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Nicola Luciano Cipriani

LE TRE TIRATURE DEL 25 CENT DI POSTA ITALIANA

Nicola Luciano Cipriani, perito filatelico

testo aggiornato a ottobre 2017 nella figura 4 e relativa descrizione.

Con questo valore termina, per ora, la descrizione dei piccoli valori di questa ordinaria che, a quanto pare, sembra volgere alla fine. Ci sono alcuni segnali derivanti dalla emissione della leonardesca la quale ha aperto ancora una volta l’adozione di un servizio veloce di consegna della corrispondenza (definita oggi posta1); la doppia valenza di questa serie è innanzitutto una nuova ordinaria e in seconda battuta ha aperto un nuovo, per il nostro Paese, concetto di produzione filatelica: francobolli for ever, vale a dire valori sempre validi anche in corrispondenza di variazioni tariffarie in quanto definiti con delle lettere, che rappresentano una destinazione o uno scaglione di peso, anziché con un numero che ne definisce il suo prezzo.
Resta certamente aperto il caso del 15 cent, ultimo emesso, del quale per il momento è nota una sola tiratura e vedremo in un prossimo futuro se questo francobollo verrà ristampato o meno.
Venendo al nostro 25 cent, avevo avuto tutta la sensazione che le tirature fossero solo due, come avevo riportato nella tabella generale pubblicata in occasione dell’articolo sul 10 cent., ma già dalla pubblicazione dell’articolo sul 20 cent ho portato il numero delle tirature a tre (figura ) a seguito della scoperta di una seconda tiratura prodotta quasi di seguito alla prima del 2014.

le tre tirture del 25 cent di posta italiana

Figura 1 – emissioni e tirature dei piccoli valori di Posta Italiana. I numeri sono le prime cinque cifre del codice alfanumerico, la differente dimensione vuole solo agevolare nell’inquadramento dell’intervallo spettante a ciascun lotto di stampa. I valori riportati provengono da fogli visionati, ma il quantitativo stampato è sicuramente maggiore.

Questa scoperta è stata possibile grazie al metodo di analisi che ho messo a punto. Inizialmente, per il fatto che i numeri progressivi del codice alfanumerico (ricevuti da amici) fossero numericamente molto vicini, non mi ero reso conto della loro differente posizione sulla cimosa finché non li ho messi a confronto scoprendo anche la differenza di stampa del codice. Mi sono subito attivato ed ho trovato facilmente fogli di questa terza tiratura che fa parte dell’ultima distribuzione. In tal modo sono riuscito ad allertare anche gli amici che mi hanno fornito un po’ di immagini delle cimose. Nella figura 2 mostro le tre tirature di questo valore.

le tre tirture del 25 cent di posta italiana

Figura 2 – le tre tirature del 25 cent.

La prima è ovvia, caratterizzata dalla lettera K (2013), le altre due invece sono entrambe del 2014 come da lettera L. La differenza tra queste due tirature è piuttosto interessante, per ben due motivi. Il primo è che i codici sono molto vicini tra loro ed il secondo è che tra la prima e la seconda tiratura del 2014 è stato cambiato il numeratore di fogli che stampa il codice alfanumerico. Molto probabilmente la stampante del codice, che prima era a getto d’inchiostro, ora sembra essere laser. Andrebbe quindi anticipata alla fine del 2014 la sostituzione, di questo accessorio di stampa, rispetto a quanto avevo scritto nell’articolo sul 10 cent. per il quale avevo datato agli inizi del 2015 la sostituzione. Il nuovo codice, oltre ad essere più nitido, ha i caratteri diversi tanto che la lunghezza totale del codice è più corta. (Il Francobollo Incatenato n. 255, http://www.peritofilatelicocipriani.it/le-nove-tirature-del-10-cent-di-posta-italiana/). Nella figura 2 riporto anche, come mio solito, le distanza (linee verdi) tra il lato sinistro dei registri rossi ed il bordo del foglio a destra con i valori in cm. Come ormai già dimostrato negli articoli precedenti sui piccoli valori della serie ordinaria attuale, questa distanza è caratteristica e solo casualmente si possono verificare coincidenze dei valori numerici. Faccio notare che il triangolo rosso riportato nel particolare che evidenzia la distanza di 2,35 cm non è presente nella cimosa in corrispondenza del codice, l’ho volutamente traslato in verticale per evidenziare la misura.

