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Nicola Luciano Cipriani

francobolli prioritari

L’IMPREVEDIBILITA’ DELLE DONNE

Alcuni usi tardivi delle donne nell’arte

Nicola Luciano Cipriani (perito filatelico)

Un altro titolo che ho talora usato con alcune varianti è ”Le donne stupiscono ancora”, la prima idea è stata reiterare questo titolo, ma poi, al momento di iniziare ho preferito cambiare ed ho scelto una variante che ha più o meno lo stesso significato. L’aspetto femminile del titolo genera sempre in noi maschietti reazioni contrapposte, nel bene e nel male. Naturalmente non ho nessuna intenzione di addentrarmi in questo pericolosissimo terreno di gioco, preferisco le donne della passata serie ordinaria che ne ritraevano alcuni fulgidi e famosi esempi. Questa serie ordinaria è da tempo ormai accantonata da parte di Poste Italiane e anche noi tutti la consideriamo ormai cosa passata e, coloro che seguono le ordinarie attuali, hanno certamente voltato l’attenzione alle nuove serie Leonardesca e Piazze d’Italia. Anche la serie di Posta Italiana è quasi messa da parte, ma non in modo definitivo perché le due ultime stentano a decollare. Anche il valore base per l’interno delle Piazze d’Italia sembra poco usato.

Ma torniamo alle Donne nell’Arte, di questi francobolli ne parlo solo per le tariffe per la posta ordinaria. Questa serie, dopo aver convissuto per una decina di anni abbondanti con i francobolli prioritari, dopo il 2009 si è mostrata in apparizioni saltuarie che sono sfumate nel tempo verso le apparizioni sporadiche. Parlo naturalmente di usi non procurati.

Quando è stata in vigore la tariffa  da 70 cent (1.1.13 – 30.11.14), si sono riviste alcune affrancature con francobolli delle Donne nell’Arte. Il taglio più comune è stato certamente il valore da 45 cent, di cui erano noti consistenti residui, che è stato usato in abbondanza con il 25 cent di Posta Italiana (figura 1).

l'imprevedibilità delle donne

Figura 1 – invio da Massa Marittima per città del 6.6.13 affrancato con 45 cent Donne nell’Arte e 25 cent di Posta Italiana.

In questo periodo tariffario ha fatto anche la comparsa il taglio da 70 cent in giusta sostituzione del pari valore della nuova ordinaria (figura 2);

l'imprevedibilità delle donne

Figura 2 – invio da Sulmona (AQ) per Pescara del 10.6.13 affrancato con 70 cent Donne nell’Arte.

la comparsa di questo valore è stata una sorpresa perché la sua emissione risale al 31.7.2004 e non più utilizzato per anni. Probabilmente sono stati recuperati i fogli giacenti da qualche parte che hanno sopperito in parte, probabilmente voluto, alla non completa distribuzione della nuova ordinaria durante la prima parte temporale di questa tariffa. Altro valore ricomparso, ma con minor sorpresa è stato il valore da 90 cent, minore sorpresa perché questo valore è stato emesso il 26.6.2004, ma poco utilizzato in generale causando una scorta invenduta consistente. Questo valore è noto in abbinamento all’Alto Valore da 1 euro per la tariffa del secondo porto di questo periodo tariffario (figura 3).

l'imprevedibilità delle donne

Figura 3 – invio da Venezia per Milano del 12.11.14 affrancato con 90 cent Donne nell’Arte e 1 euro Alti Valori emissione 2002.

Con il successivo periodo tariffario (1.12.14 – 30.9.15), la lettera primo porto era passata a 80 cent ed il secondo porto a 2,15 euro. Anche in questo periodo sono comparsi alcuni valori delle Donne nell’Arte; in questo caso non ho un esempio per il primo porto, ma posso mostravi due invii di secondo porto. Nel primo, di formato standard, l’affrancatura è composta da tre pezzi da 70 cent di Posta Italiana e cinque pezzi da 1 cent Donne nell’Arte (figura 4).

l'imprevedibilità delle donne

Figura 4 – invio da Bologna per Milano del 7.9.15 affrancato con 5 pezzi da 1 cent Donne nell’Arte e 3 pezzi del 70 cent di Posta Italiana.

Purtroppo l’annullo rotante del CMP ha obliterato solo due valori da 70 cent lasciando intonsi gli altri francobolli. il secondo invio ha ancora un valore in centesimini, questa volta ricompare il taglio da 3 cent. Non è la sola sorpresa, perché è presente anche il taglio da 2,00 euro dei prioritari, emissione senza millesimo. Questo centesimino delle donne risale al 2002 ed era sparito di circolazione ormai da anni.

l'imprevedibilità delle donne

Figura 5 – invio da Milano per città del luglio 2015 (non è leggibile il giorno) affrancato con 5 pezzi del 3 cent Donne nell’Arte e 2,00 euro Prioritario.

Il tempo passa e le apparizioni continuano, le donne non vogliono farsi dimenticare.

Con l’attuale tariffa base a 95 cent, in vigore dal 1.10.2015, ho trovato ben tre invii con francobolli delle Donne nell’Arte. Il primo è un invio primo porto con un eccesso di 5 cent (figura 6).

l'imprevedibilità delle donne

Figura 6 – invio da Piombino (LI) per Magliano in Toscana del 2.11.15 affrancato con 20 cent Donne nell’Arte e 80 cent di Posta Italiana (eccesso di 5 cent).

Si tratta di un valore da 20 cent del 21.8.2004 utilizzato come valore integrativo ad un’80 cent di Posta Italiana. Il secondo invio è del febbraio di quest’anno ed è affrancato con un 77 cent Donne nell’Arte abbinato ad una tp-label per completamento di tariffa del valore di 18 cent. (figura 7), purtroppo questa affrancatura, per la presenza della tp-label non presenta annulli sul francobollo.

l'imprevedibilità delle donne

Figura 7 – invio da Cardano (BZ) per Milano del 10.2.16 affrancato con 77 cent Donne nell’Arte e tp-label da 18 cent.

Infine l’ultima è una affrancatura di fantasia in quanto la tariffa è totalmente fuori luogo. Dalla pieghe sulla busta si evince che doveva essere un po’ pesante e probabilmente del secondo porto. L’affrancatura è composta da coppia del 45 cent donne e da un valore da 1,00 di Posta Italiana per un totale di 1,90 euro (figura 8).

l'imprevedibilità delle donne

Figura 8 – invio da Bologna per Milano del 8.11.16 affrancato con coppia del 45 cent Donne nell’Arte e 1,00 euro di Posta Italiana.

L’invio è stato effettuato l’8 novembre scorso. la tariffa di 1,90 era il secondo porto durante il periodo tariffario 1.1.13 – 30.11.14, un po’ lontano nel tempo rispetto al tariffario attuale che prescrive una affrancatura pari a 2,55 euro. Purtroppo capita spesso di imbattersi in affrancature totalmente avulse dal tariffario in corso. Un po’ per ignoranza, non solo degli utenti, un po’ per l’aumento continuo del “degrado” ambientale in generale, si può affrancare con qualunque cosa, comunque la missiva arriva a destinazione nella stragrande maggioranza  dei casi. Se qualche invio irregolare viene fermato e controllato è esclusivamente un puro caso.

ADDENDA PER “IL SERVIZIO PRIORITARIO”

Nicola Luciano Cipriani, perito filatelico.

Comunicazione

Comunico una addenda al capitolo 5 della monografia, su Il Servizio Prioritario. In questo capitolo abbiamo descritto le emissioni e le ristampe di ciascun francobollo prioritario; in particolare, nel paragrafo 5.3.4 abbiamo descritto le emissioni del 2005 e le ristampe dei valori da 1,40, 2,00 e 2,20 millesimati 2004 ma stampati nel 2005 con la scritta laterale (IL FOGLIO DI 40 FRANCOBOLLI VALE € …) di colore nero, al pari della barretta in corrispondenza del 36 esemplare. Queste seconde tirature sono riconoscibili anche dalla prima lettera del codice alfanumerico (C invece di B). In quella occasione abbiamo dimenticato di inserire anche il valore da 0,80 che qui riproduciamo per dovere di cronaca. Nell’immagine è riportato il bordo destro del foglio con il codice alfanumerico CA022455571 la cui prima lettera (C) indica appunto l’anno di stampa, 2005 anziché 2004 (B)

ADDENDA PER "IL SERVIZIO PRIORITARIO"

Figura 1 – 0,80 emissione del 2005 caratterizzata dalla lettera C nel codice alfanumerico

Considerazioni aggiuntive

Al momento dello studio sui francobolli prioritari abbiamo utilizzato il codice alfanumerico come elemento distintivo per le tirature di questi francobolli. Il codice è stata una novità che al momento ci fece porre l’attenzione solo su questo aspetto.  Solo in seguito mi è venuta l’idea di utilizzarli anche per indagare il numero dei francobolli stampati. Infatti il codice alfanumerico è stato introdotto dal Poligrafico per automatizzare il conteggio dei fogli prodotti.

Due sono i codici che compaiono sui fogli, uno è il codice prodotto, vale a dire il codice che caratterizza una emissione; è il famoso codice a barre tanto ambito dai collezionisti. Il secondo è il codice alfanumerico che è invece quello che riflette il conteggio progressivo dei fogli. Tale codice è composto da due lettere seguite da noce cifre. La prima lettera definisce l’anno di produzione, mentre la seconda corrisponde ad una delle due Goebel con cui vengono stampati i francobolli: A e B. La A è la rotocalcografica, mentre la B e la calcografica. Le nove cifre sono la progresione numerica in ordine di stampa. Il codice alfanumerico è tradotto in un codice a barre nere posto alla sua destra. Il codice a barre ha altezza di 9 millimetri e lunghezza di circa 6 centimetri. Il circa è doveroso in quanto la lunghezza dipende dal numero di barre larghe e strette. Ricordo che la stampante di detto codice è stata sostituita alla fine del 2014 (v. Le tre tirature del 25 cent di posta italiana).

Solo in occasione dello studio sui piccoli valori di posta italiana mi è venuta l’idea di poter risalire al numero di francobolli stampati di questi valori ordinari. Come è noto, infatti, Poste Italiane comunica le tirature esclusivamente per i francobolli commemorativi, celebrativi ecc.; al contrario il numero degli ordinari è sempre stato un grande mistero. L’utilizzo del codice alfanumerico consete, con relativa facilità, di avere un’idea abbastanza vicina alla realtà delle tirature di questi francobolli, oltre naturalmente al riconoscimento dei lotti di stampa interposti tra altri francobolli. Personalmente ritengo che ogni lotto di stampa possa essere definito tiratura ben riconoscibile ed individuabile ancorché la distinzione sia spesso esclusivamente sulla cimosa destra. Situazioni di questo tipo, d’altronde, sono già note per altre emissioni del passato, quali ad esempio il valore da 15 lire emesso nel 1957  in occasione del 150° della nascita e 75° della morte di Giuseppe Garibaldi; di questo francobollo sono note due tirature riconoscibili esclusivamente da un numero in colore presente sulla cimosa.

