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Nicola Luciano Cipriani

doppia stampa

LA DOPPIA STAMPA NELL’ALTO VALORE DA 1500 LIRE

Nicola Luciano Cipriani – Perito Filatelico

Come già comunicato in modo quasi telegrafico alla fine dell’articolo sulla doppia testa dell’AV da 2000 lire (La Ruota Alata, n. 69 – Direzione Manelli), sono a raccontarvi della stessa caratteristica trovata sull’AV lire da 1500. Anche questo articolo l’ho redatto con un po’ di ritardo rispetto alle mie intenzioni, spero che me ne scuserete. Ma veniamo all’oggetto del nostro argomento.

la doppia stampa nell'alto valore da 1500 lire

Figura 1 – foglio intero con doppia stampa
della testa e dello stemma repubblicano

Nella figura 1 vi mostro il foglio intero del valore da lire 1500 Alti Valori, è per dovere di cronaca anche se la caratteristica che stiamo trattando non è visibile a questa scala. Mi fa piacere introdurre questa varietà del 1500 lire raccontandovi un po’ la storia di come ne sono venuto in possesso. Dopo aver scoperto la doppia stampa nel valore da 2000 lire in minifogli da 20, sono stato molto attento alle mandate di stampa successive tenendo sotto controllo la situazione attraverso una grande azienda nazionale che mi riforniva della propria corrispondenza, in arrivo da quasi tutto il territorio italiano. Il campione considerato non poteva avere assolutamente un valore rappresentativo reale, ma, anche se a piccoli e limitati spot locali mi ha consentito comunque di tenere sotto controllo un territorio abbastanza ampio.

Ho potuto così notare la presenza di tante piccole varietà finché non è apparso la prima busta con la doppia stampa della testa nel valore da 1500 lire. L’esperienza maturata con il 2000 lire e le prime buste visionate con il 1500 mi hanno fatto subito considerare che la distribuzione non doveva essere localizzata e per verificare sono andato alle Poste Centrali di Firenze in via Pellicceria. Naturalmente non all’Ufficio Filatelico, a quei tempi i francobolli erano presso tutti gli sportelli che accettavano invii. Ne comprai subito una decina e, in separata sede, notai che aveva la caratteristica che stavo cercando.

Tornai a casa soddisfatto con la tentazione di comperarne un foglio intero, ma la spesa a quei tempi non era piccola. Traccheggiai e dopo qualche giorno tornai a comprarne ancora, anche per tenere sotto controllo la situazione. Ne acquistai altri dieci. Anche questi avevano la stessa caratteristica. Contemporaneamente controllavo anche le buste che mi arrivavano dalla grande azienda. Si notava chiaramente come la diffusione era veramente ampia e mi fu spontaneo dubitare ulteriormente: “ma se sono così comuni non sarò il solo a notare questo carattere, a cosa mi può servire l’acquisto di un intero foglio?” Passò altro tempo ed alla fine mi decisi per l’acquisto pesante. L’aver tenuta la notizia riservata è stato per vari motivi, da una parte lo scarso successo che ha avuto il minifoglio del 2000 quando ne comunicai la caratteristica ed inoltre, a quei tempi, non avevo molti collegamenti con il mondo della filatelia comunicata.

Mi decisi all’acquisto, in pratica, per una mia soddisfazione personale: avevo il minifoglio del 2000 e mi piaceva l’idea di avere anche il foglio di questo secondo valore. Continuai a tenere sotto controllo gli AV fino al termine della loro produzione. Nessun altro ne notai con questa caratteristica. Il foglio da 50 che vi presento è rimasto veramente dimenticato per tutti questi anni. Ho sempre ricordato di avere le due strisce di 10 francobolli, ma avevo completamente dimenticato di avere anche il foglio. Nel mese di gennaio, cercando altri francobolli, è saltato fuori e con piacere ve lo presento. Dopo questa storia di ricerca remunerata con la soddisfazione, vi presento i particolari della doppia impressione per questo francobollo.