Nella figura 3 riporto le basi dei fogli in esame, anche se ormai i miei lettori hanno capito come procedo con la descrizione di questi francobolli (forse, questa immagine potrebbe essere superflua). Ma per completezza dell’articolo e per parallelismo con i precedenti, preferisco riportarla.

le tre tirture del 25 cent di posta italiana

Figura 3 – le basi delle tre tirature

Nella figura sono evidenziate le differenze di centratura della bobina che ho schematizzato nel particolare in alto di figura 2. come ben si evince dalla figura 3, la bobina ha avuto una differente posizione di montaggio che ha prodotto la differente centratura della stampa che noi possiamo osservare sui fogli. La differenza totale tra i due estremi delle tre posizioni è di appena tre millimetri, ma comunque diagnostici. Da notare che c’è una maggiore differenza tra le due produzioni del 2014 piuttosto che tra queste e quella del 2013.
Per quanto riguarda i colori, notiamo differenze minime nei toni utilizzati per tutti e tre i colori. È abbastanza evidente la differenza dell’arancio, più scuro nelle tirature del 2014 rispetto a quella del 2013; anche il rosso mostra una certa, seppur minima, differenza, ma ciò che è maggiormente evidente è la stampa incompleta dei registri rossi nella tiratura del 2013 (K). Da notare anche che le due tirature del 2014 sono molto simili per quanto riguarda i colori utilizzati, ma sono differenti nella centratura della stampa.

Passiamo ora ad indagare gli intervalli dei codici alfanumerici (figura 4).

le tre tirture del 25 cent di posta italiana

Figura 4 – le porzioni di tiratura coperte dalla presente ricerca.

Per la produzione del 2013 siamo riusciti a ricostruire un intervallo di circa 120.000 fogli, mentre per le due produzioni del 2014, rispettivamente un intervallo di circa 174.000 e 8.000 fogli. Per queste due ultime produzioni bisogna tener presente che non esiste alcun francobollo commemorativo o ordinario che possa essere compreso tra le due tirature, pertanto, dobbiamo pensare necessariamente che la sostituzione del numeratore di fogli, da ink-jet a laser, sia stata realizzata interrompendo la produzione. Il cambio di stampante per la numerazione dei fogli sembra proprio essere stata la causa della produzione di due ben distinte tirature di quello che avrebbe dovuto essere un unico lotto di stampa. Questa ipotesi è avvalorata dalla similitudine dei colori (prodotti utilizzati) e dalla differente centratura della bobina (assetto macchina).
Per quanto riguarda i valori ottenuti per la seconda tiratura del 2014, ad oggi (settembre 2017), è stato ricostruito un intervallo di circa 67.000 fogli pari a poco meno di 5 milioni di francobolli. Non saprei dire se il valore riportato in tabella sia vicino alla realtà numerica di questa tiratura, però ritengo che la seconda sia inferiore numericamente alla prima.

Per quanto riguarda invece la valutazione globale e se consideriamo una tiratura unica per il 2014, vediamo che il numero calcolato dei francobolli tende verso i 17 milioni. Sulla base dei calcoli fatti per i precedenti piccoli valori, non si è lontani dalla realtà se ipotizziamo una produzione annuale pari a circa 20 milioni di francobolli, ipotesi che porterebbe come minimo a 30-40 milioni la produzione totale del 25 cent.

Desidero ringraziare gli amici Giuseppe Preziosi, Giovanbattista Spampinato, Stefano Proserpio, Roberto Cruciani, Marco Marchini, Massimo Massetti e Marcello Manelli per aver prestato la loro collaborazione e/o con immagini utili al mio studio.

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