IL PRIORITARIO PRIMO PORTO

Dall’istituzione del servizio ad oggi (1997-2010)

di Nicola Luciano Cipriani, perito filatelico

PREMESSA

Una prima parte di questo studio è già stata inserita nel volume speciale “Serie Ordinarie d’Italia” che il CIFO (Collezionisti Italiani di Francobolli Ordinari) ha pubblicato in occasione del 200° numero del notiziario “Il Francobollo Incatenato”. Nell’articolo avevo esposto la cronologia delle emissioni, la presenza di differenti tirature per una stessa emissione, i falsi ed ho trattato in modo non completo il loro uso postale. In quella occasione ho presentato i risultati statistici relativi alla frequenza d’uso delle singole emissioni fino al 2003. In pratica ho presentato alcuni diagrammi, uno per ciascun anno, mettendo in evidenza i tempi e le modalità di sostituzione di una nuova emissione rispetto alla precedente. Gli invii analizzati sono stati esclusivamente quelli di primo porto ed il loro numero, pur relativamente elevato, è poca cosa rispetto alle tirature di questi francobolli. Ciononostante, i risultati statistici presentati hanno sicuramente una validità di carattere generale. Questo studio era abbastanza completo per il periodo tariffario 1999-2003 in cui la tassa per il primo porto è stata di € 0,62. In occasione del volume speciale ho anche analizzato gli invii del periodo compreso tra luglio 2009 e settembre 2010 per mostrare tempi e modalità di sostituzione tra il francobollo prioritario e la nuova ordinaria “Posta Italiana”. Mancava nell’articolo tutto il periodo intermedio corrispondente in pratica al secondo periodo tariffario del primo porto (€ 0,60) del francobollo prioritario che va dal gennaio 2004 al luglio 2009. Ricordo anche che il servizio prioritario è stato chiuso con decreto ministeriale del 12-5-06, ma la data di applicazione della nuova disposizione è stata variabile tra il 22 maggio ed il 1° giugno; volendo porre una data, penso che il 31-5-2006 (ultimo giorno a livello generale) possa essere considerata accettabile. A far data dal 1° giugno 2006 quindi i francobolli prioritari sono diventati ordinari. Il mantenimento delle tariffe, e, per quello che ci riguarda, quella per il primo porto (€ 0,60), ne ha consentito l’uso fino alla loro sostituzione con la nuova serie ordinaria “Posta Italiana” emessa il 7-7-2009. Con questo nuovo articolo presento il periodo completo (1999-2010) durante il quale i francobolli prioritari hanno assolto al servizio e gli invii di primo porto lettere per l’interno hanno avuto una sola variazione tariffaria. In questo nuovo articolo non ho voluto presentare un diagramma per ciascun anno, come nell’articolo citato, ho preferito comporre i singoli diagrammi raggruppandoli per periodo tariffario. In questo modo i diagrammi sono solo due; questa veste rende il tutto molto più facilmente comprensibile: sono maggiormente evidenti le modalità e i tempi di sostituzione di ciascuna emissione ed è anche possibile, osservando nell’insieme ciascun grafico, mettere in risalto i rapporti relativi tra le emissioni. Le modalità di indagine ed i risultati ottenuti sono, in filatelia, sicuramente una novità; è opportuno evidenziare che, se il campione è statisticamente rappresentativo dell’arco temporale indagato, le aree individuate da ciascuna emissione consentono di esprimere le frequenza relative di ciascuna di esse anche in assenza dei numeri reali delle tirature (qui intese come numero totale di francobolli stampati per ciascuna emissione). Ma più delle parole, gli stessi diagrammi esprimono tutta la loro eloquenza.
Prima di passare al clou dell’argomento, ricordo brevemente i periodi temporali interessati dal servizio (Fig. 1).

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - tabella temporale

Figura 1 – i periodi tariffari del primo porto nei prioritari

* I francobolli prioritari, diventati ordinari, sono stati stampati fino al 2009 per essere sostituiti dal 7-7-2009 dalla nuova ordinaria “Posta Italiana”.

FASE SPERIMENTALE

Il servizio prioritario fu preceduto da una fase sperimentale che è stata necessaria sia per verificarlo nei confronti dei consumatori, sia per ottimizzarne la rete; la pubblicità di Poste Italiane garantiva la consegna in 1 giorno dopo l’impostazione (esclusi i giorni festivi e prefestivi) se avvenuta entro l’orario limite prescritto (ore 18). La fase sperimentale ha avuto inizio l’ 1-12-97 ed era sufficiente applicare alle lettere ordinarie (£ 800 per il primo porto) una fascetta predisposta per il servizio prioritario per farle viaggiare, a sconto di tariffa, a condizione però di imbucare la corrispondenza entro le ore 12 nelle località di provincia ed entro le ore 17 nelle città capoluogo. La fascetta era di colore azzurro e di grande formato che richiamava il simbolo delle Poste disegnato da Franco Maria Ricci (Fig. 2), in evidenza la scritta PRIORITARIO in bianco.

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - busta viaggiata nel primo giorno di istituzione del periodo sperimentale

Figura 2 – busta inviata il primo giorno di uso del corriere prioritario sperimentale

Questa fase sperimentale avrebbe dovuto concludersi il 28 febbraio dell’anno successivo ed il primo di marzo il servizio sarebbe stato attivato in ambito regionale al prezzo di £ 1200 (per il primo porto) e da ottobre sul territorio nazionale. In realtà poi il servizio inizierà solo il 21 giugno 1999.

PRIMO PERIODO TARIFFARIO

Nel 1999, il 21 giugno, è nato il servizio prioritario, al momento era in vigore la doppia monetazione lire/euro e la tassa per assolvere il servizio era di 1200/0,62. L’unico francobollo predisposto doveva essere utilizzato obbligatoriamente anche per invii più pesanti che erano stati regolati sul multiplo del francobollo base. L’uso di altri francobolli (ordinari e commemorativi) era tassativamente vietato ed in alcuni casi gli addetti postali non hanno validato il loro uso. Era però chiaro che il divieto avrebbe procurato solo problemi agli addetti, tanto che i controlli sono diventati sempre più labili nel tempo. Questo periodo tariffario è durato fino al 31-12-03 ed è stato emesso un francobollo all’anno; essi riportano in ditta anche l’anno di emissione. I cinque francobolli emessi hanno una grafica molto simile e una evoluzione di alcuni caratteri che li rendono immediatamente riconoscibili ad eccezione degli ultimi due che differiscono solo per l’anno in ditta (Fig. 3).

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - le emissioni 1999-2003

Figura 3 – i cinque prioritari emessi nel periodo 1999-2003 in ordine cronologico da sinistra

Per verificare l’uso postale di ciascun francobollo prioritario (che nel proseguo chiamerò semplicemente prioritario), ho analizzato un grande numero di invii, li ho divisi per mese e, per ognuno, ho contato i quantitativi di ciascuno di essi. L’insieme dei dati mensili sono stati posti in successione temporale costruendo un grafico per ciascun periodo tariffario. Dal 2000 compreso ho potuto fare effettivamente un confronto tra i diversi prioritari che si sono succeduti nel tempo, ma, per il 1999 ho semplicemente valutato l’incremento relativamente al numero di invii di dicembre. Questo artificio mi ha permesso di creare un collegamento con i dati dell’anno successivo (Fig. 4).

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - grafico temporale di ciascuna emissione

Figura 4 – Uso postale delle emissioni del francobollo prioritario da 62c (1999-2003)

Gli invii analizzati per tutto il primo periodo tariffario sono stati 2.316 e relativi prevalentemente alla Toscana ed alla Lombardia e con un discreto contributo della Sardegna e sono distribuiti abbastanza equamente nell’arco del periodo. Come accennato sopra, il campione analizzato non è piccolo, ma sicuramente poca cosa rispetto al numero dei francobolli stampati. Analizzandone un numero notevolmente superiore, il diagramma dovrebbe mostrare le linee di separazione tra le varie emissioni sicuramente più morbide, ma il loro andamento generale non dovrebbe cambiare molto. Questa affermazione deriva dall’analisi step by step portata avanti per il passaggio prioritario/posta italiana per il cui diagramma ho utilizzato ben 3998 invii. Questo diagramma è parte integrante della figura relativa al secondo periodo tariffario (v. oltre).

Nell’aggiornamento temporale di questo grafico (via via che ricevevo materiale dai miei supporters) ho potuto notare come inizialmente ho ottenuto una linea di separazione chiaramente spezzata, composta cioè da evidenti segmenti. Gli aggiornamenti successivi hanno modificato un po’ la posizione dei punti, ma contemporaneamente hanno addolcito sempre di più la spezzata fino a conferirgli un aspetto più vicino ad una curva continua. L’informazione che possiamo trarre da questa analisi/controllo è innanzitutto che la distribuzione dei francobolli avviene oggi in modo abbastanza omogeneo sul territorio nazionale e che un’area a dimensioni più o meno regionale, anche se limitata, fornisce un risultato analitico non molto lontano da quello generale. Un’altra conferma a questa deduzione l’ho osservata analizzando gli invii, relativi al 2001, provenienti da un grande ufficio pubblico di Nuoro. In questo caso non si è trattato di grandi numeri, poco più di un centinaio di plichi, ma il grafico relativo era abbastanza simile a quello generale.

Passiamo ora ad analizzare in dettaglio il grafico relativo a questo primo periodo tariffario. Nelle caselle rettangolari poste in alto vi sono gli anni solari interessati; in basso i mesi per ciascun anno, individuabili dalle iniziali (una su tre per snellire il disegno); in ordinata la scala delle percentuali. Le aree colorate corrispondono ad una emissione nella quale è riportato il millesimo che la contraddistingue. È evidente che le emissioni hanno avuto un uso che è andato oltre l’anno in cui sono stati stampati, ad eccezione dell’emissione 2003, a causa del cambio di tariffa.

Durante questo primo periodo tariffario le emissioni si sono susseguite con cadenza abbastanza regolare, come pure la sostituzione di ciascuna di esse da parte di quella successiva. Ciò si deduce dal grossolano parallelismo delle linee di separazione dei campi; un carattere interessante sono le code dei rimasugli utilizzati negli anni successivi che hanno prodotto, in alcuni casi, anche usi tardivi. Il piccolo pallino in corrispondenza del giugno 2002 è dato da un solo invio dell’emissione 2000, ma ci sono usi ancora più tardivi all’inizio ed alla fine del 2003. Anche il prioritario del 1999 ha avuto alcuni usi tardivi nel 2002. Solo quello del 2003 non mostra usi negli anni successivi a causa della variazione tariffaria del 1.1.04; questo francobollo però è passato dal primo porto per l’interno a quello per la zona 1 (Europa e bacino del Mediterraneo), tariffa valida fino al 31-5-2006. Comunque, quasi tutti questi francobolli, specialmente le emissioni 2002 e 2003, sono stati abbondantemente usati fuori tariffa dopo il 2003.

Un altro dato molto interessante che si può ricavare è che l’area occupata da ciascuna emissione ci suggerisce la loro abbondanza relativa. In altre parole la misura delle aree consente di calcolare la percentuale relativa delle emissioni. Per questo primo periodo tariffario, grosso modo, possiamo affermare che, essendo le superfici abbastanza simili per tutte le emissioni, anche le tirature di questi francobolli, per quanto sconosciute in numero assoluto, nella realtà dovrebbero essere state molto simili ad eccezione della solita emissione 2003.

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - tabella delle percentuali

Figura 5 – percentuali d’uso di ciascun prioritario emesso tra il 1999 ed il 2003

Nella tabella di figura 5 sono riportati i valori percentuali relativi alle aree riportate nel grafico di Fig. 4, mentre nel diagramma che segue (Fig. 6) è riportato un istogramma che visualizza la frequenza relativa delle emissioni. Emerge in modo più che evidente la elevata similitudine dei quantitativi di francobolli stampati per ciascuna emissione.

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - le altezze delle barre sono proporzionali alle quantità di francobolli utilizzati

Figura 6 – istogramma di frequenza relativo alle emissioni 1999-2003

SECONDO PERIODO TARIFFARIO

Il primo gennaio 2004 sono state apportate variazioni nelle tariffe. Innanzitutto, a differenza del periodo precedente, gli scaglioni successivi di peso non sono contraddistinti da un multiplo della tassa del primo porto; inoltre, per eliminare gli “spiccioli”, le tariffe sono state trasformate in multipli di 5 avvantaggiando la spedizione di primo porto, che ha subito una diminuzione di 2 centesimi, ma aumentando di ben 16 centesimi quella del secondo porto. Durante questo secondo periodo tariffario sono stati emessi cinque prioritari da € 0,60 per coprire la tassa del primo porto. I francobolli sono tutti uguali e si differenziano esclusivamente per l’anno riportato in ditta, ne è esente solo l’ultimo che manca anche della targhetta blu con scritte bianche associata a tutti i prioritari precedenti (Figura 7).

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - le emissioni 2004-2006

Figura 7 – i cinque prioritari emessi nel periodo 2004-2006 in ordine cronologico da sinistra

Lo studio di questo secondo periodo tariffario è stato supportato da ben 10.035 invii provenienti dalle province di Parma, Milano, Grosseto, Pescara, Cesena e Nuoro; la corrispondenza è prevalentemente regionale, ma non mancano arrivi da altre regioni. In pratica posso affermare che questo campione sia effettivamente valido sul piano statistico in quanto rappresenta uno spaccato abbastanza completo dell’Italia centro-settentrionale. La figura 8 mette bene in evidenza come la distribuzione quasi ordinata delle emissioni del primo periodo manca totalmente in questo secondo. Questa forte eterogeneità delle aree fornisce una serie eccezionale di informazioni.