Nelle figure 2, 3 e 4 sono riportati i particolari della nuca, il profilo del viso e le ciocche dei capelli.

la doppia stampa nell'alto valore da 1500 lire

Figura 2 – particolare della nuca

la doppia stampa nell'alto valore da 1500 lire

Figura 3 – raddoppio delle linee del
mento e del naso

la doppia stampa nell'alto valore da 1500 lire

Figura 4 – raddoppio dei capelli nella parte alta dell’orecchio

In tutte e tre le foto si notano i caratteri della doppia stampa. In particolare nella figura 2 si nota il raddoppio della linea verticale di riquadro e quella del collo (parte posteriore), questo carattere si nota anche nel tratto curvo estremo che delimita il mento. Lo scostamento è contenuto, ma il raddoppio è evidente. Nella figura 3 si nota ancora il raddoppio della linea del collo (parte anteriore), del mento, del ricciolo interno del naso e del ciglio basso destro dell’occhio. Nella figura 4 si nota il raddoppio dei capelli nella prima ciocca inferiore, nei tre capelli più vicini al collo; nella seconda ciocca i capelli sono molto inclinati e non rendono visibile il raddoppio dell’impressione. Nella terza ciocca invece i capelli sono verticali ed in questa posizione il raddoppio è nelle condizioni migliori di visibilità. Il carattere è ancora evidente nella quarta ciocca, subito sopra l’orecchio. La doppia impressione si vede bene anche nel lobo inferiore dell’orecchio nella parte finale del tratto a destra.

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Figura 5 – doppia stampa dello stemma repubblicano

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Figura 6 – doppia stampa del cartiglio di base dello stemma della Repubblica

Infine nelle figure 5 e 6 sono mostrati gli elementi visibili della doppia impronta nello stemma della Repubblica. Questo carattere nello stemma è meno visibile per la sovrapposizione delle scritte del valore; ad ogni modo in entrambe le immagini si vede abbastanza bene il doppio rigo verde. La doppia impressione non si vede nelle linee orizzontali del grigliato sottostante perché parallele allo spostamento e quindi sovrapposte a se stesse.

Altri valori con la stessa varietà

Dopo la pubblicazione del mio primo articolo sul 2000 lire, un socio AFIS comunicò di aver trovato anch’egli esemplari con questa caratteristica ed inviò a Marcello Manelli, allora presidente, una comunicazione in cui asseriva di aver trovato la doppia stampa sui seguenti valori: 1500 e 3000. La comunicazione del socio era telegrafica, a corredo aveva solo una immagine del 3000 lire composta da due particolari: la nuca e lo stemma della repubblica (Fig. 7).

la doppia stampa nell'alto valore da 1500 lire

Figura 7 – la doppia stampa della testa e dello stemma in un francobollo da lire 3000

Dalla figura 7 si nota come nel francobollo da 3000 la doppia stampa interessa sia la testa che lo stemma della repubblica, carattere già riscontrato sia per il 2000 che per il 1500. In realtà la doppia stampa, come accennato, interessa anche il grigliato sottostante solo per le linee orizzontali, per le quali non è possibile vedere un loro raddoppio in quanto parallele allo spostamento.
Nei miei articoli relativi a questo argomento, mi sono sempre limitato a segnalare solo la doppia stampa della testa perché è l’elemento più libero da sovrapposizioni da altri elementi grafici e quindi facilmente visibile.
Vi ricordo inoltre che per il valore da 2000 lo scostamento medio è di 0,1 mm, per il 1500 è leggermente meno, mentre per il 3000 dalla foto si può stimare circa il doppio (0,2-0,3 mm). Il valore dello scostamento, almeno nel 2000 lire, non sembra essere costante, come scaturito da un mio studio inedito su oltre 126 francobolli usati di varia provenienza che ha evidenziato uno scarto sempre molto ridotto e con una variabilità molto contenuta. Per quanto riguarda il 1500, sulla base sia dei valori nuovi che dei numerosi usati, ho potuto constatare che lo scostamento tra le due impressioni è leggermente inferiore rispetto al valore da 2000; nel caso del 1500 lo scostamento ridotto sembrerebbe costante, ma comunque di non facile verifica. C’è da dire anche che questo francobollo ha una stampa leggermente più in “grassetto” che tende a ridurre apparentemente lo scostamento. Per il valore da 3000, purtroppo l’immagine è la sola disponibile e non si possono fare molte considerazioni, speriamo di riuscire a trovarne altri esemplari che possano consentirmi di completare gli articoli su questo argomento.

