e che avevo messo nel mio classificatore dei prioritari. Poi, come al solito, il tempo passa e altre novità incalzano con la conclusione che alcune cose cadono un po’ nell’oblio. Poi ritornano fuori andando a cercare magari altre cose. È questo il caso di questa varietà abbastanza particolare. Si tratta della presenza di alcuni numeri, in posizione coricata, troncati alla base ed alti 2 mm, ognuno di un colore differente (corrispondente ai colori della stampa), presenti lungo il bordo sinistro di un foglio dello 0,60 e di uno del 2,00 euro. Nel caso dello 0,60 i numeri sono compresi tra le posizioni 26 e 46 (figura 1),

numeri speculari nel bordo di foglio di due prioritari del 2007 e 2008

Figura 1 – 60 cent: posizione dei numeri

mentre nel 2,00 (figura 2) i numeri sono solo due ed in corrispondenza della posizione 36.

numeri speculari nel bordo di foglio di due prioritari del 2007 e 2008

Figura 2 – 2 €: posizione dei numeri

La ristampa dello 0,60 senza millesimo è del 2007, come si evince dal codice alfanumerico di progressione del foglio (EA070051259), mentre quella del 2,00 euro è del 2008 (FA090708698). Vi ricordo che lo 0,60 è apparso nel mese di ottobre del 2006 ed è stata ristampata fino al 2009, anno in cui è stato sostituita dalla serie ordinaria Posta Italiana. In poco meno di tre anni ha avuto ben 4 ristampe riconoscibili dalle sigle alfanumeriche (figura 3).

numeri speculari nel bordo di foglio di due prioritari del 2007 e 2008

Figura 3 – anni delle ristampe e sigle alfanumeriche

Il 2,00 euro è stato emesso, invece, il 9 giugno del 2008 di cui riporta la sigla alfanumerica corrispondente. Nella figura 1, in corrispondenza delle frecce azzurre, a partire dal basso, si possono leggere i seguenti numeri stampati in modo speculare: “1” in colore giallo,  “3” in colore oro, “4” in nero e “5” in colore interferenziale. Per quest’ultimo numero la scansione è stata contrastata per renderlo visibile. I numeri sono riportati ingranditi in figura 4.

numeri speculari nel bordo di foglio di due prioritari del 2007 e 2008

Figura 4 – i numeri nello 0,60

Nella figura 2, invece, i numeri sono solo due: “2” in colore verde e “3” in colore oro (figura 5).

numeri speculari nel bordo di foglio di due prioritari del 2007 e 2008

Figura 5 – i numeri nel 2,00

In questo caso i numeri sono leggermente più corti per via del taglio che ne ha eliminata una parte leggermente maggiore.

l’interpretazione

La mancanza di alcuni numeri appare un po’ strana, tanto più che le loro posizioni sono fisse, basta confrontare i due bordi di foglio e notare che il “3” è nella stessa posizione in entrambi i fogli, mentre il “2” verde corrisponde alla posizione mancante della figura 1 (freccia rossa). Il “2” mancante nella figura 1 avrebbe dovuto essere di colore arancio (retino di fondo). Quale è la funzione di questi numeri? A differenza del sistema di registro dei colori rappresentato dai triangoli e rettangoli presenti sul bordo destro e dalle crocette, sempre in colore, in corrispondenza dei quattro angoli del foglio (talora in passato sono state utilizzate alcune lettere scritte a mano), i numeri hanno un’altra funzione.
Chi conosce almeno un po’ il lavoro di tipografia sa che la stampa a più colori richiede una lastra per ciascuno di essi; nel caso dei prioritari che sono stati stampati in rotocalcografia, l’immagine relativa ad ogni colore è incisa su un cilindro di stampa. Ogni lastra o cilindro riporta un numero progressivo per il suo inserimento nella macchina di stampa. Nella maggior parte dei casi il numero viene apposto a lavoro finito ed in posizione normale, ma in questo modo esso è speculare rispetto alla incisione della lastra/cilindro. Normalmente il numero è scritto ad una distanza tale dal disegno da non comparire sui bordi dei fogli, ma può capitare che chi li appone non badi molto alla loro posizione con la conseguenza che i numeri, molto vicini all’area di stampa possano comparire sui bordi dei fogli di francobolli. Il fatto quindi che nel bordo del foglio da 0,60 manchi il numero “2” vuol dire che quel cilindro lo riportava in posizione più esterna tanto da non comparire sul foglio. Lo stesso discorso vale per il bordo di foglio del 2,00 euro nel quale sono visibili il “2” ed il “3” e mancano gli altri.

numeri speculari nel bordo di foglio di due prioritari del 2007 e 2008

Figura 6 – corrispondenza numeri/colori

Nella  figura 6 sono riportate le parti di francobollo prioritario incise su ciascun cilindro ed i numeri ed i colori corrispondenti per ciascuno dei due prioritari. In nero sono indicati i colori che compaiono sul bordo ed in rosso quelli mancanti.

IL PRIORITARIO DA 60 CENT DEL 2004 CON DOPPIA FUSTELLATURA PARZIALE

Di Nicola Luciano Ciprianiperito filatelico

premessa

Come tutte le ordinarie, anche i prioritari presentano piacevoli e strani colpi di coda, tra l’altro nell’esemplare decisamente più comune e di cui si pensava di aver scoperto tutto e di tutto: il 60c dell’emissione 2004 rotocalcografica. Questa emissione è apparsa ai primi di marzo, subito dopo quella tipografica emessa il 2 gennaio precedente. L’uso del metodo rotocalcografico non è stata la sola novità di questa emissione, è stato cambiato anche il formato dei fogli: da 28 francobolli (4×7) a 40 (5×8), nonché la tipologia della carta: uno strato continuo sul supporto siliconato al posto dei soli francobolli isolati. L’esordio di questa nuova tiratura a poco più di due mesi da quella tipografica colse di sorpresa un po’ tutti. Ma la sua nascita non avvenne sotto una buona stella in quanto gli stessi dipendenti di Poste Italiane si lamentarono per la difficoltà di separare i francobolli lungo i bordi verticali nei quali mancavano, certamente per dimenticanza, le due perforazioni a tratteggio lungo i lati destro e sinistro (figura 1).