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - le aree indicano le quantità di francobolli utilizzati, aree minori = tirature minori

Figura 8 – Uso postale delle emissioni del francobollo prioritario da 60 c (2004-2010)

Innanzitutto bisogna evidenziare che la prima fornitura di prioritari da € 0,60 è stata stampata con il metodo tipografico (2004-t), come tutte le altre emissioni che l’avevano preceduta. A causa di un cambio di produzione, il Poligrafico ha adottato il metodo rotocalcografico (2004-rc). Questo cambiamento è stato adottato sin dal mese di marzo per il valore da € 0,60 e da 1,40; gli altri valori sono apparsi in giugno (€ 0,80, 2,00 e 2,20). Questa variazione, relativamente al valore in questione (0,60), ha prodotto una serie incredibile di vicende volute, ma anche non volute, che hanno generato ben quattro differenti tirature nell’arco di pochi mesi, cinque se consideriamo anche quella tipografica.

– In gennaio viene emesso il francobollo stampato in tipografia.
– In marzo si passa ad un francobollo tutto diverso stampato in rotocalcografia. Questa seconda tiratura (qui è il caso di usare questa parola) è stata prodotta senza il tratteggio percé en lignes lungo i bordi verticali del foglio, mancanza che ostacolava la separazione dei francobolli adiacenti i bordi.
– Quasi immediatamente viene prodotta una nuova tiratura con i bordi separabili.
– A breve compare una nuova versione che presenta, oltre alle scritte blu descrittive lungo il bordo sinistro, anche una barretta dello stesso colore posta in orizzontale in corrispondenza del 36° esemplare.
– Nella seconda metà dello stesso anno compare una nuova tiratura con le scritte e la barretta di colore nero.

Naturalmente di tutte queste tirature, i francobolli su busta conservano poco e nulla. L’unica differenza evidente è tra i due francobolli prodotti con i differenti metodi di stampa, mentre per le quattro tirature stampate con il metodo rotocalcografico è possibile solo tentare uno studio per verificare se la carta utilizzata possa consentirne una qualche distinzione. Di certo le prime tirature avevano carta opaca, molto ben distinguibile dalle successive, ma occorrerebbe uno studio specifico sulle strisce verticali sinistre di foglio per verificare la validità di questa ipotesi. Per il momento il mio grafico riporta solo la distinzione tra il prioritario tipografico (2004-t) e quello rotocalcografico (2004-rc).

Il campo della prima tiratura è molto limitato, rispetto a quello occupato dal rotocalcografico che però potrebbe, se si troverà la giusta chiave di lettura, essere suddiviso in sotto aeree specifiche. Sulla base di quanto è al momento noto, possiamo però confermare quanto dedotto dalle sigle alfanumeriche presenti nel bordo destro dei fogli e cioè che l’emissione rotocalcografica con il millesimo 2004 è stata ristampata per ben tre anni: 2004 (BA), 2005 (CA) e 2006 (DA). L’emissione millesimata 2005 è apparsa nel novembre ed è stata utilizzata fino a metà dell’anno successivo con una limitatissima coda fino all’inizio del 2007. Questa emissione dovrebbe avere la sola sigla alfanumerica CA, come se fosse stata stampata interamente nel 2005, ma probabilmente è continuata anche l’anno successivo senza apportare variazioni alla sigla. Il suo quantitativo stampato non dovrebbe essere stato elevato, sicuramente molto minore di quello millesimato 2004. Il grafico mostra chiaramente la sua diffusione prevalentemente durante la prima metà del 2006, infatti a luglio compare la nuova emissione (millesimata 2006); quest’ultima è stata stampata con la targhetta blu che contraddistingue la posta prioritaria, ma il servizio specifico è terminato l’1 giugno precedente. È evidente che l’emissione era stata predisposta per la stampa in data antecedente a quella del decreto che ha sancito la fine del servizio.

Durante la prima metà del 2006 coesistono entrambe le emissioni 2004 e 2005 e la cosa strana è che durante questo anno sono note ristampe con sigla DA del prioritario 2004, ma non del 2005. L’emissione 2006 ha avuto vita brevissima, da luglio ad ottobre, momento in cui il Poligrafico recepisce il decreto di chiusura del servizio prioritario e provvede alla emissione della nuova versione senza millesimo. Quest’ultimo non è stato seguito da nessuna altra variazione fino alla comparsa della nuova serie ordinaria Posta Italiana (7-7-2009); esso ha vissuto per circa tre anni ed è stato interessato da ben quattro ristampe ufficiali caratterizzate dalle sigle DA, EA, FA e GA. Il passaggio tra quest’ultimo francobollo prioritario e la nuova ordinaria è stato relativamente veloce ma non totale, uno strascico decisamente continuo ne manifesta la presenza un po’ dappertutto sul territorio indagato anche se con quantitativi molto limitati. Anche in questo caso le aree riportate nel grafico (Fig. 8) consentono di stimare le quantità relative delle emissioni (Fig. 9).

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - tabella delle percentuali relative per ciascuna emissione

Figura 9 – percentuali d’uso di ciascun prioritario emesso tra il 2004 ed il 2009

Nella tabella di figura 9 sono riportate le percentuali relative riprodotte anche graficamente nell’istogramma di Fig 10. I dati di questo secondo periodo tariffario sono veramente interessanti e dimostrano come l’emissione 2006 sia quella con il minor numero di francobolli stampati; seguono naturalmente l’emissione 2004 tipografica e quella del 2005. Vorrei ancora insistere sulle differenti tirature dell’emissione 2004 rotocalcografica in quanto ritengo che alcune di queste (ad esempio quella senza percé en lignes lungo i bordi verticali) possano essere ancora meno frequenti di quella del 2006.

il prioritario primo porto dalla istituzione del servizio ad oggi (1997-2010) - le colonne sono proporzionali alle quantità di francobolli utilizzati

Figura 10 – istogramma di frequenza relativo alle emissioni 2004-2009

CONCLUSIONI

I risultati che sono scaturiti da questo studio mi sembrano molto interessanti. Pur avendo seguito la successione delle emissioni del prioritario, molti di noi avevano intuito che alcune di quelle del valore da 60c hanno avuto tirature (nel senso di numero di francobolli stampati) non elevate. Ma, penso anche che nessuno di noi si sarebbe immaginato un risultato come quello presentato in questo studio. Ad ogni modo, bisogna sempre tenere presente che stiamo trattando di francobolli ordinari, di norma, ad elevata tiratura e, anche se le percentuali di alcune emissioni sono basse, è sempre una questione di relatività. Certamente sarebbe molto interessante avere anche solo un’idea di massima dei quantitativi stampati dall’I.P.Z.S. di almeno una di queste emissioni, se ciò fosse possibile, si potrebbero calcolare anche quelle di tutte le altre. In ogni caso le percentuali d’impiego, dei francobolli delle emissioni relative al 2004-t, 2005 ed in particolare quella del 2006 dal punto di vista storico postale rendono i documenti affrancati con questi specifici francobolli sicuramente poco comuni ed interessanti. Su questa base un’ulteriore analisi statistica comparativa, potrebbe far emergere ulteriori interessanti dati sulla rarità dei documenti affrancati con alcuni degli altri valori corrispondenti agli usi secchi dei valori da 0,77 – 1,86 e 4,13 che hanno avuto un impiego temporale molto limitato. Sicuramente rari sono, in uso singolo appropriato, lo 0,77 e l’1,86 millesimati 2003; quello da 4,13 solo per il 2003 in quanto la variazione di tariffa non ha consentito l’uso isolato di quello millesimato 2003. Sono sicuro che, avendo un po’ di materiale disponibile, si potrà evidenziare come anche nel periodo contemporaneo più recente vi possano essere delle rarità di interesse storico postale. Alcune considerazioni in merito le avevo già esposte nel volume speciale “Serie Ordinarie d’Italia” edito dal CIFO.

CREDITI E RINGRAZIAMENTI

Tutti gli studi, a cose fatte, non manifestano nella loro pienezza il complesso lavoro che è stato necessario per la loro realizzazione. Questo che ho presentato non è da meno, anche se, con due diagrammi, ho raccontato quasi tutta la storia del periodo dei prioritari ed a leggerlo può sembrare che sia stata fatta una semplice carrellata degli ultimi anni recenti. In realtà è stato necessario un lungo ed estenuante periodo di raccolta e catalogazione che ad alcuni di coloro che mi hanno procurato il materiale e che mi conoscono poco mi ha fatto certamente apparire un po’ matto. Con tutti mi sono raccomandato di non dire mai “di questo ne ho messi tanti, lo posso buttare via”. Ad alcuni ho cercato di spiegare che il materiale mi serviva per studio, ma anche questa spiegazione non è stata di facile comprensione. Agli occhi dei “non addetti ai lavori”, uno che studia i francobolli già appare come un essere strano, se poi dichiara di farlo su francobolli da buttare via perché ce ne sono tanti, allora si che l’incomprensione aumenta e, forse, sono passato ancora di più per matto. Ad ogni modo, una cosa è certa: la redazione di questo articolo è stata possibile solo grazie ad amici, conoscenti, funzionari e imprenditori che mi hanno rifornito di tutta la posta affrancata che hanno ricevuto. Per questo motivo mi fa molto piacere esprimere un ringraziamento pubblico che sento più che doveroso. Con grande piacere ringrazio Maddalena di Cesena, Giuseppe di Nuoro, Leonildo di Pescara, Betta e Giovanni di Parma, Claudio di Milano e tutte le aziende che si sono rese disponibili e che non posso nominare per la privacy.

FRANCOBOLLI PRIORITARI – STORIA ED EMISSIONI

di Nicola Luciano Cipriani, perito filatelico a Firenze

Con quali intenzioni è nato il servizio Prioritario

Il Servizio Prioritario era nato con l’intento di accelerare il trasferimento e la consegna delle missive, infatti la pubblicità di Poste Italiane per questo servizio garantiva la consegna in 1 giorno dopo l’impostazione (esclusi i giorni festivi e prefestivi) se avvenuta entro l’orario limite prescritto (ore 18). Il servizio era stato preceduto da un periodo di sperimentazione e pubblicità iniziato il 1° Dicembre 1997 (Fig. 1) e le missive erano caratterizzate da una etichetta azzurra di grande formato con la scritta PRIORITARIO in bianco che richiamava il simbolo delle Poste disegnato da Franco Maria Ricci.

fig 1 i prioritari primo giorno Servizio Prioritario sperimentale

Figura 1 – primo giorno d’uso del Servizio Prioritario in fase sperimentale

Fino al 28 febbraio 1998 tale etichetta poteva essere applicata sulle corrispondenze ordinarie con tariffa da £ 800 consentendole di viaggiare come se fosse stato un plico prioritario a condizione di imbucare la corrispondenza entro le ore 12 nelle località di provincia ed entro le ore 17 nelle città capoluogo. Dal successivo 1 marzo il servizio sarebbe stato attivato in ambito regionale al prezzo di £ 1200 e da ottobre sul territorio nazionale. In realtà poi il servizio inizierà solo il 21 giugno 1999.