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Figura 8 – confronto dei caratteri di stampa tra il valore da 1500 (sinistra), 2000 (centro) e quello da 3000 (destra)

Nella figura 8 ho messo in evidenza l’unico particolare disponibile del 3000 con quello degli altri due valori (il 2000 è in B/N). lo scostamento della doppia stampa nel valore da 3000 è maggiore degli altri, pur con questo, ritengo di poter asserire che il tratto del disegno del valore da 3000 sia più simile a quello da 2000 che non a quello da 1500. Mi rendo conto che questo carattere non può essere derimente per affermare che questo francobollo sia stato stampato in minifogli da 20 o in fogli da 50, ma effettivamente le caratteristiche di stampa del 1500 sono effettivamente differenti e più grassetti.

Origine della varietà

Resta da discutere e dare una spiegazione a questa varietà degli alti valori. Vi ricordo che la stampa di questi francobolli è stata eseguita con due passaggi, la prima fase ha prodotto la stampa della testa, dello stemma e delle linee orizzontali del grigliato sottostante, la seconda ha prodotto la restante parte del disegno con la sovrapposizione di alcune parti e l’ornato del riquadro circostante. La doppia impressione interessa quindi solo la prima fase di stampa. Non è facile ricostruire le vicende che hanno prodotto questa varietà, soprattutto perché bisognerebbe conoscere molto bene la geometria della macchina da stampa e non solo il funzionamento, nelle sue linee generali, come è di nostra conoscenza. Non sono propenso a ritenere che il difetto sia dovuto ad una doppia incisione sulla rulletta che imprime l’immagine sulla lastra in quanto esistono scostamenti differenziati, anche se di poco, all’interno dello stesso minifoglio. A dimostrazione vi presento questa differenza in una coppia orizzontale usata ad Orgosolo (NU) (Figg. 9 e 10).

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Figura 9 – coppia con differente spostamento della doppia impressione

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Figura 10 – particolare della fig. 9, in alto il francobollo di destra

Dalla posizione del timbro è facile riposizionare i due particolari della figura 10: in alto il francobollo di destra, in basso l’altro. In questa figura si vede molto bene, specialmente lungo il profilo del mento, ma anche lungo le linee verticali del collo e del riquadro, come la differenza di scostamento tra le due stampe sia reale, anche se molto contenuta. Questo dato escluderebbe che il difetto possa essere nella rulletta. Un altro punto da considerare e che tende ad esclude il difetto sulla rulletta è che, avendo riscontrato la doppia incisione sia in minifogli da 20 che nei fogli da 50, appare strano che il “difetto” possa essersi verificato anche sulla nuova lastra per i fogli da 50. Penso sia più ragionevole affermare che la doppia impressione sia avvenuta nella fase di stampa e andrebbe quindi escluso qualunque difetto a livello di preparazione della lastra per la stampa calcografica. Di più penso che proprio non si possa dire.

Nel prossimo articolo su questo tipo di varietà vi presenterò alcune doppie stampe parziali riscontrate nella doppia impressione parziale della torre degli ornati di questi francobolli. Le doppie stampe sono realmente molto parziali e meritano comunque una presentazione.