IL PRIORITARIO DA 60c DEL 2004 CON DOPPIA FUSTELLATURA PARZIALE

Figura 1 – le 4 tirature del prioritario da 60 c. emissione 2004

L’IPZS mise subito riparo alla svista e produsse fogli dotati della perforazione laterale i quali erano in vendita già dal successivo mese di aprile. Tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate è comparsa una nuova tiratura caratterizzata dalla presenza di una barretta azzurra in corrispondenza del 36° esemplare; il colore della barretta era lo stesso delle scritte “IL FOGLIO DI …..” presenti sulla cimosa sinistra. In autunno infine uscì una ulteriore tiratura che aveva le scritte, compresa la barretta, di colore nero. Insomma di questo francobollo, oltre la versione tipografica, ne sono state stampate ben quattro tirature nella versione rotocalcografica. Il periodo d’uso della versione tipografica è stato limitato ai primi mesi dell’anno, fino ad esaurimento delle scorte le quali, dopo un breve periodo di convivenza con la versione rotocalcografica, sono andate scemando velocemente, a parte naturalmente casi di giacenze di magazzino utilizzate nel tempo. La versione rotocalcografica, nelle varie tirature, ha invece avuto un lungo utilizzo di ben tre anni; però bisogna riconoscere che le prime tre tirature si sono esaurite più o meno nell’arco del 2004. Durante i due anni successivi è stata ristampata solo la versione con le scritte nere e questa ha convissuto sia con l’emissione del 2005 che con quella del 2006; il prioritario del 2004 è andato praticamente in pensione con l’emissione del 2006 senza millesimo che ha visto la luce nel mese di ottobre e che ha soppiantato tutti i precedenti per la sua larga ed immediata diffusione e per il suo lungo periodo d’uso (2006-2009). Se ne deduce quindi che volendo fare una classifica delle frequenze d’uso, l’emissione 2004 nel suo complesso è stata la seconda per longevità di tutti i prioritari dopo quella senza millesimo. Nei suoi tre anni di vita ha avuto numerose ristampe caratterizzate solo dal codice alfanumerico aventi le lettere iniziali BA; in altre parole per questa emissione non è stata distinta la produzione annualmente con la variazione delle sigle, come in uso da qualche anno presso  l’IPZS. Quanto sopra per intendere che la tiratura complessiva di questo valore deve essere stata di diverse centinaia di milioni di francobolli e tale quantità giustifica anche le numerose varietà che sono uscite più o meno casualmente dall’Istituto. Colori spostati, assenza di uno o più colori, fustellature spostate o assenti, perforazioni a tratteggio (percé en ligne) spostate o assenti, insomma una varietà di …. varietà strabiliante. Molte di queste sono state distribuite anche alle rivendite autorizzate tanto che ne sono state trovate casualmente anche usate su busta. Chi sa quanto hanno protestato quei rivenditori che hanno dovuto separare i francobolli con le forbici! E quanto gli utilizzatori per separarli dal supporto siliconato! Delle varietà circolate attraverso i rivenditori, certamente molte sono andate distrutte, ma tante altre sono finite nelle mani dei collezionisti. Nel materiale di uno dei miei rifornitori di buste ne ho trovato uno senza fustellatura e senza perforazione a tratteggio. Non hanno chiaramente grande valore, specialmente allo stato di nuovo, ma su busta non procurata comincia a diventare di sicuro interesse.

descrizione della varietà

Tra tutte le varietà di questa emissione non si era mai ancora vista una doppia fustellatura (figura 2).

IL PRIORITARIO DA 60c DEL 2004 CON DOPPIA FUSTELLATURA PARZIALE

Figura 2 – la terza stiscia di cinque del foglio interessata dalla doppia fustellatura

Quando mi è capitata tra le mani, sono rimasto tra lo sbalordito e l’incredulo e non ero nemmeno sicuro che potesse essere una cosa unica, vista l’abbondanza di varietà di questo francobollo. L’ho quasi presa più per curiosità, per arricchire la mia conoscenza, che per  percezione effettiva della rarità. Solo in un secondo momento, dopo aver parlato con alcuni amici e dopo aver riflettuto sulla visita all’IPZS, ho iniziato a realizzare che tra le mani avevo una cosa unica. Per quale ragione? Semplicemente perché le nuove macchine in uso presso l’IPZS non consentono di produrre errori di questo tipo, direi, nemmeno volendo.  Molte varietà si possono costruire, basta avere solo la fantasia di pensarle e potrei fare numerosi esempi al riguardo, ma questa doppia fustellatura ha veramente uno stretto legame con il caso più unico che raro. Ragioniamo un po’ insieme e prendiamo in considerazione le modalità di perforazione/fustellatura, che sono le due modalità utilizzate oggi in Italia per la separazione dei singoli francobolli stampati in fogli, ed il loro posizionamento all’interno della macchina da stampa. Non voglio entrare in un escursus storico dei metodi di perforazione, ma, negli ultimi anni del secolo scorso  e fino a tutto il 2003, la perforazione avveniva con il sistema ad aghi e su fogli posti in piano (perforazione a blocco, a pettine semplice, doppio e doppio modificato). Dal dicembre del 2003 il Poligrafico ha adottato un nuovo sistema denominato “piastra/blocco”. Per quanto riguarda il taglio a fustellatura, in Italia è in uso dal 1999, anno di esordio del francobollo prioritario. Sia con il sistema piastra/blocco che con il fustellatore, la perforazione/fustellatura avviene in corrispondenza di un cilindro apposito, su cui scorre la carta, posto ancora una volta alla fine del processo di stampa e prima del taglio in fogli. Le attuali macchine del Poligrafico sono molto complesse e controllate elettronicamente ed è molto difficile avere varietà di dentellatura o di fustellatura che vada oltre lo slittamento rispetto all’immagine. Infatti le doppie dentellature che sono state viste per i francobolli della serie Donne nell’Arte perforate con il nuovo sistema a piastra/blocco sono tutte falsificate perché il perforatore tocca la superficie del cilindro (e quindi la carta) secondo una linea (generatrice) parallela all’asse del cilindro. Il foglio quindi viene perforato/fustellato in continuo durante lo scorrimento della carta e non in una sola volta (perforatore a blocco) o a salti (pettine: semplice, doppio ecc.). Per risalire alla tiratura di questo francobollo, non possiamo utilizzare la perforazione a tratteggio in quanto è assente, inoltre è anche assente la barretta azzurra (le scritte sulla cimosa sinistra sono azzurre) e quindi esso deve necessariamente appartenere alla prima o alla seconda tiratura. Per eliminare  l’ambiguità possiamo utilizzare solo la sigla alfanumerica del numeratore progressivo dei fogli. Nella Figura 3

