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Nicola Luciano Cipriani

Indice articoli Storia e Cultura

Ho deciso recentemente di inserire nel mio sito professionale di perito filatelico alcuni miei scritti di natura storica e culturale. Da alcuni anni mi interesso anche di storia, ma non quella raccontata dai vincitori, bensì quella, un po’ più difficile da ritrovare e da verificare che è quella scritta sporadicamente da chi le guerre, guerreggiate e non, le ha di fatto perse. In realtà poi finisco con leggere un po’ tutto proprio nell’intento di capire le informazioni per quanto mi è possibile. Oggi l’informazione è utilizzata come un’arma che può essere anche letale e spesso viene anche utilizzata per mascherare ed alterare la realtà. Infatti, da oltre un secolo l’informazione viene utilizzata per indirizzare il pensiero dei cittadini verso direzioni volute e, nel corso del tempo, le metodiche si sono anche evolute e raffinate. Spesso mi sono sentito dire “ma la verità vera non esiste perché è impossibile sapere qual è”. Ritengo questa affermazione molto grave per il semplice fatto che così non dovrebbe essere soprattutto perché chi comunica informazione dovrebbe raccontare la realtà di default, ma non sono un ingenuo! Ciò vuol dire quindi che dobbiamo dubitare di tutto e di tutti perché tutti manipolano l’informazione. Come possiamo quindi cercare di capire ciò che succede oggi nel mondo? La gravità di questa affermazione sta anche nel fatto che si preferisce non indagare e comunque non perderci tempo. Io, invece, un po’ di tempo da dedicare alle ricerche storiche me lo sono cercato e lo faccio con piacere da circa 20 anni. In questo lasso di tempo ho avuto anche una piccola mailing list a cui ho inviato diversi spunti di ragionamento e tra questi anche due articoli pubblicati in rete su Affari Italiani attraverso la rubrica “Le pillole di plef” tenuta dalla Planet Life economy Foundation.

Il primo scritto è stato Lettera ai cittadini europei apparso nel novembre 2012 e ancora reperibile in rete. In quel tempo non ero ancora riuscito ad avere informazioni sulla storia della Banca d’Italia. Non è stato affatto facile trovarne; dal sito ufficiale non emergono molti dati, specialmente di dettaglio. Solo alcuni mesi dopo sono riuscito a mettere insieme più fonti e scrivere un articolo specifico. Le informazioni quindi che riporto in questa Lettera ai cittadini europei e relative alla produzione del danaro sono, purtroppo, affette da alcuni errori di fondo che modificano sostanzialmente la descrizione della produzione di moneta e ciò che ne deriva nella relazione tra banca centrale, Stato Italiano ed i suoi cittadini. Ritengo comunque che questo articolo resta comunque uno scritto che mantiene la sua validità per alcune considerazioni di carattere generale. In quanto alla realtà delle banche centrali vi invito a leggere la Storia della Banca d’Italia. Anche questo articolo è stato pubblicato su Affari Italiani nella medesima rubrica. Però, mentre il primo è ancora raggiungibile in rete, il secondo è sparito. Non voglio fare facili polemiche, ma visto che l’argomento è scomodo per alcuni, ho preferito ripubblicarlo nel mio sito personale dove sarà sempre raggiungibile finché sarà
attivo.

Vorrei tornare un attimo sul concetto della comprensione delle informazioni. Per uno storico di professione le situazioni sono sicuramente chiare in ogni periodo storico, compreso l’attuale, ma per il comune cittadino non è così. Sicuramente oggi viviamo in un ginepraio di notizie quasi sempre contraddittorie le une contro le altre e la comprensione da parte del cittadino è messa a durissima prova. D’altronde il continuo flusso di informazioni pilotate condiziona talmente le nostre idee che finiamo con l’assumere convinzioni spesso non supportate dai fatti reali e nemmeno dimostrate. Io ritengo che una via che facilita la comprensione per i cittadini esista ed è la conoscenza della storia passata. All’incirca gli ultimi 100 anni fanno parte, in pratica, della storia attuale in quanto spesso vi possiamo ritrovare le radici di quanto stiamo vivendo, bene, questa storia è ancora coperta da nebbie che non consentono di vedere con chiarezza i fatti nella loro completezza. Se invece andiamo un po’ indietro nel tempo, non è difficile trovare scritti che svelano molti retroscena e molti marchingegni utilizzati per la gestione del potere o per conquistarlo. Poiché il lupo perde il pelo ma non il vizio, capire i fatti pregressi aiuta ad avere una base di ragionamento e comprensione anche per i fatti attuali e meno trasparenti. In pratica è molto utile capire il meccanismo di un marchingegno per avere meno difficoltà nella comprensione di altri marchingegni.

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e-mail: l.cipriani@tin.it

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