La scelta dei bozzetti del Francobollo prioritario

La scelta del bozzetto per il nuovo francobollo prioritario è stata certamente preceduta, come di norma al Poligrafico, da uno studio specifico per la realizzazione della veste finale, in altre parole un progetto per la realizzazione di un francobollo segue un iter burocratico e tecnico; generalmente il progetto prevede la scelta tra più proposte, delle quali, una sola arriva alla realizzazione finale. Vorrei spendere alcune parole in merito alle idee di progetto che non sono state scelte per la realizzazione finale del francobollo. Ripetutamente tornano disquisizioni in merito alla più opportuna definizione da dare ad alcuni francobolli che vengono fatti passare per “non emessi”, “prove”, “saggi” ecc. e gli esempi non mancano, basti pensare al clamore che ha suscitato la donna/uomo da £ 900. Con Marcello Manelli, indipendentemente uno dall’altro, ci siamo trovati d’accordo nel definire questi francobolli “idee di progetto scartate”. È molto probabile che tali idee vengano anche realizzate in concreto in pochi esemplari per sottoporlo ad eventuali valutazioni e/o approvazioni. Bisogna ricordare che una volta un’idea di progetto non era portata fino alla fase di stampa, perché la tecnologia era costosa e laboriosa. Oggi, invece, la tecnologia rende molto più veloce e meno costoso stamparle direttamente. Quante idee di progetto sono state distrutte o sono ancora nei cassetti del Poligrafico? Alcune di queste idee progettuali possono evidentemente arrivare sul mercato. Quale valore attribuire ai progetti trafugati al Poligrafico? Se ragioniamo cum grano salis, la prima domanda da porsi è: sono francobolli? Non sono certamente dei “non emessi” in quanto non hanno completato l’iter di approvazione successivamente ritirato. Sono prove di stampa? Certamente no, non è un bozzetto definitivo che è stato sottoposto ad una prova per la verifica della riuscita della stampa. Sono dei saggi? Ho molte perplessità. Allora bisogna necessariamente definirli “idee di progetto” che sono state messe da parte perché sono state preferite altre soluzioni. Questa ampia disquisizione può ora farci capire quale valore attribuire a questi francobolli. “A mio parere”, come dichiariamo noi periti, il valore deve necessariamente essere contenuto perché francobolli con tanto di decreto legislativo proprio non sono. Possiamo dire che a qualche collezionista possa piacere averli in collezione, ma questo è un altro aspetto che esula dal collezionare oggetti postali emessi con decreto di legge del ministero competente. Chiarito il mio pensiero, arriviamo ad un’idea di progetto di prioritario che è stata sicuramente scartata: si tratta del simbolo, disegnato da Franco Maria Ricci, che Poste Italiane aveva adottato nel 1994 in occasione dell’istituzione dell’Ente Pubblico Economico (Fig. 2).

fig 2 progetto di francobollo prioritario non realizzato

Figura 2 – progetto di francobollo prioritario non realizzato

Non sappiamo per quale motivo questa idea per realizzare il francobollo prioritario sia stata scartata, resta il fatto che, come al solito, qualcuno deve aver intravisto il suo “affare” e ne ha trafugato alcuni esemplari. Da quanto è dato sapere i pezzi arrivati sul mercato dovrebbero essere 28 suddivisi in due tipi differenti, entrambi sono di colore azzurro e riportano il solo valore in lire (£ 1200), ma con alcune differenze di stampa, filigrana e metodologia di perforazione. In figura 2 a sinistra è riportato un esemplare con fondo bianco, filigrana stelle IV orizzontali e dentellatura a blocco, mentre a destra, un secondo con fondo a linee, filigrana stelle IV verticali e dentellatura a pettine, inoltre le dimensioni del disegno sono leggermente differenti.

Il bozzetto definitivo: nasce il primo francobollo Prioritario

La storia ci dice che il bozzetto accettato fu un altro: quello predisposto dalla BATES ITALIA il cui nome compare in ditta nelle prime due emissioni. Quando i francobolli prioritari adottati fecero la loro prima comparsa, per i più non erano nemmeno francobolli; spesso venivano chiamati “etichette”, specialmente da coloro che erano esterni al mondo del collezionismo. Questa strana “nomea” era certamente dovuta alla novità, per noi italiani, di avere a che fare con francobolli fustellati ed autoadesivi: il fatto che non si dovessero “leccare” li poneva in una sfera totalmente separata dai francobolli intesi in senso classico. In effetti, l’insignificante e banale “P” incorniciata e la sua monotona ripetizione grafica e di colore nel tempo, specialmente per le prime emissioni (1999, 2000 e 2001) li ha resi poco simpatici a molti collezionisti e non solo. Inoltre le tariffe erano molto semplici: si applicava uno o più prioritari a seconda dello scaglione di peso tanto che sono abbastanza comuni super invii con multipli dell’unico taglio di prioritario prodotto nei primi tre anni di vita.

Finalmente nel 2002 arriva una novità: la differenziazione per tariffa e colori del fondo. Questa novità ha fatto sì che i prioritari diventassero un po’ meno antipatici, anche se è comunque rimasta costante la cornice dorata ed il centro con la “P” in colore nero. Pur non essendo una serie composta da numerosi francobolli, ciononostante sono stati utilizzati colori poco differenti per alcuni di essi, tanto che ad un primo colpo d’occhio, per alcune tirature, è possibile confondersi; in particolare il valore da € 0,62 ha il colore di fondo giallo chiaro e quello da € 1,24 verde-giallo chiaro; anche il valore da € 0,80 con il fondo di colore marrone chiaro, può confondersi con alcune tirature del valore da € 0,60. Non si capisce come mai, per una serie di appena sei valori, quattro di essi si possano confondere a coppie.

Lo strano uso del millesimo

Altro carattere che possiamo definire quanto meno “strano”, ma forse è più corretto usare la parola “furbata”, è l’uso del millesimo sul margine inferiore che è variato con l’anno di stampa. Dal lontano 4-10-1955, in occasione del 7° centenario della Basilica di San Francesco, tutti i commemorativi italiani riportano in basso l’anno di emissione (datazione non adottata per le serie ordinarie) anche nei prioritari è stato inserito l’anno di produzione, tanto che le prime tre emissioni, pur avendo millesimi differenti, si distinguono soprattutto per una evoluzione grafica del disegno. Nel 2002 la nuova serie, variegata nelle tariffe e nei colori, aveva tutti i crismi per essere considerata una serie ordinaria che, al pari delle altre, avrebbe avuto una sua vita di alcuni anni. Quando l’anno successivo, 2003, fu scoperta la prima variazione dell’anno di produzione, la cosa creò contemporaneamente un po’ di euforia e un po’ di sgomento, soprattutto perché Poste Italiane non comunicò ufficialmente queste nuove emissioni.

Non escluderei che si sia voluto giocare sullo stimolo che la scoperta avrebbe prodotto tra i collezionisti. Consentitemi una domanda pleonastica: ma che senso ha produrre questo tipo di variante in una serie di francobolli ordinari? Ve lo immaginate se fosse stato adottato lo stesso stratagemma per la Siracusana che è stata in uso per 25 anni? Penso che siamo un po’ tutti d’accordo nel dire che molto probabilmente si è trattato di una furbata per far aumentare gli acquisti da parte dei collezionisti e, nello stesso tempo, stimolare un po’ l’attenzione sulla filatelia e, probabilmente anche, su questi francobolli veramente brutti e antipatici. Questo era almeno il giudizio estetico di allora, oggi vedendo la nuova ordinaria “Posta Italiana” potremmo anche ricrederci un po’ e rivalutare i “brutti” prioritari.

Ad ogni modo l’apposizione del millesimo è stata portata avanti fino al 2006, quando, probabilmente per una già prevista variazione al programma, è arrivata l’emissione senza millesimo la quale finalmente ha prodotto un po’ di calma ed ha risvegliato la noia nei confronti di questa emissione. Ma noi, che siamo interessati al lato piacevole della filatelia, dobbiamo guardare i prioritari come tutte le altre ordinarie, con le sue varianti ed i suoi usi postali. Mi fa piacere qui ricordare i recenti inviti del neonato CFO in merito al significato e valore culturale della filatelia che condivido pienamente. Tornando ai nostri prioritari, l’uso del millesimo in progressione annuale ha prodotto varianti che a tutti gli effetti sono emissioni distinte e che devono essere prese in considerazione anche in una semplice e classica collezione delle emissioni. Inoltre, va notato che la stampa del millesimo ha anche un risvolto positivo: consente di riconoscere a colpo d’occhio le differenti tirature per ciascuno di questi francobolli, anche se, bisogna tenere presente che non tutti i prioritari successivi al 2002 sono stati ristampati con cadenza annuale, quindi è necessario avere un quadro chiaro di questa “ordinaria”. Fin qui tutto bene per un collezionista non troppo esigente, ma certamente per chi si diverte a trovare ulteriori differenze sulle tirature, si può sbizzarrire soprattutto con il valore da € 0,60 che ha subito, maggiormente di altri, varianti di carta (opaca, lucida), di taglio laterale (con e senza), scritte laterali (blu, nere) ecc. Non cito in questo testo le varietà di stampa (colori spostati o mancanti) e di fustellatura (fustellatura mancante o variamente spostate) per le quali è difficile trovare il limite tra varietà genuine (casualmente trovate in vendita) e refusi di stampa fatti uscire in modo fraudolento dal Poligrafico dello Stato. In questo testo non esporrò varietà, ma solo varianti, vale a dire ciò che può essere inquadrato in una differente tiratura la quale richiede l’uso di un differente cliché o una diversa metodologia di stampa.

Francobollo Prioritario EMISSIONE 1999

Questo primo francobollo prioritario (Fig. 3) è stato emesso il 14 giugno (Fig. 4), ma la sua validità postale è iniziata il 21, giorno in cui è iniziato il Servizio Prioritario da parte di Poste Italiane.

fig 3 prioritario 1999

Figura 3 – prioritario 1999

Figura 4 – primo giorno di emissione del francobollo prioritario

Figura 4 – primo giorno di emissione del francobollo prioritario

Il francobollo è stato realizzato con stampa tipografica, mentre il centro (“P”) in serigrafia, a sua volta, ricoperto da un disco di uguali dimensioni di vernice dorata interferenziale eseguito in flessografia; la stampa è stata eseguita con la macchina Gallus mod. R 200. La carta è autoadesiva apposta su un substrato cartaceo siliconato per un facile distacco e il valore è espresso in doppia moneta. La fustellatura, che separa i francobolli conferendo loro un’apparente dentellatura, simula un passo di dentellatura 11, inoltre in cartella è riportata la consueta dizione: IPZS – ROMA – 1999. Infine le scritte sono accompagnate da quattro segmenti formati da una serie di anellini a simulare quattro catenelle.
Il distacco tra i francobolli è agevolato da un taglio a percé en lignes che separa singoli riquadri di supporto siliconato per ciascun francobollo. Lungo il lato destro una sottile fascetta di carta adesiva riporta la frase ““IL FOGLIO DI VENTOTTO FRANCOBOLLI VALE € 17,36” in corrispondenza dei francobolli 16-28, mentre in corrispondenza del 8° francobollo c’è il numero progressivo del foglio composto da sette cifre. La novità principale è il disco di vernice interferenziale di colore oro che copre in trasparenza il disco centrale della “P”, accorgimento che avrebbe dovuto salvare dalle falsificazioni, ma, come vedremo non è stato così.

Fogli di emissione

Questo francobollo è stato emesso inizialmente in fogli da 28 esemplari isolati ed applicati sul supporto siliconato. Ad ognuno di essi, è associata una etichetta blu con la scritta “posta prioritaria” in italiano, con caratteri maiuscoli e sottili, ed inglese, con caratteri minuscoli e più piccoli. Successivamente è stato prodotto in fogli da 40 esemplari (2a tiratura) senza etichette, stampate a parte in fogli da 76. Queste etichette sono state prodotte in tre versioni distinguibili dall’intensità di colore: blu chiaro, blu scuro e blu scuro lucido. Il 21 giugno viene emessa anche una cartolina pubblicitaria, simile ad una cartolina postale, fornita gratis per far provare il nuovo servizio ed il 28 successivo viene distribuita, inizialmente solo in Trentino Alto Adige, la stessa cartolina in lingua tedesca.

Questo primo prioritario è stato distribuito anche in due libretti contenenti rispettivamente 4 ed 8 esemplari (Fig. 5 e 6); la versione da 4 ha anche l’etichetta blu di corredo, mentre quella da 8 ha solo i francobolli. I due libretti corrispondono rispettivamente alle due versioni di questa emissione.

fig 5 i prioritari libretto 4 esemplari

Figura 5 – libretto 4 esemplari

fig 6 i prioritari libretto 8 esemplari

Figura 6 – libretto 8 esemplari

Per questa prima emissione di Posta Prioritaria non esistono varianti ad eccezione di un recente ritrovamento comunicato dallo scrivente su La Ruota Alata (n. 70, ottobre-dicembre 2009). Si tratta di due pezzi isolati su due buste annullate a Milano Borromeo i cui francobolli sono di colore più rossiccio e presentano un disco interferenziale molto più grande che sborda ampiamente oltre il limite del disco nero (Fig. 7) (3 a tiratura?).

fig 7 i prioritari emissione 1999 disco interferenziale mm 11,5

Figura 7 – emissione 1999 con disco interferenziale di mm 11,5

Il disco interferenziale dei francobolli tipo ha la stessa dimensione del disco nero che ricopre ed è di mm 9, invece, nella variante il disco ha un diametro di mm 11,5 di cui in figura 2 è visibile solo il bordo circolare che lo delimita. La differenza dimensionale del disco interferenziale richiede necessariamente un differente cliché di stampa. Di questa variante sono noti al momento solo i due esemplari menzionati, probabilmente l’intera tiratura è passata inosservata e molti sono finiti al macero, non sembra quindi essere noto allo stato di nuovo. Buona caccia!

L’uso postale di questo francobollo ha seguito gli scaglioni di peso delle lettere ed è stato, quindi, utilizzato essenzialmente isolato per missive fino a g. 20 e formato standard (compatto), tariffa valida inizialmente solo per il territorio della UE, Norvegia e Svizzera. Dal 15-2-2000 questa tariffa è stata estesa alla zona 1 (Europa e bacino del Mediterraneo). Al contrario della posta ordinaria, le tariffe prioritarie per gli scaglioni successivi di peso moltiplicavano per un numero intero la tassa del primo scaglione, espresso in lire, secondo la tabella a lato.