IL PRIORITARIO DA 60c DEL 2004 CON DOPPIA FUSTELLATURA PARZIALE

Figura 3 – la sigla alfanumerica della numerazione progressiva

è riprodotto il  francobollo di destra della striscia in cui è visibile la sigla: BA 008239222. La sigla  del numeratore ci dice che il foglio appartiene senza dubbio alla seconda tiratura  in quanto mi è nota la sigla di un foglio di questa tiratura con numerazione progressiva inferiore (BA 008016…).
Come potete vedere dalla Figura 4,

IL PRIORITARIO DA 60c DEL 2004 CON DOPPIA FUSTELLATURA PARZIALE

Figura 4 – particolare della doppia fustellatura

la fustellatura è  traslata verso la sinistra-alta rispetto alla vignetta. Il lato superiore del francobollo ha ricevuto due “battute”: una fustellatura è completa e circonda il francobollo; l’altra interessa solo il lato superiore ed accenna appena a scendere lungo i bordi verticali. Quest’ultima è stata prodotta prima di quella completa, come si evince dalla distanza dei “denti” verticali. La varietà l’ho ritrovata in un solo foglio ed in corrispondenza della terza riga orizzontale a partire dall’alto. Tutto il foglio ha la fustellatura spostata come in figura, ma una sola riga di 5 francobolli, la terza dall’alto, presenta nettamente la doppia fustellatura parziale. Per avere una doppia fustellatura su uno o più fogli bisogna necessariamente avere o un sobbalzo continuo del fustellatore o un ritorno indietro della carta e farla ripassare una seconda volta sotto il fustellatore. Entrambe le possibilità sono fantascientifiche. Nel primo caso perché i tecnici addetti si sarebbero resi conto del malfunzionamento ed avrebbero interrotto le stampa per la riparazione accorgendosi anche del difetto di stampa e inviando al macero i fogli difettosi. Il secondo caso è ancora più irreale perché è impossibile riarrotolare la bobina per farla passare nuovamente attraverso il fustellatore, la porzione di bobina della carta all’interno della macchina da stampa ha uno sviluppo di circa 30 metri per poter passare attraverso tutto il sistema di stampa a più colori. Al contrario un sobbalzo casuale e limitato ad un tempo brevissimo passa inosservato. Una volta avvenuto il sobbalzo, a causa della velocità di scorrimento della carta, i due tagli risultano molto vicini. Il doppio taglio ravvicinato del fustellatore sulla carta è visibile solo lungo la linea di contatto (generatrice) del cilindro ed il  fenomeno della doppia fustellatura è necessariamente parziale e visibile solo lungo una linea orizzontale o verticale del foglio a seconda della orientazione della vignetta del francobollo durante la stampa. Nel caso del prioritario e guardando un foglio, la direzione di scorrimento della bobina è dal basso verso l’alto e pertanto il fenomeno descritto non può che interessare una striscia orizzontale di 5 francobolli ed i francobolli in questione con molta probabilità potrebbero quindi essere gli unici esemplari con questa varietà.

IL PRIORITARIO PRIMO PORTO

Dall’istituzione del servizio ad oggi (1997-2010)

di Nicola Luciano Cipriani, perito filatelico

PREMESSA

Una prima parte di questo studio è già stata inserita nel volume speciale “Serie Ordinarie d’Italia” che il CIFO (Collezionisti Italiani di Francobolli Ordinari) ha pubblicato in occasione del 200° numero del notiziario “Il Francobollo Incatenato”. Nell’articolo avevo esposto la cronologia delle emissioni, la presenza di differenti tirature per una stessa emissione, i falsi ed ho trattato in modo non completo il loro uso postale. In quella occasione ho presentato i risultati statistici relativi alla frequenza d’uso delle singole emissioni fino al 2003. In pratica ho presentato alcuni diagrammi, uno per ciascun anno, mettendo in evidenza i tempi e le modalità di sostituzione di una nuova emissione rispetto alla precedente. Gli invii analizzati sono stati esclusivamente quelli di primo porto ed il loro numero, pur relativamente elevato, è poca cosa rispetto alle tirature di questi francobolli. Ciononostante, i risultati statistici presentati hanno sicuramente una validità di carattere generale. Questo studio era abbastanza completo per il periodo tariffario 1999-2003 in cui la tassa per il primo porto è stata di € 0,62. In occasione del volume speciale ho anche analizzato gli invii del periodo compreso tra luglio 2009 e settembre 2010 per mostrare tempi e modalità di sostituzione tra il francobollo prioritario e la nuova ordinaria “Posta Italiana”. Mancava nell’articolo tutto il periodo intermedio corrispondente in pratica al secondo periodo tariffario del primo porto (€ 0,60) del francobollo prioritario che va dal gennaio 2004 al luglio 2009. Ricordo anche che il servizio prioritario è stato chiuso con decreto ministeriale del 12-5-06, ma la data di applicazione della nuova disposizione è stata variabile tra il 22 maggio ed il 1° giugno; volendo porre una data, penso che il 31-5-2006 (ultimo giorno a livello generale) possa essere considerata accettabile. A far data dal 1° giugno 2006 quindi i francobolli prioritari sono diventati ordinari. Il mantenimento delle tariffe, e, per quello che ci riguarda, quella per il primo porto (€ 0,60), ne ha consentito l’uso fino alla loro sostituzione con la nuova serie ordinaria “Posta Italiana” emessa il 7-7-2009. Con questo nuovo articolo presento il periodo completo (1999-2010) durante il quale i francobolli prioritari hanno assolto al servizio e gli invii di primo porto lettere per l’interno hanno avuto una sola variazione tariffaria. In questo nuovo articolo non ho voluto presentare un diagramma per ciascun anno, come nell’articolo citato, ho preferito comporre i singoli diagrammi raggruppandoli per periodo tariffario. In questo modo i diagrammi sono solo due; questa veste rende il tutto molto più facilmente comprensibile: sono maggiormente evidenti le modalità e i tempi di sostituzione di ciascuna emissione ed è anche possibile, osservando nell’insieme ciascun grafico, mettere in risalto i rapporti relativi tra le emissioni. Le modalità di indagine ed i risultati ottenuti sono, in filatelia, sicuramente una novità; è opportuno evidenziare che, se il campione è statisticamente rappresentativo dell’arco temporale indagato, le aree individuate da ciascuna emissione consentono di esprimere le frequenza relative di ciascuna di esse anche in assenza dei numeri reali delle tirature (qui intese come numero totale di francobolli stampati per ciascuna emissione). Ma più delle parole, gli stessi diagrammi esprimono tutta la loro eloquenza.
Prima di passare al clou dell’argomento, ricordo brevemente i periodi temporali interessati dal servizio (Fig. 1).