VARIETA’ INEDITE DEGLI ALTI VALORI (Parte Prima)

a cura del perito filatelico Nicola Luciano Cipriani e con la collaborazione tecnica di Fiorenzo Sperati

La doppia stampa della testa nell’alto valore da 2000 Lire

(Con esempi di altre emissioni commemorative del periodo)
“Il tempo passa, ma l’uom non se n’avvede…”. Nel n. 56 de La Ruota Alata (2006/2) è stata pubblicata una mia comunicazione in merito ad un foglietto da 20 esemplari del 2.000 lire AV caratterizzato da una doppia stampa della testa e dello stemma. Avevo anche promesso al Presidente Manelli di fornire una descrizione più completa per i soci. Quella comunicazione fu interlocutoria in quanto, come riportato in quel testo, questa varietà a me nota da tanti anni, era stata poco considerata da alcune persone contattate a suo tempo. Capitò di riparlarne con Marcello Manelli il quale, mostrando una grande curiosità, mi invitò a relazionare la cosa. Promisi che l’avrei fatto quanto prima, ma, come detto, il tempo passa…

Devo innanzitutto ringraziare Marcello perché è sempre molto carico di energia e la trasmette tutt’intorno. Veniamo al dunque. Degli alti valori in lire ne sono uscite tante varietà, alcune molto note, altre meno tra cui, ad esempio, quelle relative ai tipi di carta (gessata e non) che hanno una risposta alla stampa notevolmente differente. A queste varietà oggi ne aggiungiamo un’altra della quale vi narro anche un po’ di storia personale.

Nel lontano 1981-82 mi trovavo in Irpinia per lavoro (sono geologo) ed il terremoto aveva mobilitato tanti tecnici. In quei due anni ci sono stato spessissimo ed un giorno capitai in un piccolo paese, di cui non ricordo il nome, dove mi imbattei in un ufficio postale di emergenza arrangiato in un piccolo container. Entrai per chiedere se avessero ancora alti valori in foglietti da 20. L’addetto mi mostrò un bel pacchetto di foglietti del 2.000 lire. Vedendone tanti e con un po’ di soggezione a causa della situazione, ne comprai solo uno pensando, tra l’altro, che potessero essere ancora abbastanza comuni. Tenete presente però che a quei tempi nelle regioni settentrionali erano già in diffusione i fogli da 50 esemplari. Col senno di poi, devo constatare che la mia sensibilità mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca. Non studiai subito quel foglietto e non ricordo nemmeno quando mi resi conto che la stampa della testa era piuttosto forte rispetto ad un altro in mio possesso. Analizzai con la lente il foglietto e mi resi conto della presenza di una doppia stampa. Di sicuro la scoperta l’avrò fatta dopo uno o due anni dall’acquisto. Non c’erano più corse da fare da nessuna parte, ma mi attivai durante le manifestazioni filateliche nella speranza di trovarne qualcun altro. Era un materiale difficile, erano poche le persone che l’avevano, e quei pochi che riuscii a visionare erano tutti normali. Acquistai alcune mazzette e ne trovai tanti usati, penso che voi, se avete un po’ di magazzino, potreste facilmente trovarne qualcuno. Controllai anche il materiale su busta ed anche qui ne trovai alcuni.