Come detto il francobollo fu emesso una settimana prima dell’inizio del Servizio prioritario, di conseguenza gli usi precedenti al giorno 21 sono da considerarsi non per l’uso specifico del servizio. Colgo l’occasione per pubblicare i risultati di uno studio inedito da me fatto alcuni anni or sono per valutare la frequenza di uso di questo francobollo nel tempo. Per il 1999 (Fig. 8) ho potuto analizzare 273 invii di cui 228 in uso singolo e 45 in uso doppio. Ho tralasciato gli invii superiori perché numericamente insufficienti per una elaborazione statistica.

fig 8 frequenza d’uso del Servizio Prioritario durante il 1999

Figura 8 – frequenza d’uso del Servizio Prioritario durante il 1999

Il grafico evidenza come l’uso del Servizio Prioritario sia cresciuto velocemente nel tempo, a parte la parentesi feriale del mese di Agosto. Con le prossime emissioni vedrete altri grafici che consentono di visionare la progressiva sostituzione di questa emissione con le successive, fino ad individuare alcuni usi “tardivi”.

Vorrei precisare che il campione statistico che mostro in tutti i grafici di questo lavoro è supportato da un numero elevato di buste le quali hanno provenienza abbastanza variegata (centro e nord Italia), i grafici quindi potrebbero essere abbastanza rappresentativi per ciascuna emissione, ma, nello stesso tempo il campione considerato è costituito comunque da un numero molto limitato rispetto alla tiratura. Ciò vuol dire che non è da escludere che si possano trovare eccezioni ai miei grafici ai quali comunque può essere attribuito un valore di carattere generale. Sarebbe molto interessante avere nel campione statistico anche le regioni meridionali perché spesso le rimanenze vengono convogliate verso il sud e le isole. Infine, l’analisi non tiene conto delle buste “costruite” da collezionisti che spesso mettono insieme più emissioni anche se, a dire il vero, ho trovato rare miste decisamente casuali nella corrispondenza ricevuta da una grande azienda nazionale.

Ci sono anche alcune “curiosità”; chiamo con questo nome sia oggetti postali creati da persone stimolate a costruire “stranezze filateliche” sia quelle per mettere in berlina i controlli postali se non addirittura per frodare volutamente il Servizio. Alle prime appartengono sicuramente quelle prodotte da collezionisti curiosi di provare manomissioni chimiche o fisiche. Mediante manipolazione chimica è possibile asportare completamente il colore sia oro che giallo e con una certa attenzione si può lasciare solo il centro in serigrafia (ho visto una busta viaggiata con questa manipolazione).

Manomissioni fisiche si possono realizzare con una semplice gomma da matita: si può asportare il colore oro (senza toccare il centro in serigrafia) trasformando il francobollo in una varietà con il solo colore giallo (fig. 9).

fig 9 i prioritari asportazione del colore oro e scritte

Figura 9 – asportazione fisica del colore oro e di parte delle scritte

Questa operazione può essere fatta completa eliminando anche le scritte, oppure (con maggiore attenzione) si può ottenere un francobollo giallo con le scritte nere. Per frodare il servizio postale invece sono state utilizzate fotocopie e ritagli di immagini pubblicitarie (Figg. 10, 11 e 12)

fig 10 i prioritari fotocopia plastificata

Figura 10 – fotocopia plastificata

fig 11 i prioritari fotocopia ritagliata su carta bianca

Figura 11 – fotocopia ritagliata su carta bianca

fig 12 ritaglio pubblicitario del Servizio Prioritario

Figura 12 – ritaglio pubblicitario del Servizio Prioritario

 

Francobollo Prioritario EMISSIONE 2000

Il 10 gennaio del 2000 viene emessa la seconda versione del prioritario (Fig 13).

fig 13 i prioritari emissione 2000

Figura 13 – emissione 2000

Anche questo francobollo è stato realizzato con le caratteristiche del precedente: stampa tipografica, centro in serigrafia, carta autoadesiva, fustellatura a simulare una dentellatura di passo 11, doppia moneta e in fogli da 28 esemplari. Il disegno differisce rispetto all’emissione del ’99 per avere solo la cornice dorata ed un colore di fondo giallo omogeneo.

Anche in questo caso il disco dorato di vernice interferenziale ha le stesse dimensioni del disco nero con la “P”, ossia di mm 9,5 circa ed anche di questo francobollo è stata scoperta una variante (2a tiratura?) nella dimensione del disco interferenziale comunicata da Manelli nel n.63 de La Ruota Alata (gen-mar 2008). Nella variante la dimensione del disco è di circa mm 11 ed anche questa sembra nota solo allo stato di usato, sicuramente stampata alcuni mesi dopo la data di emissione. Non sono francobolli rari allo stato di usato e né su busta, su un campione di circa 200 buste la varietà è presente per circa il 30%. Ancora quindi buona caccia per il nuovo.

Per gli usi postali valgono le considerazioni dette per l’emissione precedente in quanto le tariffe sono le stesse ricordando che dal 15-2-2000 questa tariffa è stata estesa alla zona 1. Un po’ di più si può dire sulla diminuzione delle scorte della 1a emissione e la sua sostituzione con la nuova.
Questa seconda emissione è stata anche falsificata per frodare il Servizio Postale (Fig. 14).

fig 14 i prioritari falso 2000

Figura 14 – falso 2000

Ci sono diverse differenze, ma le più evidenti sono la cifre del valore in lire e di quelle in euro. Inoltre per il colore della cornice non è stato usato il colore oro.

fig 15 i prioritari frequenza d’uso durante il 2000

Figura 15 – frequenza d’uso durante il 2000

Nella Figura 15 il grafico mostra l’uso sempre più raro della 1a emissione ed il corrispondente e graduale uso massiccio della nuova. Questa analisi è stata fatta su invii con uso singolo (porto fino a g 20) e su un totale di 851 buste di cui 336 con l’emissione del ’99 (usata nel corso del 2000) e 515 della nuova emissione.
Anche per questa serie valgono le considerazione fatte per l’emissione precedente in merito alla possibilità di modificare parte della stampa.

Francobollo Prioritario EMISSIONE 2001

Il 10 aprile è stata emessa la 3a emissione del francobollo prioritario, anche questa ha le stesse caratteristiche delle precedenti ed ha subito modesti rimaneggiamenti proseguendo una evoluzione grafica senza una logica chiara. L’elemento caratterizzante è la maggiore dimensione del disco che contiene la “P” e quello con vernice interferenziale che lo ricopre: entrambi sono di mm 12,5 (Fig. 16).

fig 16 i prioritari emissione 2001

Figura 16 – emissione 2001

Inoltre i quattro segmenti che accompagnano le scritte sono diventati dei tratteggi e, in ditta, non compare più la BATES ITALIA. Questa versione grafica resterà costante per le successive emissioni. Anche l’etichetta blu a corredo ha subito una evoluzione: la scritta “posta prioritaria” è con caratteri minuscoli e più grassi.

fig 17 i prioritari libretto 4 esemplari 2001

Figura 17 – libretto 4 esemplari 2001

Questo valore è stato emesso anche in libretti (Fig. 17) e i quattro esemplari che lo compongono hanno la particolarità di avere dimensioni in crescendo da sinistra verso destra come ampiamente esposto nella mia comunicazione sul n. 65 de La Ruota Alata (Lug-Set 2008). La differenza è veramente minima, ma costantemente in aumento dall’esemplare di sinistra verso quello di destra.
Per questa emissione non mi sono note varianti di stampa o falsificazioni.

fig 18 i prioritari frequenza d’uso durante il 2001

Figura 18- frequenza d’uso durante il 2001

Nella Fig. 18 è riportata la frequenza d’uso delle prime tre emissioni del prioritario durante l’anno 2001. Come si può notare dalla figura, resta una minima presenza della prima emissione fino a metà anno circa, mentre della seconda si riscontra un calo improvviso tra maggio e luglio per essere soppiantata velocemente dalla nuova emissione. Sembra chiaro che le scorte dell’emissione 2000 non fossero elevate ed il suo massiccio uso durante il primo anno ne avesse richiesta una seconda tiratura (disco interferenziale di mm. 11), anche questa numericamente non eccessiva essendo in programma la nuova emissione datata 2001.

Francobollo Prioritario EMISSIONE 2002

Il 2 gennaio viene emessa la prima e, per un certo verso, anche l’unica serie organica del prioritario (Fig. 19).

fig 19 i prioritari serie con millesimo 2002

Figura 19 – serie con millesimo 2002

Si tratta di 6 valori di cui 3 corrispondono ai primi tre scaglioni di peso (€ 0,62 – 1,24 – 1,86), mentre il valore da € 0,77 copriva la tariffa primo porto per le zone 2 e 3, tariffa valida fino al 31-12-03. Il valore da € 1,00 è stato emesso come complemento di tariffa, mentre il valore da € 4,13 era stato previsto per il terzo porto in zona 2; anche questa tariffa è stata valida fino al 31-12-03.

A parte il valore da € 0,62 che mantiene le caratteristiche dell’emissione precedente, gli altri 5 francobolli presentano una novità. Pur mantenendo il disegno tipico dell’emissione, se ne differenziano per la stampa in serigrafia, oltre che della P, anche di quella delle scritte e delle linee tratteggiate. Inoltre, è stato adottato un differente colore di fondo per ciascun valore, resta costante solo quella da € 0,62 che si distingue dal precedente per il millesimo in cartella. Per nessun francobollo di questa emissione sono note varianti grafiche. Il valore da € 0,62 è stato emesso anche in libretti da 4 esemplari con appendice (Fig. 20).

fig 20 i prioritari libretto 4 esemplari 2002

Figura 20 – libretto 4 esemplari 2002

fig 21 i prioritari frequenze d’uso durante il 2002

Figura 21 – frequenze d’uso durante il 2002

La Fig. 21 riporta ancora le frequenze d’uso che, per l’emissione in corso, è limitata al solo valore per il primo porto interno (€ 0,62). Si nota come la prima emissione (1999) appare esaurita e nel corso del 2002 ho osservato solo l’uso delle ultime 3 emissioni. Anche la seconda emissione (2000) appare in esaurimento, ma vedremo come qualche rimanenza la troveremo anche nel 2003. Per le due ultime invece si nota una sostituzione graduale nel tempo.

fig 22 i prioritari spettacolare affrancatura

Figura 22 – spettacolare affrancatura con 30×0,77 emissione 2002 + 2×20 Castelli + 30×2,48 Campionati del Mondo di sci 2000

Nella Fig. 22 è riportata una assicurata per la regolarizzazione degli extra-comunitari affrancata con uno spettacolare multiplo di 30 pezzi del valore da € 0,77 + 2×20 Castelli + 31×2,48 Campionati del mondo di sci, di cui 30 sul retro della busta.

Anche questa emissione è stata falsificata; il francobollo è stato riprodotto abbastanza bene, eccetto la fustellatura, molto grossolana e a forma di larga ondulazione (Fig. 23).

fig 23 i prioritari falso 2002

Figura 23 – falso 2002

Francobollo Prioritario EMISSIONE 2003

Le novità riscontrate nella emissione 2002 si mantengono anche per questa nuova millesimata 2003. Tutta la serie precedente è stata replicata, tra il 2003 i gli inizi del 2004, con l’aggiunta in cartella della sigla S.p.A. a seguito del cambio della veste giuridica del Poligrafico e Zecca dello Stato (Fig. 24).

fig 24 i prioritari serie con millesimo 2003

Figura 24 – serie con millesimo 2003

Questa emissione è apparsa un po’ in sordina e senza alcuna comunicazione da parte del Poligrafico, inoltre i valori hanno avuto battesimi differenziati nel tempo. Il valore da € 0,62 è apparso nel mese di marzo, da € 1,24 nel mese di aprile, da 0,77 in maggio, da 1,86 in agosto. I valori da € 1,00 e 4,13 sono apparsi addirittura nel gennaio del 2004 pur riportando il millesimo 2003; da notare che la ristampa del valore da € 4,13 è stata fatta dopo la variazione tariffaria che non ne ha consentito quindi l’uso isolato.