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - tabella temporale

Figura 1 – i periodi tariffari del primo porto nei prioritari

* I francobolli prioritari, diventati ordinari, sono stati stampati fino al 2009 per essere sostituiti dal 7-7-2009 dalla nuova ordinaria “Posta Italiana”.

FASE SPERIMENTALE

Il servizio prioritario fu preceduto da una fase sperimentale che è stata necessaria sia per verificarlo nei confronti dei consumatori, sia per ottimizzarne la rete; la pubblicità di Poste Italiane garantiva la consegna in 1 giorno dopo l’impostazione (esclusi i giorni festivi e prefestivi) se avvenuta entro l’orario limite prescritto (ore 18). La fase sperimentale ha avuto inizio l’ 1-12-97 ed era sufficiente applicare alle lettere ordinarie (£ 800 per il primo porto) una fascetta predisposta per il servizio prioritario per farle viaggiare, a sconto di tariffa, a condizione però di imbucare la corrispondenza entro le ore 12 nelle località di provincia ed entro le ore 17 nelle città capoluogo. La fascetta era di colore azzurro e di grande formato che richiamava il simbolo delle Poste disegnato da Franco Maria Ricci (Fig. 2), in evidenza la scritta PRIORITARIO in bianco.

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - busta viaggiata nel primo giorno di istituzione del periodo sperimentale

Figura 2 – busta inviata il primo giorno di uso del corriere prioritario sperimentale

Questa fase sperimentale avrebbe dovuto concludersi il 28 febbraio dell’anno successivo ed il primo di marzo il servizio sarebbe stato attivato in ambito regionale al prezzo di £ 1200 (per il primo porto) e da ottobre sul territorio nazionale. In realtà poi il servizio inizierà solo il 21 giugno 1999.

PRIMO PERIODO TARIFFARIO

Nel 1999, il 21 giugno, è nato il servizio prioritario, al momento era in vigore la doppia monetazione lire/euro e la tassa per assolvere il servizio era di 1200/0,62. L’unico francobollo predisposto doveva essere utilizzato obbligatoriamente anche per invii più pesanti che erano stati regolati sul multiplo del francobollo base. L’uso di altri francobolli (ordinari e commemorativi) era tassativamente vietato ed in alcuni casi gli addetti postali non hanno validato il loro uso. Era però chiaro che il divieto avrebbe procurato solo problemi agli addetti, tanto che i controlli sono diventati sempre più labili nel tempo. Questo periodo tariffario è durato fino al 31-12-03 ed è stato emesso un francobollo all’anno; essi riportano in ditta anche l’anno di emissione. I cinque francobolli emessi hanno una grafica molto simile e una evoluzione di alcuni caratteri che li rendono immediatamente riconoscibili ad eccezione degli ultimi due che differiscono solo per l’anno in ditta (Fig. 3).

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - le emissioni 1999-2003

Figura 3 – i cinque prioritari emessi nel periodo 1999-2003 in ordine cronologico da sinistra

Per verificare l’uso postale di ciascun francobollo prioritario (che nel proseguo chiamerò semplicemente prioritario), ho analizzato un grande numero di invii, li ho divisi per mese e, per ognuno, ho contato i quantitativi di ciascuno di essi. L’insieme dei dati mensili sono stati posti in successione temporale costruendo un grafico per ciascun periodo tariffario. Dal 2000 compreso ho potuto fare effettivamente un confronto tra i diversi prioritari che si sono succeduti nel tempo, ma, per il 1999 ho semplicemente valutato l’incremento relativamente al numero di invii di dicembre. Questo artificio mi ha permesso di creare un collegamento con i dati dell’anno successivo (Fig. 4).

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - grafico temporale di ciascuna emissione

Figura 4 – Uso postale delle emissioni del francobollo prioritario da 62c (1999-2003)

Gli invii analizzati per tutto il primo periodo tariffario sono stati 2.316 e relativi prevalentemente alla Toscana ed alla Lombardia e con un discreto contributo della Sardegna e sono distribuiti abbastanza equamente nell’arco del periodo. Come accennato sopra, il campione analizzato non è piccolo, ma sicuramente poca cosa rispetto al numero dei francobolli stampati. Analizzandone un numero notevolmente superiore, il diagramma dovrebbe mostrare le linee di separazione tra le varie emissioni sicuramente più morbide, ma il loro andamento generale non dovrebbe cambiare molto. Questa affermazione deriva dall’analisi step by step portata avanti per il passaggio prioritario/posta italiana per il cui diagramma ho utilizzato ben 3998 invii. Questo diagramma è parte integrante della figura relativa al secondo periodo tariffario (v. oltre).

Nell’aggiornamento temporale di questo grafico (via via che ricevevo materiale dai miei supporters) ho potuto notare come inizialmente ho ottenuto una linea di separazione chiaramente spezzata, composta cioè da evidenti segmenti. Gli aggiornamenti successivi hanno modificato un po’ la posizione dei punti, ma contemporaneamente hanno addolcito sempre di più la spezzata fino a conferirgli un aspetto più vicino ad una curva continua. L’informazione che possiamo trarre da questa analisi/controllo è innanzitutto che la distribuzione dei francobolli avviene oggi in modo abbastanza omogeneo sul territorio nazionale e che un’area a dimensioni più o meno regionale, anche se limitata, fornisce un risultato analitico non molto lontano da quello generale. Un’altra conferma a questa deduzione l’ho osservata analizzando gli invii, relativi al 2001, provenienti da un grande ufficio pubblico di Nuoro. In questo caso non si è trattato di grandi numeri, poco più di un centinaio di plichi, ma il grafico relativo era abbastanza simile a quello generale.