Nel complesso c’è da dire che il francobollo allo stato di nuovo non è certamente comune, se qualcuno di voi ne ha, penso che avrà una piacevole sorpresa e magari potrebbe informarci per fare una valutazione delle quantità. Usato è piuttosto comune, sicuramente lo troverete tra le vostre scorte; su busta non è difficile da trovare perché questi alti valori sono stati molto usati su invii registrati che generalmente un collezionista conserva intatti. Sarebbe molto utile riuscire a valutare la percentuale di questa varietà nell’ambito dei francobolli usati, come pure fare una valutazione simile per quelli su busta. Generalmente a questo tipo di appelli non si risponde mai, ma se qualcuno fosse disponibile, lo ringrazio in anticipo perché mi farebbe molto piacere avere un po’ di dati per fare qualche calcolo. Chi vorrà, anche nell’anonimato, potrà inviarmi i dati via e-mail. Personalmente ho creduto, fin dalla scoperta, in questo francobollo; purtroppo gli interlocutori di quel tempo smontarono il mio entusiasmo, tutti concordavano nel dire che se fosse stato più evidente sarebbe stato meglio perché andava di moda solo ciò che era più che visibile ad occhio nudo. Questo atteggiamento è ancora sulla cresta dell’onda, ma lasciate che vi chiarisca il mio pensiero. Un conto sono le varietà che hanno un mercato facile e veloce il quale si rivolge verso i collezionisti che amano solo le cose appariscenti, un altro conto è studiare tutte le possibili caratteristiche e metterle a conoscenza degli appassionati.
Ognuno di questi rivolgerà all’oggetto maggiore o minore attenzione a seconda del proprio interesse o della tipologia della propria collezione. Le leggi del mercato poi conferiranno loro il prezzo adeguato. Personalmente ritengo che lo studio sia alla base della conoscenza e che a sua volta questa sia il vero motore del Collezionista. Ognuno di noi può e dovrebbe sempre contribuire palesando le proprie conoscenze.

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Nella figura 1 riporto il foglio intero che non vi consentirà di vedere il particolare della doppia testa, ma, è necessario per dovere di cronaca. Quando, tanti anni or sono, feci le mie prime osservazioni, non esistevano scanner adeguati per ingrandire a dismisura la piccola testa di questi francobolli che riuscii invece a realizzare usando una macchina fotografica ottica tradizionale in condizioni macro. Non credo che nemmeno oggi ci sia uno scanner (a prezzo relativamente contenuto) con il quale produrre ingrandimenti elevati e mantenendo contemporaneamente la nitidezza dell’immagine tanto da potersi sostituire ad una macchina fotografica ben accessoriata. Quella foto la conservo ancora ed oggi l’ho usata per farne una scansione che riporto in figura 2.

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Figura 2

Come potete osservare, si riscontra un raddoppio completo dell’immagine traslato orizzontalmente di pochi decimi di millimetro. Una delle parti più evidenti è la linea verticale di riquadro e poi, aguzzando l’attenzione, si nota come tutti i pelini dei singoli capelli siano raddoppiati, come pure il ciglio inferiore, i contorni verticali del collo ed il ricciolo che disegna il naso. Questo carattere è meno evidente, a causa del tratto un po’ spesso, sia lungo il contorno del viso che della torre. Nell’intero foglio, tutte le immagini hanno la stessa entità della traslazione. Nella figura 3 riporto l’immagine della testa normale, senza cioè la doppia battuta, che permette un confronto immediato. Anche per realizzare questa immagine, ho dovuto riattivare la mia vecchia reflex a pellicola perché non sono riuscito ad ottenere un ingrandimento a fuoco nemmeno con uno scanner a 9600 dpi senza interpolazione matematica.

In alto la figura 2 che presenta la doppia stampa e qui la figura 3.

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Figura 3

A questo punto ci si deve porre la domanda: com’è potuto succedere un evento di questo tipo? Innanzitutto, bisogna ricordare che le immagini di questi foglietti erano disposte perpendicolari alla direzione di svolgimento della bobina nella macchina da stampa, per cui il raddoppio dell’immagine deve necessariamente essere messo in correlazione con l’avanzamento della carta. Inoltre testa e stemma venivano stampati per primi e solo in fasi successive (1 o 2) veniva completato il disegno del francobollo. Prima di trarre le dovute conclusioni, bisogna anche ricordare che fin dal 1969 sono stati rinvenuti francobolli con sospette doppie stampe. Si veda la serie Cinquantenario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Da questa serie, sempre più frequenti sono state le stampe cosiddette “smosse” o “colori fuori registro” che in realtà altro non sono che doppie stampe molto ravvicinate. Vi ricordo alcune emissioni per le quali i cataloghi riportano, o hanno riportato, almeno una di queste dizioni, ma ve ne sono anche tante altre non citate.