Anche per questa serie non sono a conoscenza di alcuna variante grafica. Per quanto riguarda le tariffe, fino alla fine di questo anno (31-12-03) restano in vigore le tariffe precedenti e per le quali in parte sono stati decisi i facciali di questa serie. Dal 1-1-04 le nuove tariffe non consentiranno più l’uso isolato di questi francobolli ad eccezione del valore da € 0,62 e da 1,00; il primo continuerà ad essere valido per la nuova zona 1 (in cui è stata esclusa l’Italia), mentre il secondo copre la nuova tariffa per la zona 3 (Oceania). La variazione della zona 1 è stata sicuramente un escamotage per cambiare le tariffe ed eliminare l’uso dei centemisi fino a 5; questa volontà era stata già da tempo manifestata anche a livello governativo poiché l’uso dei cosiddetti “spiccioli” era considerato poco pratico. Questo salto ha comportato la perdita secca delle “lirette” e l’adozione di una moneta minima di 5c pari alle vecchie 100 lire. Tornando alle zone postali, ricordo ai lettori che inizialmente nella zona 1 era compresa anche l’Italia e la tariffa era unificata a € 0,62; con la nuova zonazione l’Italia è tornata ad essere esterna alla UE. Questa operazione ha fatto fare bella figura alle poste in quanto è stata ridotta di 2 centesimi la tariffa interna mentre è stata elevata di 3 quella della UE e del bacino del Mediterraneo (nuova zona 1).

fig 25 i prioritari frequenze d’uso durante il 2003

Figura 25 – frequenze d’uso durante il 2003

Nella Fig. 25 è riportato il solito grafico delle frequenze d’uso che per quest’anno appare un po’ più variegato. Notiamo sporadiche rimanenze sia della seconda (2000) che della terza emissione (2001) mentre quella millesimata 2003 sostituisce abbastanza velocemente quella precedente. Il discorso è più complicato per gli altri valori della serie, soprattutto per il valore da € 0,77 che, usato isolato per l’estero, potrebbe avere un certo interesse visto che è stato valido per soli 7 mesi e, a parte lo sportello filatelico, almeno all’inizio, non era certamente diffuso in modo capillare sul territorio nazionale.

fig 26 i prioritari fotocopia “dentellata”

Figura 26 – fotocopia “dentellata”

fig 27 i prioritari fotocopia ritagliata

Figura 27 – fotocopia ritagliata

Di questa emissione sono state trovate due fotocopie di prioritari su buste viaggiate. Si tratta dei valori da € 0,77 e 1,26 (Figg. 26 e 27); nel primo sono stati praticati anche tagli a simulare la fustellatura.

Francobollo Prioritario EMISSIONE 2004

Con il cambio delle tariffe (1-1-04) si rendono necessari nuovi valori (Fig. 28) che vanno ad implementare la serie precedente.

fig 28 i prioritari emissione 2004 tipografica

Figura 28 – emissione 2004 tipografica

Dal 1 gennaio la tariffa primo porto standard per l’interno è stata diminuita a € 0,60 ed il relativo francobollo è stato messo in vendita dal giorno 2 anche se non su tutto il territorio nazionale, probabilmente per ritardi di produzione e/o distribuzione. La tariffa, per il secondo porto compatto (fino a 50 g.) o buste extra (E) fino a 20g, è di € 1,40 ed il relativo francobollo è stato emesso il giorno 10 dello stesso mese.

Il 19 marzo, invece, vengono emessi i valori da € 0,80 e da € 1,50; il primo è valido per invii normalizzati per la zona 2 (altri paesi Africa, dell’Asia, Americhe), il secondo per il terzo scaglione di peso per l’interno (da 51 g. a 100 g.) ed il secondo (da 21 g. a 50 g.) per la “Zona 2” (altri paesi dell’Africa, dell’Asia e Americhe); infine nel mese di dicembre compare il valore da € 1,00 che copre la tassa del primo porto per l’Oceania.

Per questi nuovi valori si torna all’uso del metodo tipografico; resta, infatti, in serigrafia solo il centro nero con la P ed in flessografia il disco interferenziale di colore oro che lo ricopre. Subito dopo questa emissione del valore da € 0,60, nel mese di marzo compare la sua prima variante ufficiale. È da notare che il valore da € 0,60 tipografico non dovrebbe avere una grande tiratura in quanto ha avuto una vita teorica di soli due mesi.

A marzo viene, quindi, abbandonato il sistema di stampa tipografica con il centro in serigrafia (fogli da 28) e sostituito con quello rotocalcografico a 5 colori (Fig. 29).

fig 29 i prioritari emissione 2004 rotocalcografica

Figura 29 – emissione 2004 rotocalcografica

Anche la macchina da stampa è stata cambiata, viene utilizzata la Goebel brm-t-350-p che sostituisce la Gallus mod. R 200. Questa seconda versione è stampata in fogli da 40 e la parte adesiva del foglio è intera, cioè i francobolli non sono più isolati sul supporto siliconato come nei fogli precedenti da 28 esemplari, ma sono ugualmente fustellati e tagliati in riquadri a percé en lignes, in questo caso, però, i due strati di carta, rendono abbastanza difficoltosa la separazione tra i rettangoli che contengono ciascun francobollo tanto che spesso la strisciolina adesiva compresa nella coppia di francobolli in verticale tende facilmente a rompersi. La prima variante del valore da € 0,60 apparsa in marzo e stampata in rotocalcografia, non aveva il taglio a percé en lignes lungo i due bordi verticali del foglio rendendo difficoltosa la separazione dei francobolli singoli. La cosa fu sistemata velocemente aggiungendo i tagli lungo i bordi. Continuando con i nuovi valori rotocalcografici, sempre in marzo appare anche il taglio da € 1,40 e in giugno (non c’è stata alcuna comunicazione ufficiale) appare il valore da € 0,80. Finalmente due date ufficiali: il 16 giugno viene emesso il valore da € 2,00 ed il 26 quello da € 2,20.

L’anno 2004 continua a stupire con le varianti. Questa prima tiratura stampata in rotocalcografia, inizialmente, è stata stampata con le scritte laterali lungo la cimosa del foglio con colore blu, successivamente tutti i valori sono stati ristampati con le scritte in colore nero. La prima comparsa è stata nello stesso anno 2004 del valore da € 0,60, gli altri sono comparsi nel 2005. È interessante notare, come durante il 2004, siano state effettuate ben 4 tirature del valore da € 0.60 con stampa rotocalcografica che possiamo così ricapitolare in ordine di comparizione:

  1. fogli senza percé en lignes lungo i bordi verticali e scritte (IL FOGLIO DI …) in colore blu e senza tacca in corrispondenza del 36° francobollo. Questi fogli hanno sigla alfanumerica che inizia con le lettere BA.
  2. idem con percé en lignes lungo i bordi verticali e la sigla alfanumerica ha le stesse iniziali BA.
  3. idem con scritte blu, con tacca blu in corrispondenza del 36° francobollo e con sigla, ancora, BA (Fig. 30).
  4. fogli con tacca e scritte di colore nero con sigle BA, CA e DA (Fig. 30).

 

fig 30 i prioritari differenza tra 3a e 4 a tiratura

Figura 30 – differenza tra 3a e 4 a tiratura dell’emissione 2004

Le sigle CA e DA sono rispettivamente delle emissioni del 2005 e 2006, quindi, sembrerebbe che il valore da € 0,60 del 2004 sia stato ristampato anche durante i due anni successivi, in parallelo con le emissioni millesimate specifiche.

Purtroppo il mio studio sulle frequenze d’uso termina con il 2003, ma mi riprometto di aggiornarlo in un prossimo futuro.

Il 2004 è sicuramente stato un anno pieno di sorprese. Si pensi che in marzo venivano emessi i valori rotocalcografici da € 0,60 e da 1,40 e nello stesso mese (il 19) venivano emessi quelli da 0,80 e 1,50 col vecchio sistema tipografico. Questi ultimi due verranno riemessi nella nuova versione in rotocalco, il primo nel giugno successivo (2004), il secondo nel novembre del 2005.

Tornano i falsi. Il valore da € 0,60 è stato oggetto di falsificazione per frodare il servizio postale (Fig. 31).

fig 31 i prioritari falsi 2004

Figura 31 – falsi 2004

Si tratta di una realizzazione abbastanza ben fatta ad eccezione della fustellatura che nel falso è più simile ad una sinusoide abbastanza larga, mentre nell’originale la fustellatura è più stretta simulando maggiormente la forma dei denti. Nell’imitazione manca anche il disco interferenziale di colore oro e la stampa è molto più lucida rispetto all’originale. Di questo falso ne esistono due sottotipi, uno con appendice “posta prioritaria” decentrata rispetto al francobollo e in azzurro chiaro ed una più scura e più simile al colore del francobollo originale (N.L. Cipriani, La Ruota Alata, N°67 – Il Francobollo Incatenato, n.184 – www.philweb.it).

Francobollo Prioritario EMISSIONE 2005

Durante la prima metà 2005 compaiono i fogli con le scritte nere dei francobolli da € 1,40, 2.00 e 2.20 con millesimo 2004 e sigla alfanumerica con le iniziali CA. Questa sarà la versione finale delle successive emissioni. Infatti quella millesimata 2005 mantiene le nuove caratteristiche e non è stata annunciata da Poste Italiane. Abbiamo solo date generiche: nel settembre compare il valore da € 0,62; in novembre appaiono i valori da € 0,60 e 1,50; mentre il valore da € 0,80 appare in aprile-maggio del 2006 (Fig. 32).

fig 32 i prioritari emissione 2005

Figura 32 – emissione 2005

Tutti hanno sigla alfanumerica che inizia con le lettere CA, ad eccezione del valore da € 0,80 che è stato emesso nel 2006 ed ha sigla DA.

Il valore da € 0,60 di questa emissione è uno dei prioritari per il primo porto che ha avuto vita teorica più breve dopo quelli del 2004 tipografici (0,60 e 1,40) e quello del 2006 con etichetta prioritaria, fatta eccezione per altre varianti (percé en lignes assenti lungo i bordi verticali) esso potrebbe, quindi, avere una tiratura inferiore a quelle di altre emissioni. È stato, infatti, emesso nel mese di novembre 2005 ed in luglio dell’anno successivo era già pronta la versione millesimata 2006. Il valore da € 0,80, invece, è stato emesso in corrispondenza della variazione tariffaria (12 maggio 2006), non sappiamo con certezza se prima o dopo. Nel caso fosse uscito prima del 12, sono sicuramente molto interessanti gli invii isolati (primo porto per la zona 2) in quanto dal 12 maggio 2006 non esistono tariffe che ne consentono l’uso isolato.

Il valore da € 0,60 copre la tassa per il primo porto normalizzato (fino a 20 g.) per il territorio nazionale; quello da € 0,62 copre il primo porto per la zona 1 (Europa e bacino del Mediterraneo); quello da € 0,80 copre la tassa per invii normalizzati primo porto in zona 2 (altri paesi dell’Africa, dell’Asia e Americhe); quello da € 1,50 per invii di terzo porto (da 51 g. a 100 g.) in Italia e invii di secondo porto (da 21 g. a 50 g.) per la zona 2 (altri paesi dell’Africa, dell’Asia e Americhe).

Francobollo Prioritario EMISSIONE 2006

Ancora varianti e senza comunicazione ufficiale. Anche questa emissione mantiene le caratteristiche dell’emissioni precedente e vengono emessi i tagli da € 1,40 e 0,60 millesimati 2006 (Fig. 33), rispettivamente in marzo e in luglio.

fig 33 i prioritari emissione 2006

Figura 33 – emissione 2006

Questi due valori hanno sigla alfanumerica con le lettere DA e saranno gli ultimi con appendice blu con la scritta prioritaria, infatti, nel mese di ottobre compare una nuova versione del valore da € 0,60 che, oltre a non avere l’appendice, manca anche del millesimo (Fig. 34).

fig 34 i prioritari emissione 2006 senza millesimo

Figura 34 – emissione 2006 senza millesimo

Le caratteristiche di stampa sono le medesime, ma i fogli sono da 50 esemplari, 10 in più della versione con appendice. È da considerare che il valore da € 0,60 di questa emissione, millesimata 2006, e quelli tipografici da € 0,60 e 1,40, dovrebbero essere i prioritari a più bassa tiratura (relativamente al fatto che stiamo parlando di francobolli ordinari) tra i francobolli tipo. Infatti esso è stato emesso nel mese di luglio ed ad ottobre era già pronta la nuova versione senza millesimo. Quest’ultimo, invece, è stato ristampato anche negli anni successivi, come si evidenzia dalle sigle EA (2007), FA (2008) e GA (2009).