Passiamo ora ad analizzare in dettaglio il grafico relativo a questo primo periodo tariffario. Nelle caselle rettangolari poste in alto vi sono gli anni solari interessati; in basso i mesi per ciascun anno, individuabili dalle iniziali (una su tre per snellire il disegno); in ordinata la scala delle percentuali. Le aree colorate corrispondono ad una emissione nella quale è riportato il millesimo che la contraddistingue. È evidente che le emissioni hanno avuto un uso che è andato oltre l’anno in cui sono stati stampati, ad eccezione dell’emissione 2003, a causa del cambio di tariffa.

Durante questo primo periodo tariffario le emissioni si sono susseguite con cadenza abbastanza regolare, come pure la sostituzione di ciascuna di esse da parte di quella successiva. Ciò si deduce dal grossolano parallelismo delle linee di separazione dei campi; un carattere interessante sono le code dei rimasugli utilizzati negli anni successivi che hanno prodotto, in alcuni casi, anche usi tardivi. Il piccolo pallino in corrispondenza del giugno 2002 è dato da un solo invio dell’emissione 2000, ma ci sono usi ancora più tardivi all’inizio ed alla fine del 2003. Anche il prioritario del 1999 ha avuto alcuni usi tardivi nel 2002. Solo quello del 2003 non mostra usi negli anni successivi a causa della variazione tariffaria del 1.1.04; questo francobollo però è passato dal primo porto per l’interno a quello per la zona 1 (Europa e bacino del Mediterraneo), tariffa valida fino al 31-5-2006. Comunque, quasi tutti questi francobolli, specialmente le emissioni 2002 e 2003, sono stati abbondantemente usati fuori tariffa dopo il 2003.

Un altro dato molto interessante che si può ricavare è che l’area occupata da ciascuna emissione ci suggerisce la loro abbondanza relativa. In altre parole la misura delle aree consente di calcolare la percentuale relativa delle emissioni. Per questo primo periodo tariffario, grosso modo, possiamo affermare che, essendo le superfici abbastanza simili per tutte le emissioni, anche le tirature di questi francobolli, per quanto sconosciute in numero assoluto, nella realtà dovrebbero essere state molto simili ad eccezione della solita emissione 2003.

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - tabella delle percentuali

Figura 5 – percentuali d’uso di ciascun prioritario emesso tra il 1999 ed il 2003

Nella tabella di figura 5 sono riportati i valori percentuali relativi alle aree riportate nel grafico di Fig. 4, mentre nel diagramma che segue (Fig. 6) è riportato un istogramma che visualizza la frequenza relativa delle emissioni. Emerge in modo più che evidente la elevata similitudine dei quantitativi di francobolli stampati per ciascuna emissione.

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - le altezze delle barre sono proporzionali alle quantità di francobolli utilizzati

Figura 6 – istogramma di frequenza relativo alle emissioni 1999-2003

SECONDO PERIODO TARIFFARIO

Il primo gennaio 2004 sono state apportate variazioni nelle tariffe. Innanzitutto, a differenza del periodo precedente, gli scaglioni successivi di peso non sono contraddistinti da un multiplo della tassa del primo porto; inoltre, per eliminare gli “spiccioli”, le tariffe sono state trasformate in multipli di 5 avvantaggiando la spedizione di primo porto, che ha subito una diminuzione di 2 centesimi, ma aumentando di ben 16 centesimi quella del secondo porto. Durante questo secondo periodo tariffario sono stati emessi cinque prioritari da € 0,60 per coprire la tassa del primo porto. I francobolli sono tutti uguali e si differenziano esclusivamente per l’anno riportato in ditta, ne è esente solo l’ultimo che manca anche della targhetta blu con scritte bianche associata a tutti i prioritari precedenti (Figura 7).

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - le emissioni 2004-2006

Figura 7 – i cinque prioritari emessi nel periodo 2004-2006 in ordine cronologico da sinistra

Lo studio di questo secondo periodo tariffario è stato supportato da ben 10.035 invii provenienti dalle province di Parma, Milano, Grosseto, Pescara, Cesena e Nuoro; la corrispondenza è prevalentemente regionale, ma non mancano arrivi da altre regioni. In pratica posso affermare che questo campione sia effettivamente valido sul piano statistico in quanto rappresenta uno spaccato abbastanza completo dell’Italia centro-settentrionale. La figura 8 mette bene in evidenza come la distribuzione quasi ordinata delle emissioni del primo periodo manca totalmente in questo secondo. Questa forte eterogeneità delle aree fornisce una serie eccezionale di informazioni.

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - le aree indicano le quantità di francobolli utilizzati, aree minori = tirature minori

Figura 8 – Uso postale delle emissioni del francobollo prioritario da 60 c (2004-2010)

Innanzitutto bisogna evidenziare che la prima fornitura di prioritari da € 0,60 è stata stampata con il metodo tipografico (2004-t), come tutte le altre emissioni che l’avevano preceduta. A causa di un cambio di produzione, il Poligrafico ha adottato il metodo rotocalcografico (2004-rc). Questo cambiamento è stato adottato sin dal mese di marzo per il valore da € 0,60 e da 1,40; gli altri valori sono apparsi in giugno (€ 0,80, 2,00 e 2,20). Questa variazione, relativamente al valore in questione (0,60), ha prodotto una serie incredibile di vicende volute, ma anche non volute, che hanno generato ben quattro differenti tirature nell’arco di pochi mesi, cinque se consideriamo anche quella tipografica.