Alcuni esempi di doppia stampa

Esempi abbastanza noti sono: le prime emissioni delle “Costruzioni Navali Italiane” (1978 e 1979) con raddoppio del colore blu (figure 4 e 5),

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Figura 4 – Costruzioni Navali Italiane

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Figura 5 – Navi 79 dettaglio del doppio azzurro

 

la serie “Europa” del 1980 e quella del 1983 in cui si osserva la doppia stampa del logo (verde e rosso), La giornata del francobollo del 1981 (figura 6),

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Figura 6 – La giornata del francobollo del 1981

alcuni valori delle “Ville d’Italia” (1980-86) per le quali si ritrova spesso il raddoppio della cornice, del valore e del nome della villa (figure 7 e 8),

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Figura 7 – Ville d’Italia

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Figura 8 – Ville d’Italia

ma forse quella più eclatante è la serie per l’Esposizione Mondiale di Filatelia “Italia 85” (2a emissione, 1984) in cui si riscontra la doppia stampa del logo sia verde (figura 9) che rosso (figura 10), sia del testo nero (figura 12) e addirittura la stampa multipla del logo rosso (figura 11) e la tripla del nero (figura 12).

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Figura 9 – Italia 85

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Figura 10 – Italia 85

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Figura 11 – Italia 85

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Figura 12 – Italia 85

Doppie stampe si riscontrano anche per la terza e quarta emissione (1985) dello stesso evento. Per la seconda emissione credo che sia più raro il francobollo normale che non le varietà. Nel 1988 ritroviamo ancora il “pinocchietto”, vale a dire il francobollo da £ 3150 emesso in occasione dei mondiali di calcio. Anche in questo caso si osserva una chiara doppia stampa del colore nero (figura 13) e, più raramente, del colore grigio (figura 14).

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Figura 13 – Pinocchietto

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Figura 14 – Pinocchietto

Se non erro, l’ultimo francobollo con questa caratteristica dovrebbe essere quello emesso per commemorare il 450° della nascita di S. Carlo Borromeo (1988) (figura 15).

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Figura 15 – 450° della nascita di S. Carlo Borromeo

Non ho conoscenza diretta su emissioni successive e quindi non le posso escludere. Chiudo qui con gli esempi per non appesantire il testo e, caso mai, chi volesse ulteriori informazioni su queste varietà, o comunicarne altre, può contattarmi sia direttamente che attraverso il notiziario dell’Associazione.

Alto Valore da 2000 Lire: calcografia

L’elenco di francobolli con questa varietà non deve distogliere l’attenzione dal fatto che il £ 2000 AV è stampato in calcografia, mentre gli altri esempi riportati in questo testo sono stati stampati con metodi in piano (litografia, offset ecc.). Ad ogni modo il “difetto”, se così si può chiamare, doveva avere un’origine di tipo meccanico. Tenterò di fornire una spiegazione partendo dal concetto che tutte le macchine per la stampa hanno in comune molti componenti rotanti e quindi soggetti ad usura. Tanti anni or sono sentii dire che il Poligrafico aveva problemi per la sua ubicazione in zona molto trafficata e che le vibrazioni indotte dal traffico producessero disturbi durante la stampa. A quel tempo non erano ancora uscite molte di queste varietà ed immagazzinai l’informazione senza commentare.