Il 12 maggio 2006 viene eliminato il servizio di posta ordinaria (€ 0,45 per il primo porto) e tutta la posta non massiva viene trattata come prioritaria (€ 0,60). In realtà è stato camuffato un aumento di tariffa anche perché le missive non venivano affatto consegnate il giorno successivo a quello di impostazione, come previsto dal capitolato di Poste Italiane. Con tutti gli sforzi organizzativi messi in atto, compresa la lavorazione meccanizzata della corrispondenza, il servizio resta prevalentemente quello di una posta ordinaria. Solo in alcuni casi si osservano tempi di consegna secondo i canoni dichiarati da Poste Italiane. Il 12 maggio sono state anche cambiate alcune tariffe le quali non consentono più l’uso isolato dei valori da € 0,62 e 0,80.

Anche il valore da € 0,60 senza millesimo e senza appendice blu è stato oggetto di falsificazione (Fig. 35).

fig 35 i prioritari falso senza millesimo

Figura 35 – falso senza millesimo

Questa imitazione presenta le stesse caratteristiche riscontrate nel falso del 2004; piccole differenze si riscontrano nel simbolo dell’euro e nella virgola tra 0 e 6. Il simbolo dell’euro nella imitazione del 2004 è una porzione di cerchio, identico all’originale, in questa imitazione invece è ovalizzato; anche la virgola differisce in questa seconda imitazione per avere la testa quadrata. Questo falso è comparso a metà del 2007 (La Ruota Alata, n. 66).

Francobollo Prioritario EMISSIONE 2007

Tornano le date di emissione: il 7 febbraio viene emesso il valore da € 1,40 ed il 13 luglio quello da €1,50 (Fig. 36).

fig 36 i prioritari emissione 2007

Figura 36 – emissione 2007

Entrambi sono senza millesimo, senza appendice blu, scritte laterali e tacca di colore nero ed in fogli da 50 esemplari. I fogli di questi due valori hanno sigla alfanumerica che inizia con le lettere EA; solo quello da 1,40 è stato ristampato anche nel 2008 ed ha anche sigla FA.

Anche per questi valori si mantengono valide le tariffe del 12 maggio 06. Nella Fig. 37 è riportato un Atto Giudiziario con 4×1,50 del 2004 inviata il 14-4-07.

fig 37 i prioritari Atto Giudiziario del 14-4-07

Figura 37 – Atto Giudiziario del 14-4-07 con emissione 2004

Francobollo Prioritario EMISSIONE 2008

Il 9 giugno compaiono in vendita i tagli da € 0,80, 2,00 e 2,20 (Fig. 38).

fig 38 i prioritari emissione 2008

Figura 38 – emissione 2008

Tutti con le caratteristiche precedenti, senza millesimo, senza etichetta blu ed in fogli da 50. I fogli di questa emissione hanno la sigla che inizia con le lettere FA, ad eccezione del valore da € 0,80 che ha invece le lettere EA, probabilmente stampato l’anno precedente. Mentre i valori di facciale più alto coprono rispettivamente la tassa per invii di quarto (da 101 g. a 250 g.) e di quinto porto (da 251 g. a 350 g.), quello da € 0,80 non corrisponde a nessuna tariffa, né interna, né estera. Molto probabilmente questo valore si è reso necessario per completare la tariffa del secondo porto accoppiato con quello da € 0,60. Non credo che del valore da € 1,40 ci fossero scorte limitate, ritengo invece che fossero eccessive quelle da € 0,60 che dovevano essere smaltite prima di emettere la nuova ordinaria “Posta Italiana” che ha visto la luce il 7 luglio 2009 dopo un lungo periodo di gestazione. Questa interpretazione trova un certo riscontro nella maggiore frequenza di invii di secondo porto con i due francobolli durante la seconda metà del 2009 e la prima del 2010. Tutt’ora non sono rare le affrancature miste con questo valore del prioritario e quello da 0,60 di “Posta Italiana”, come pure non è difficile trovare missive con il prioritario da € 1,40 isolato.

Torna ancora un falso: il taglio da € 1,40 millesimato 2004 ma uscito circa a metà del 2008 o subito dopo (Fig. 39).

fig 39 i prioritari falso millesimato 2004

Figura 39 – falso millesimato 2004

Si tratta di un falso strano perché millesimato 2004, ma senza etichetta blu con la scritta prioritario, cioè è in fogli da 50. Questa imitazione è però da mettere in relazione più con il falso da € 0,60 senza millesimo che con il corrispondente di pari valore del 2004 in quanto presenta le stesse caratteristiche del primo. Infatti entrambi hanno la stessa forma ovalizzata del simbolo dell’euro e la virgola con la testa quadrata. Mi sembra ovvio che siano stati stampati dalla stessa tipografia, avevano il cliché già fatto per lo 0,60, hanno aggiunto l’anno e cambiato il valore ed il colore. Il valore da € 1,40 è molto meno comune di tutte le altre imitazioni in quanto furono subito scoperti due rivenditori a Milano. Al momento ne sono noti una decina di esemplari nuovi ed un paio di buste di cui una con ben due valori datata 5.11.08 – Piazzale Nigra.

CONCLUSIONE

Come conclusione di questa carrellata sui francobolli prioritari e dopo aver presentato il grafico della sua nascita e crescita durante i suoi primi sei mesi di vita (Fig. 8), mi sembra opportuno riportare anche un grafico della sua vita conclusiva mentre lascia il campo alla nuova ordinaria “Posta Italiana”.

fig 40 i prioritari sostituzione prioritario-posta italiana

Figura 40 – sostituzione prioritario/posta italiana durante il primo anno dall’emissione della nuova serie ordinaria

La Fig. 40 riporta i dati relativi all’intervallo compreso tra il 7 luglio 2009 ed Agosto 2010. Il grafico è supportato da 740 missive affrancate con il prioritario (tutti senza millesimo) e 2360 con posta italiana, per un totale di 3100 invii di solo primo porto. Come si può dedurre, il campione è relativo ad un numero consistente di invii recuperati in quattro aree geografiche del centro-nord Italia (Milano, Parma, Grosseto e Pescara); in tutte le località campionate la corrispondenza è prevalentemente regionale, ma arriva anche da varie parti d’Italia. In altre parole la spedizioni coprono quasi tutto il centro-nord. Il grafico non mette fine all’uso del prioritario, come molti di voi avranno certamente già avuto occasione di notare, seguiremo ancora in futuro questo trapasso per mettere in evidenza qualche possibile uso tardivo non provocato.

Come tutte le emissioni di francobolli ordinari, anche i prioritari, per quanto considerati dei “brutti” francobolli, hanno tutti i caratteri per assurgere ad oggetto di studio e collezione. Inoltre, ancora come tutte le ordinarie, sono stati interessati da ristampe e da variazioni tariffarie che hanno dato vita a varianti o ad usi postali poco comuni Basti pensare alle differenti dimensioni del disco interferenziale nelle emissioni del 1999 e del 2000, davvero poco spiegabile con una semplice svista durante la stampa. Per stampare questa variante bisogna necessariamente fare un nuovo cliché per il colore oro del quale non se ne capisce la motivazione. Necessità per coprire la sua non perfetta centratura sul disco nero in serigrafia? Perché le due prime emissioni presentano questo particolare e, per di più, di dimensioni differenti? Sono state per caso delle prove per verificare qualcosa, a noi, non chiaro? Fatto sta che della prima emissione si conoscono solo due esemplari su busta e di entrambe non si conoscono ad oggi esemplari nuovi.

Interessanti sono anche alcune emissioni che sicuramente in futuro mostreranno della “stoffa”. Ad esempio le tirature con metodo tipografico del 2004 (€ 0,60 e 1,40) e quelle rotocalcografiche del 2005 e 2006, con millesimo e con etichetta blu, hanno avuto probabilmente tirature non piccole, ma sono stati concepiti per un uso teorico di pochi mesi. In particolare i valori da € 0,60 e 1,40 tipografici tre mesi, quello da 0,60 del 2005 otto-nove mesi ed infine quello da 0,60 millesimato 2006 tre-quattro mesi. Questo vuol dire che, probabilmente, allo stato di nuovo potrebbero essere i valori meno comuni. Chi si interessa poi di storia postale, certamente si potrà imbattere in invii poco comuni e tra queste sicuramente il valore da 0,77 del 2003 o quello da 0,80 millesimato 2005; questo francobollo in uso isolato è un oggetto da ricercare nel caso fosse stato emesso prima del 12-5-06. Insomma questi francobolli così bistrattati si stanno rivelando molto più interessanti di quanto avessero fatto supporre al momento della loro nascita.

Bibliografia sui prioritari

• Riggi di Numana G. 2003 – I Servizi Postali dal 1997 al 2002 in Italia nel periodo di transizione da Pubblico a Privato e le sue ricadute collezionistiche – Quaderno di Studio N°18, pagine 243.

• Cipriani N.L. 2007 – Prioritario falso da € 0,60 “senza millesimo” – La Ruota Alata n. 62 e www.francobollitematici.it

• Manelli M. 2008 – Del 1200 lire Posta Prioritaria anno 2000 – La Ruota Alata n.63.

• Cipriani N.L. 2009 – Il francobollo prioritario da € 0,60 millesimato 2004 falso e confronto con l’originale – La Ruota Alata n. 67, Il Francobollo Incatenato n. 184 e www.philweb.it.

• Cipriani N.L. 2009 – Prioritario 2000 con disco 11,5 anziché 9 mm. – La Ruota Alata n. 70.

• Manelli M. 2009 – “A MIO PARERE” il 1200 poste italiane del 1998 – La Ruota Alata n. 70.

• Spampinato G.B. 2009 – I francobolli prioritari autoadesivi – Ediz. AFIS, pagg 35.

• Il Francobollo Incatenato – notiziario del CIFO numeri vari dal 1999 al 2010

Ringraziamenti

Desidero ringraziare C. E. Manzati e G. B. Spampinato per la loro preziosa collaborazione.

IL CARNET PRIORITARIO DI 4 FRANCOBOLLI DA €0,62 DEL 2001

Di Nicola Cipriani – Perito filatelico

Il carnet prioritario

Proseguendo lo studio sui francobolli prioritari, vi descrivo l’emissione 2001 in carnet da 4 francobolli. In realtà ero partito con un’altra idea: fare il confronto tra i francobolli del carnet e quelli in foglio; ma strada facendo ho dovuto modificare il tiro. Ero infatti partito dall’ipotesi che i francobolli del carnet potessero presentare piccole differenze rispetto a quelli in fogli da 28. Avevo notato da tempo alcuni piccoli particolari che però avevo lasciato nel cassetto. Il recente studio sul falso prioritario da € 0,60 mi ha stimolato a riprendere quella vecchia ipotesi. Ho iniziato a fare il confronto di alcuni particolari e sono emerse alcune differenze abbastanza evidenti, ma per scrupolo ho voluto verificare se nel carnet tutti gli esemplari fossero perfettamente identici. Ebbene, non ci crederete, ma non sono affatto uguali.

Siete sbalorditi, vero? Lo sono stato anch’io, eppure è proprio così. Vi descrivo quindi le caratteristiche dei francobolli del carnet rinviando ad una prossima pubblicazione il confronto tra questi e quelli provenienti da foglio. Quanto di seguito comunicato è stato verificato su 10 carnet in mio possesso. Questo numero è certamente piccolo rispetto alla tiratura, ma bisogna riconoscere che o io ho in mano solo varietà, ma mi sembra poco probabile, o tutta (o gran parte) la tiratura presenta questo carattere. Tengo anche a precisare che questo studio ha solo valore di ricerca con l’unico scopo di portare un contributo alle conoscenze filateliche in generale, non vuole assolutamente avere valenze nei confronti della loro catalogazione.

Il computer per sovrapporre i dettagli dei francobolli

Innanzitutto bisogna dire che quanto sono riuscito a mettere in evidenza non è facilmente osservabile con una semplice lente in quanto occorre molta precisione nel sovrapporre due francobolli. E’ molto facile invece con il computer che consente di fare repliche dei particolari ed accostarli tra loro. Ma vediamo un po’ cosa è venuto fuori.