– In gennaio viene emesso il francobollo stampato in tipografia.
– In marzo si passa ad un francobollo tutto diverso stampato in rotocalcografia. Questa seconda tiratura (qui è il caso di usare questa parola) è stata prodotta senza il tratteggio percé en lignes lungo i bordi verticali del foglio, mancanza che ostacolava la separazione dei francobolli adiacenti i bordi.
– Quasi immediatamente viene prodotta una nuova tiratura con i bordi separabili.
– A breve compare una nuova versione che presenta, oltre alle scritte blu descrittive lungo il bordo sinistro, anche una barretta dello stesso colore posta in orizzontale in corrispondenza del 36° esemplare.
– Nella seconda metà dello stesso anno compare una nuova tiratura con le scritte e la barretta di colore nero.

Naturalmente di tutte queste tirature, i francobolli su busta conservano poco e nulla. L’unica differenza evidente è tra i due francobolli prodotti con i differenti metodi di stampa, mentre per le quattro tirature stampate con il metodo rotocalcografico è possibile solo tentare uno studio per verificare se la carta utilizzata possa consentirne una qualche distinzione. Di certo le prime tirature avevano carta opaca, molto ben distinguibile dalle successive, ma occorrerebbe uno studio specifico sulle strisce verticali sinistre di foglio per verificare la validità di questa ipotesi. Per il momento il mio grafico riporta solo la distinzione tra il prioritario tipografico (2004-t) e quello rotocalcografico (2004-rc).

Il campo della prima tiratura è molto limitato, rispetto a quello occupato dal rotocalcografico che però potrebbe, se si troverà la giusta chiave di lettura, essere suddiviso in sotto aeree specifiche. Sulla base di quanto è al momento noto, possiamo però confermare quanto dedotto dalle sigle alfanumeriche presenti nel bordo destro dei fogli e cioè che l’emissione rotocalcografica con il millesimo 2004 è stata ristampata per ben tre anni: 2004 (BA), 2005 (CA) e 2006 (DA). L’emissione millesimata 2005 è apparsa nel novembre ed è stata utilizzata fino a metà dell’anno successivo con una limitatissima coda fino all’inizio del 2007. Questa emissione dovrebbe avere la sola sigla alfanumerica CA, come se fosse stata stampata interamente nel 2005, ma probabilmente è continuata anche l’anno successivo senza apportare variazioni alla sigla. Il suo quantitativo stampato non dovrebbe essere stato elevato, sicuramente molto minore di quello millesimato 2004. Il grafico mostra chiaramente la sua diffusione prevalentemente durante la prima metà del 2006, infatti a luglio compare la nuova emissione (millesimata 2006); quest’ultima è stata stampata con la targhetta blu che contraddistingue la posta prioritaria, ma il servizio specifico è terminato l’1 giugno precedente. È evidente che l’emissione era stata predisposta per la stampa in data antecedente a quella del decreto che ha sancito la fine del servizio.

Durante la prima metà del 2006 coesistono entrambe le emissioni 2004 e 2005 e la cosa strana è che durante questo anno sono note ristampe con sigla DA del prioritario 2004, ma non del 2005. L’emissione 2006 ha avuto vita brevissima, da luglio ad ottobre, momento in cui il Poligrafico recepisce il decreto di chiusura del servizio prioritario e provvede alla emissione della nuova versione senza millesimo. Quest’ultimo non è stato seguito da nessuna altra variazione fino alla comparsa della nuova serie ordinaria Posta Italiana (7-7-2009); esso ha vissuto per circa tre anni ed è stato interessato da ben quattro ristampe ufficiali caratterizzate dalle sigle DA, EA, FA e GA. Il passaggio tra quest’ultimo francobollo prioritario e la nuova ordinaria è stato relativamente veloce ma non totale, uno strascico decisamente continuo ne manifesta la presenza un po’ dappertutto sul territorio indagato anche se con quantitativi molto limitati. Anche in questo caso le aree riportate nel grafico (Fig. 8) consentono di stimare le quantità relative delle emissioni (Fig. 9).

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - tabella delle percentuali relative per ciascuna emissione

Figura 9 – percentuali d’uso di ciascun prioritario emesso tra il 2004 ed il 2009

Nella tabella di figura 9 sono riportate le percentuali relative riprodotte anche graficamente nell’istogramma di Fig 10. I dati di questo secondo periodo tariffario sono veramente interessanti e dimostrano come l’emissione 2006 sia quella con il minor numero di francobolli stampati; seguono naturalmente l’emissione 2004 tipografica e quella del 2005. Vorrei ancora insistere sulle differenti tirature dell’emissione 2004 rotocalcografica in quanto ritengo che alcune di queste (ad esempio quella senza percé en lignes lungo i bordi verticali) possano essere ancora meno frequenti di quella del 2006.

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - le colonne sono proporzionali alle quantità di francobolli utilizzati

Figura 10 – istogramma di frequenza relativo alle emissioni 2004-2009

CONCLUSIONI

I risultati che sono scaturiti da questo studio mi sembrano molto interessanti. Pur avendo seguito la successione delle emissioni del prioritario, molti di noi avevano intuito che alcune di quelle del valore da 60c hanno avuto tirature (nel senso di numero di francobolli stampati) non elevate. Ma, penso anche che nessuno di noi si sarebbe immaginato un risultato come quello presentato in questo studio. Ad ogni modo, bisogna sempre tenere presente che stiamo trattando di francobolli ordinari, di norma, ad elevata tiratura e, anche se le percentuali di alcune emissioni sono basse, è sempre una questione di relatività. Certamente sarebbe molto interessante avere anche solo un’idea di massima dei quantitativi stampati dall’I.P.Z.S. di almeno una di queste emissioni, se ciò fosse possibile, si potrebbero calcolare anche quelle di tutte le altre. In ogni caso le percentuali d’impiego, dei francobolli delle emissioni relative al 2004-t, 2005 ed in particolare quella del 2006 dal punto di vista storico postale rendono i documenti affrancati con questi specifici francobolli sicuramente poco comuni ed interessanti. Su questa base un’ulteriore analisi statistica comparativa, potrebbe far emergere ulteriori interessanti dati sulla rarità dei documenti affrancati con alcuni degli altri valori corrispondenti agli usi secchi dei valori da 0,77 – 1,86 e 4,13 che hanno avuto un impiego temporale molto limitato. Sicuramente rari sono, in uso singolo appropriato, lo 0,77 e l’1,86 millesimati 2003; quello da 4,13 solo per il 2003 in quanto la variazione di tariffa non ha consentito l’uso isolato di quello millesimato 2003. Sono sicuro che, avendo un po’ di materiale disponibile, si potrà evidenziare come anche nel periodo contemporaneo più recente vi possano essere delle rarità di interesse storico postale. Alcune considerazioni in merito le avevo già esposte nel volume speciale “Serie Ordinarie d’Italia” edito dal CIFO.