Alla ricerca delle cause

Oggi, con il senno del poi e dopo aver analizzato molte di queste “doppie stampe”, sono giunto ad una convinzione leggermente diversa. Non che voglia escludere del tutto l’effetto traffico, probabilmente era una concausa anche importante. La causa prevalente, a mio parere, doveva essere invece lo stato non perfetto delle macchine del poligrafico. Dobbiamo tener presente che, per quanto manutenute molto bene, le macchine a rotativa hanno una discreta usura di alcune parti meccaniche ed è possibile che alcuni componenti importanti fossero causa di una saltuaria mancanza di linearità delle condizioni di stampa. Come esempio per la stampa non calcografica vi posso citare uno dei componenti più delicati dell’intera macchina: il rullo di caucciù. Questo componente è soggetto a notevole usura e richiede una verifica costante dopo un determinato numero di ore di lavoro, fino alla sua completa sostituzione. Un’altra causa può essere l’intrusione di un corpo estraneo, anche piccolissimo, che può produrre un salto del componente stampante o anche una leggerissima ovalizzazione di qualche cuscinetto.

Questa interpretazione trova riscontro nella sempre maggiore frequenza di queste varietà nel corso del tempo ed anche perché non si è mai riscontrata una doppia stampa molto spostata dalla prima, sono tutte appena accennate e discoste di pochi decimi di millimetro. Nel caso delle doppie stampe in piano (litografia, offset, ecc.), c’è da dire che se il difetto meccanico producesse un salto sul rullo di caucciù, l’errore dovrebbe essere limitato solo al momento del salto e quindi produrre una doppia stampa parziale. Invece, se il difetto fosse sul rullo di trasmissione del colore sul caucciù, quest’ultimo può recepire su tutta la sua superficie la doppia stampa e trasmetterla sulla carta. Solo in questo modo è possibile avere la doppia impressione su una ampia superficie del rotolo di carta e quindi su un gran numero di fogli.

Per quanto riguarda invece la doppia stampa della testa nell’AV da £ 2000, sappiamo essere stampata in calcografia, metodo che prevede l’allestimento di una lastra metallica su cui vengono incise le immagini in negativo. La lastra viene agganciata al cilindro di stampa, l’inchiostrazione avviene mediante uno o più rulli appositi che fanno aderire l’inchiostro sulla lastra, successivamente una lama pulisce il rullo di stampa lasciando l’inchiostro nelle scanalature dell’incisione che viene poi trasmesso sulla carta. L’incisione sulla lastra avviene mediante una rulletta che porta impressa una sola immagine; questa rulletta ripete sulla lastra di stampa tante immagini (tutte uguali) quante sono necessarie alla stampa dei fogli compresi nella larghezza del rotolo della carta. Se ne deduce quindi che la doppia stampa della testa debba essere imposta necessariamente dalla rulletta che a sua volta porta il “difetto”. La caratteristica sostanziale però è che se il “difetto” è nella rulletta, lo sfasamento tra le due impronte in calcografia deve necessariamente essere costante su tutti i fogli che presentano questo particolare.

Su questo punto mi sono confrontato con gli amici Manelli e Sperati con i quali ci sono stati importanti scambi di opinioni che sono stati molto utili e stimolanti nella ricerca della giusta interpretazione. Potrei associarmi a loro, se lo sfasamento della doppia stampa fosse realmente costante. Invece, sugli oltre trecento pezzi usati a mia disposizione si osserverebbero differenze, anche se minime, dell’entità della traslazione, il condizionale è d’obbligo in quanto stiamo osservando spostamenti di qualche decimo ed anche le leggere differenze necessitano di una misura molto precisa. Nel prossimo articolo cercheremo di fornire i risultati di un’analisi dettagliata effettuata su un numero consistente di francoboli.

Ringraziamenti:
Desidero ringraziare Fiorenzo Sperati, non solo, per l’utilissimo supporto tecnico, ma anche per i costruttivi scambi di opinione per i quali ringrazio anche Marcello Manelli e Claudio Manzati.

Per contattarmi

e-mail: l.cipriani@tin.it

cellulare: 333.797.78.99

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