Descrizione del carnet

Come sapete i quattro francobolli del carnet sono posizionati in “striscia orizzontale” di quattro, li ho numerati a partire da sinistra, quindi il numero 1 è quello attaccato alla copertina del carnet e la numerazione prosegue verso destra (figura 1).

fig-1_ carnet prioritario di 4 francobolli carnet 2001

Figura 1 – il carnet emissione 2001

Nelle figure che seguono ho riportato solo i caratteri in cui ho riscontrato le differenze più evidenti: la parte superiore del francobollo, la scritta IPZS ROMA – 2001 e la scritta “posta prioritaria” della fascetta blu. Tutte le figure riportano il particolare del francobollo n. 1 in basso.

fig-2_carnet prioritario di 4 francobolli confonto

Figura 2 – confronto tra la lunghezza del 1° francobollo e quella degli altri in posizione 2, 3 e 4 all’interno del carnet

Nelle figure 2a, b, c è riportata la parte superiore del francobollo che contiene la scritta “——posta prioritaria”; in queste, l’immagine del francobollo n. 1 è riportata in basso e messa a confronto con la stessa dei francobolli in posizione 2, 3 e 4. Le sbarrette nere aiutano a mettere in linea sulla sinistra i francobolli, mentre quelle a destra consentono di rilevare le differenze di lunghezza. Come si può vedere, le posizioni 1 e 2 differiscono in modo molto poco percettibile, questa differenza potrebbe essere considerata nulla e rientrare nella tolleranza della stampa. Ma questa differenza di lunghezza è crescente proseguendo con l’analisi dei francobolli successivi (figura 2b e 2c), quindi, anche se minima, questa differenza ha un suo significato. Infatti nelle figure, non solo si nota la lunghezza crescente delle scritte, ma si nota anche che a questa variazione è interessata tutta la dimensione del francobollo, come si evince osservando il riquadro scuro che delimita il disegno.

fig-3_carnet carnet prioritario di 4 francobolli 2001 variazione

Figura 3 – variazione della lunghezza della scritta IPZS ROMA – 2001 nei francobolli da carnet

fig-4_carnet carnet prioritario di 4 francobolli 2001 variazione

Figura 4 – variazione della lunghezza della scritta “postaprioritaria” nell’etichetta blu dei francobolli da carnet

La stessa caratteristica si nota sia nella scritta bassa “IPZS ROMA – 2001”, sia nella scritta “posta prioritaria” della fascetta blu come si può notare osservando le figure 3 e 4. Ho provato anche a verificare eventuali differenze lungo i lati verticali dei francobolli, ma non sembrano esserci.

Anche nel caso delle figure 3 e 4, l’ aumento della lunghezza delle scritte è messo in evidenza dalle sbarrette nere, passando dal francobollo in posizione 1 a quelle successive. Nella figura 3 si nota anche come nella posizione 4 manchi la sbarretta tra IPZS e ROMA. Nei 10 carnet che ho potuto analizzare si osserva saltuariamente la mancanza di una o entrambe le sbarrette; tale mancanza sembra non avere una regola. D’altronde questa caratteristica è nota anche nei francobolli da foglio.

Riflessioni sul carnet

La prima domanda che viene in mente è sicuramente: ma come potrà essere venuta fuori una cosa del genere? Effettivamente non è facile dare una risposta. Penso che le spiegazioni potrebbero essere più di una, ma al momento mi è difficile darne in quanto non conosco con dettaglio il procedimento utilizzato dal Poligrafico per la replica dell’immagine base di questo prioritario e la sua riproduzione sul foglio per la stampa dei carnet.

Molto probabilmente tutta la parte grafica è stata preparata utilizzando un software di grafica, il file così ottenuto è stato inserito poi nel computer della macchina da stampa. In questo quadro credo che l’unica spiegazione possa essere individuata nel procedimento di trasposizione della prima immagine base nelle quattro posizioni del carnet, successivamente le quattro posizioni dovrebbero essere state riprese tutte insieme per essere replicate fino a completare il foglio base (che impropriamente potremmo chiamare “cliché”) per la stampa. Se così fosse, l’allungamento progressivo osservato in questi francobolli dovrebbe essere stato causato accidentalmente durante la fase di trasposizione dell’immagine base sulle tre posizioni successive a completare il disegno del carnet.

Questo “inconveniente” potrebbe essere meglio compreso se si conoscesse il software da disegno utilizzato. Infatti è possibile una impercettibile traslazione dell’immagine dopo un “copia/incolla” e un aggiustamento dell’allineamento con la prima immagine. Se ripetiamo la stessa manovra con la posizione 3, copiando dalla 2 e con la posizione 4, copiando dalla 3, possiamo portarci dietro un errore che si amplifica progressivamente. D’altronde troverei strano che il computer della macchina da stampa possa aver distorto l’immagine del “cliché” , a meno di un errore manuale durante l’inserimento ed il controllo dell’immagine prima della stampa. In questo caso però l’allungamento avrebbe dovuto interessare tutto il “clichè” senza produrre distorsioni progressive al suo interno.

Conclusione

Forse la spiegazione più corretta potrebbe essere data con maggiore certezza conoscendo le procedure adottate dal Poligrafico. Chi desidera può portare il proprio contributo.

IL FRANCOBOLLO PRIORITARIO FALSO DA 0,60€ – CONFRONTO CON L’ORIGINALE

Nicola Cipriani – 24.11.2007 – Da alcuni mesi sono noti prioritari falsi da 60 centesimi, ne avevo avuto notizia, ma, fino ad oggi, non li avevo ancora visti. Esistono due tipi differenti di falsi; personalmente ho avuto occasione di studiare un francobollo prioritario falso usato nel distretto di Milano che vi descrivo (figura 1).

francobollo prioritario falso 60c

figura 1 – Confronto tra un originale (in basso) e l’imitazione (in alto)

Nel complesso il tipo in mio possesso ha un’apparenza molto simile all’originale e, se non fosse stato per la fustellatura, macroscopicamente diversa, sarebbe passato inosservato anche a me che sto studiando i prioritari ormai da qualche anno. Questo per dire che un po’ ho abituato l’occhio alla ricerca di piccoli particolari.

I dentelli della fustellatura e altri dettagli macroscopici

Come accennato, la stampa è stata eseguita molto bene tanto che a colpo d’occhio si può essere facilmente ingannati, un occhio attento però nota subito che i “dentelli” della fustellatura sono molto più larghi dell’originale dando forma non a degli pseudo denti, ma ad una ondulazione. Ad un occhio distratto è certamente un particolare che può sfuggire. Se fosse stato utilizzato un metodo di taglio più simile alla fustellatura usata dal Poligrafico dello Stato, certamente la scoperta di questo falso sarebbe stata molto più difficoltosa. Un altra caratteristica dell’imitazione è la mancanza del disco interferenziale di colore oro, la sua assenza non si nota facilmente perché la stampa è abbastanza lucida tanto da attenuare la differenza con l’originale. Bisogna anche dire che negli originali il disco interferenziale è visibile solo con un particolare angolo di incidenza della luce.

I dettagli microscopici del francobollo prioritario falso

Entriamo nella descrizione per mettere in risalto altre differenze che caratterizzano l’imitazione, prima però di entrare nel merito, desidero precisare che gli strumenti ad alta tecnologia oggi sono a disposizione di tutti, sia di chi li usa per scopi deputati, sia di chi invece si ingegna nel tentativo di mettere in atto frodi. Nello stesso tempo questa tecnologia aiuta anche noi che studiamo i francobolli, attraverso questi strumenti tecnologici riusciamo a fornire, quando ci riusciamo, le giuste informazioni per mettere in risalto la frode. Per il collezionista che necessita talora di osservazioni veloci, è comunque sufficiente una semplicissima tecnologia: una lente 10x consente di rilevare tutte le caratteristiche presentate nelle figure che seguono.

Osservando con più attenzione e confrontando l’originale con il francobollo prioritario falso, si riscontra, nella seconda, una stampa dei caratteri di colore bruno leggermente più nitida. Questa caratteristica possono presentarla anche alcuni originali, ma, in genere la stampa in rotocalco, per propria caratteristica si presenta molto più frequentemente con contorni non netti. Un buon osservatore aiutato dalla solita lente (10x) può facilmente osservare quanto detto. Ad ogni modo, come mio solito, mi sono messo di buona lena a studiare questa imitazione con il computer e volentieri fornisco ai lettori le informazioni che sono riuscito a tirare fuori.
Ho preso in considerazione tutti i particolari che caratterizzano il prioritario da 60 centesimi: le scritte, il fondo arancio e il disco centrale, nelle figure di corredo a questa nota sono riportati ciascun particolare dell’imitazione confrontato con lo stesso dell’originale.

fig-2_2-prioritario falso e originale 60c

Fig. 2 – in alto l’imitazione

Nella figura 2 sono messe a confronto le scritte € 0,60 e la linea tratteggiata che la sovrasta. La di euro è marcatamente differente nella forma: nell’imitazione (in alto) è leggermente ovale. La virgola è composta da un punto quadrato con un sottile baffo verso il basso, al contrario nell’originale la € è circolare e la virgola è composta da un baffo largo senza la testa quadrata. Il tratteggio orizzontale soprastante è preciso nella posizione, ma il carattere è leggermente più spesso rispetto all’originale.

prioritario vero e falso IPZS 60c

Fig. 3 – in alto l’imitazione

La scritta I.P.Z.S. SPA – ROMA (figura 3) nell’imitazione (in alto) è molto nitida e le singole lettere, anche se molto simili sono leggermente differenti, particolarmente evidenti sono entrambe le S e la R di ROMA. I puntini tra le lettere sono dei quadratini perfetti, nell’originale invece sono molto più irregolari, come pure la barretta di separazione SpA – ROMA. La lunghezza complessiva della scritta è identica, mentre quella della sola sigla I.P.Z.S. è più larga nell’imitazione tanto che le singole lettere non sono sovrapponibili.

 francobollo prioritario falso tratteggio

Fig. 4 – in alto l’imitazione

Il tratteggio verticale destro (figura 4, i tratteggi sono riportati in orizzontale) dell’imitazione (in alto nella figura) è appena più corto di quello originale, inoltre rimane la differenza nella larghezza del carattere.

 francobollo prioritario falso posta

Fig. 5 – in alto l’imitazione

La scritta superiore “—- posta prioritaria” del francobollo prioritario falso (in alto) è fatta molto bene (figura 5). Le lettere di “posta” sono appena leggermente più grasse e solo le lettere “t” sono leggermente diverse nella forma: nell’originale hanno la testa quasi piatta, nell’imitazione invece è più appuntita. Al solito il tratteggio si presenta di spessore leggermente maggiore rispetto all’originale.

francobollo prioritario falso italia 60c

Fig. 6 – in alto l’imitazione

La scritta verticale sinistra “ITALIA” dell’imitazione (anche in questo caso in figura le scritte sono riportate in orizzontale) ha lunghezza molto simile all’originale ma le singole lettere non hanno la medesima spaziatura (figura 6). Nell’imitazione (in alto) le lettere ALI sono disallineate verso l’alto (verso destra nella figura) rispetto all’originale. Anche in questo caso il tratteggio ha spessore leggermente maggiore.

fig-7_2-francobollo prioritario falso dischi 60c

Fig. 7 – a sinistra l’imitazione

Il disco centrale è decisamente differente: nell’imitazione i puntini neri del retino sono molto più grandi di quelli dell’originale, anche se le loro ridotte dimensioni non rendono evidente questo carattere (figura 7).

fig-8_2-francobollo prioritario falso grana 60c

Fig. 8 – in alto l’imitazione

Anche il retino arancio utilizzato per il fondo è nettamente differente (figura 8). Nell’originale (metà inferiore dell’immagine) il colore arancio si fa più acceso verso i lati (verso sinistra nella figura) per una maggiore densità dei puntini colorati; nel francobollo prioritario falso (metà superiore dell’immagine) si passa da una zona a puntini colorati radi ad una zona più marcata di colore dato da un grigliato di colore pieno interrotto da puntini bianchi a dimensione via via minore spostandosi verso il bordo del francobollo (verso sinistra nella figura).

Conclusione sul metodo di falsificazione

Le osservazioni di dettaglio eseguite sul francobollo prioritario falso da € 0,60 hanno consentito di rilevare che la stampa è stata eseguita con il metodo della fotolitografia, noto anche come Stampa offset. Questa tipologia di stampa usa una retinatura con concentrazioni (percentuali) variabili di punti di colore. Fino alla concentrazione del 55-60% i punti di colore sono separati tra loro, per concentrazioni maggiori, i punti sono a contatto tra di loro dando luogo ad una griglia le cui falle bianche appaiono come punti. Questo metodo di stampa può essere eseguito anche a tratto pieno che sembra essere stato utilizzato per le scritte e per la cornice di colore dorato.

Ringraziamenti: desidero ringraziare Franco Moscadelli per le informazioni sulle metodologie di stampa.

 

Per contattarmi

e-mail: l.cipriani@tin.it

cellulare: 333.797.78.99

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