CREDITI E RINGRAZIAMENTI

Tutti gli studi, a cose fatte, non manifestano nella loro pienezza il complesso lavoro che è stato necessario per la loro realizzazione. Questo che ho presentato non è da meno, anche se, con due diagrammi, ho raccontato quasi tutta la storia del periodo dei prioritari ed a leggerlo può sembrare che sia stata fatta una semplice carrellata degli ultimi anni recenti. In realtà è stato necessario un lungo ed estenuante periodo di raccolta e catalogazione che ad alcuni di coloro che mi hanno procurato il materiale e che mi conoscono poco mi ha fatto certamente apparire un po’ matto. Con tutti mi sono raccomandato di non dire mai “di questo ne ho messi tanti, lo posso buttare via”. Ad alcuni ho cercato di spiegare che il materiale mi serviva per studio, ma anche questa spiegazione non è stata di facile comprensione. Agli occhi dei “non addetti ai lavori”, uno che studia i francobolli già appare come un essere strano, se poi dichiara di farlo su francobolli da buttare via perché ce ne sono tanti, allora si che l’incomprensione aumenta e, forse, sono passato ancora di più per matto. Ad ogni modo, una cosa è certa: la redazione di questo articolo è stata possibile solo grazie ad amici, conoscenti, funzionari e imprenditori che mi hanno rifornito di tutta la posta affrancata che hanno ricevuto. Per questo motivo mi fa molto piacere esprimere un ringraziamento pubblico che sento più che doveroso. Con grande piacere ringrazio Maddalena di Cesena, Giuseppe di Nuoro, Leonildo di Pescara, Betta e Giovanni di Parma, Claudio di Milano e tutte le aziende che si sono rese disponibili e che non posso nominare per la privacy.

2011: ANCORA FALSI PRIORITARI

di Luciano Nicola Cipriani, perito filatelico

All’inizio dell’anno 2011 sono iniziati a circolare alcuni falsi prioritari che, in un primo momento, più che falsi sono apparse varietà; un’analisi più attenta però ha rivelato che effettivamente si trattava di veri e priori falsi in tutto e per tutto. Andiamo per ordine.

Claudio Ernesto Manzati acquista su un banchetto di un mercatino domenicale, gli esemplari mostrati in figura 1 che, al momento dell’acquisto e con occhio un po’ veloce, li aveva interpretati come varietà a causa delle scritte leggermente più grasse del normale che ricordavano una doppia stampa in sovrapposizione quasi perfetta già trovata nel prioritario del 2002 (CIFO: flash news del 19-3-09). Tornato a casa, li controlla un po’ meglio e si rende conto che, in tutti i francobolli della serie, al di sotto e leggermente scostata rispetto al valore stampato appare il valore “€ 0,60” in albino, come se fosse stato scolorito, e quasi sovrapposto il nuovo valore maggiorato.

2011: ancora falsi prioritari - la serie completa falsa

Quanto esposto, supportato anche dalla fustellatura decisamente molto simile a quella adottata dal Poligrafico dello Stato, ha fatto pensare che i falsari avessero scolorito i fogli da 0,60 per stamparci sopra francobolli di maggior valore facciale. Anche il retino colorato del fondo differisce in modo abbastanza palese se osservato con una lente da ingrandimento e questo ha avvalorato l’ipotesi di uno scolorimento totale o quasi dei francobolli originali. Quando ci si trova tra le mani strani francobolli e mano mano che si scoprono particolari altrettanto strani, il nostro cervello si sbizzarrisce nel dare interpretazioni plausibili che possano soddisfare la nostra fantasia combattuta tra incredulità ed euforia.

Finalmente durante il Convegno di Milanophil mi sono stati consegnati e ne ho potuto prendere visione diretta. Si tratta di due serie, una con la stampa completa e l’altra con la mancanza della stampa della cifra del valore. Con uno sguardo veloce ho constatato la presenza del valore “€ 0,60” in albino, ho ascoltato le considerazione del mio amico ed ho infilato in borsa il tutto con l’idea che, appena tornato a Firenze, me ne sarei occupato. Non è stato così per impegni vari, ma qualche giorno fa sono riuscito a trovare un po’ di tempo per studiarli meglio, soprattutto in condizioni di luminosità adeguata. Certo sotto la luce bianca ed intensa mi sono apparse chiare tutte le caratteristiche di questi francobolli. Innanzitutto la carta, che mi è apparsa subito strana: di una lucentezza quasi sericea, mai vista per le emissioni italiane di francobolli autoadesivi, ed anche più morbida, più porosa e scivolosa. Allora ho riguardato meglio altri caratteri della stampa ed ho potuto constatare anche il diverso retino del colore di fondo. Ma andiamo per ordine e vediamo quali sono i caratteri di queste imitazioni precisando che i valori imitati sono 5, dallo 0,80 euro fino al 2,20, in pratica tutta la serie senza millesimo ad eccezione dello 0,60 del quale peraltro esiste già dal 2007 un falso.

CARATTERISTICHE TECNICHE

FUSTELLATURA
Iniziamo ad analizzare la fustellatura che nei falsi prioritari, ad eccezione dell’imitazione dell’emissione 2000 e quelle del 2011, sono tutte molto differenti da quella utilizzata dal Poligrafico dello Stato che ha un valore di “dentellatura” pari a 11. Questo valore determina la presenza di 20 “denti” sui lati orizzontali ed 11 sui lati verticali, escluso i “dentoni” in corrispondenza degli angoli. Lo stesso numero di “denti” hanno il falso del 2000 ed i falsi ritrovati all’inizio di quest’anno. Pur riscontrando gli stessi numeri, le fustellature dei due falsi e quella ufficiale del Poligrafico dello Stato hanno geometrie differenti, come si può facilmente evincere dalla figura 2. Le differenze sono evidenti sia nella forma dei “denti”, sia nel dentone d’angolo.

2011: ancora falsi prioritari - fustellatura stretta nei falsi prioritari

CARTA
Come accennato, la carta è morbida, setosa al tatto e con riflessi sericei. Decisamente differente da quella normalmente utilizzata dal Poligrafico. Oltre ad essere morbida e porosa, questa carta è anche pochissimo elastica tanto che rimane arcuata se debolmente deformata. Insomma direi una carta decisamente scadente.

STAMPA
Queste imitazioni sono state stampate in offset ed hanno i colori abbastanza fedeli agli originali, ne differiscono però per alcuni caratteri anche molto evidenti. Innanzitutto si nota come il colore di fondo non abbracci il disco centrale, esso si interrompe appena entra in contatto con il disco lasciando una fascia verticale bianca al centro (v. fig. 1). I retini differiscono dall’originale per essere composti da linee oblique variamente inclinate e di diverso spessore; al contrario, nell’originale esso è composto da puntini malamente stampati (che simulano un tratto pieno) che diminuiscono di densità verso il centro. Nella figura 3 sono riportati i retini delle imitazioni a sinistra e contrassegnati con una F, tutti in colore rosso; l’originale (0,60 di colore nero) è a destra.

2011: ancora falsi prioritari - i colori del fondo a confronto con l'originale
Anche le scritte mostrano alcune differenze. Nella figura 4 è riportata la scritta “—–postaprioritaria” di ciascun valore messo a confronto con quella originale (0,60), tutte sono allineate a sinistra. La lunghezza della scritta è differente anche tra le imitazioni e sono tutte leggermente più corte dell’originale, ad eccezione del valore da 2,00 euro, che invece è appena più lunga. Inoltre il valore da 0,80 ha le lettere di “posta” più grasse mentre quelle di “prioritaria” sono più magre rispetto a quelle delle altre imitazioni. le differenze nelle singole lettere si notano bene nella “t” e nella “a” di “prioritaria”. Nelle imitazioni la “t” si distingue per la testa molto appuntita, mentre la “a” ha la curva alta che tende a chiudersi di più rispetto all’originale. Anche la “t” di “posta” ha la testa molto più appuntita nelle imitazioni.

2011: ancora falsi prioritari - confronto della scritta postaprioritaria
La scritta “ITALIA”, in verticale sulla sinistra dei francobolli, è invece identica per tutte le imitazioni e differisce di poco da quella originale, l’unica differenza è il punto di inizio della parola: nell’imitazione la “I” inizia a metà tra la 3a e la 4a barretta, mentre nell’originale la “I” è più vicina alla terza barretta (figura 5). In sostanza nelle imitazioni la parola “ITALIA” è leggermente traslata verso destra rispetto al segmento tratteggiato sottostante.

2011: ancora falsi prioritari - confronto della scritta ITALIA

Maggiori differenze emergono dall’analisi del valore sia nel simbolo dell’euro che in quello delle cifre. In figura 6 sono riportati sia i valori che i segmenti tratteggiati soprastanti.

2011: ancora falsi prioritari - confronto delle cifre del valore

Le immagini sono allineate con la fine del tratteggio a destra. Alcuni caratteri saltano subito agli occhi:
1- in tutti i valori è visibile il fantasma dell’impronta “€ 0,60” a cui si sovrappone il nuovo valore.
2- il tratteggio ha spessore differente da valore a valore ed è anche differente da quello originale (0,60). In particolare sono simili tra loro i tratteggi dei valori da 0,80 e 1,50; 1,40 e 2,00. Solo il valore da 2,20 è simile all’originale.
3- Il tratteggio non è solidale con il valore e se ne discosta sia in verticale che in orizzontale.
4- Le cifre non mantengono la stessa distanza. È molto evidente la differente distanza tra l’1 e la virgola nei valori da 1,40 e 1,50.
5- Le cifre utilizzate sono appena più larghe di quelle dell’originale.
6- Il simbolo dell’euro è più aperto rispetto all’originale e non da l’idea di essere una porzione di cerchio.

Le maggiori differenze riscontrate nel valore facciale delle imitazioni ed il fantasma della cifra 0,60, inducono ad affermare che sia stata ripresa una immagine già utilizzata in precedenza di una imitazione dello 0,60 a cui sono state apportate le modifiche necessarie per la stampa di questi nuovi francobolli.

Per quanto riguarda il centro nero con la “P” (figura 7), esso ha caratteristiche costanti tra le imitazioni, ma differisce dall’originale. Quest’ultimo non è assolutamente ben definito né nei contorni, né nelle suddivisioni interne. Si vedano le linee di separazione tra ciascun tono di grigio e di nero a partire dall’anello esterno fino alla “P” interna. Sono altresì diverse le superfici di alcuni elementi quali ad esempio la piccola macchia bianca a sinistra in basso rispetto al piede della “P”.

2011: ancora falsi prioritari - confronto del disco centrale

Infine le scritte in ditta riportate in figura 8. Dall’alto vero il basso le imitazioni in ordine crescente di valore facciale, in basso quella dell’originale. Come si può notare, le imitazioni non sono costanti nella lunghezza di queste scritte e sono più lunghe di quella originale. Anche i caratteri delle imitazioni sono leggermente più grandi.

2011: ancora falsi prioritari - confronto delle scritte in ditta

La figura 8 mette in evidenza anche la differente risposta della carta alla luce dello scanner; pur essendo la carta delle imitazioni più brillante, essa fornisce una risposta molto opaca con una colorazione grigia. Al confronto la carta utilizzata dal Poligrafico dello Stato ha maggiore riflettentanza ed appare decisamente bianca. Bisogna riconoscere che per un occhio inesperto questi falsi possono essere molto pericolosi e consigliamo a tutti di fare molta attenzione. Nel caso di acquisto incauto, sono comunque una frode, a qualunque prezzo vengono offerti. In genere i falsi vengono scoperti prima su plichi viaggiati e poi si cercano allo stato di nuovo, in questo caso non sono ancora state trovate spedizioni che li contengono il che potrebbe far supporre che probabilmente, almeno per il momento, possano essere circoscritti nel mondo del collezionismo.

 

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